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Considerazioni sull'allenamento per l'ultra e il trail

Von: Gert dal Pozzo (gert@despammed.com) [Profil]
Datum: 03.06.2008 20:15
Message-ID: <1r1hamukt2ly.3gokd8oc9xrq.dlg@40tude.net>
Newsgroup: it.sport.atletica
Visto che l'argomento Ultramaratona/Trail interessa molti, se non altro dal
punto di vista tecnico-scientifico, riporto delle considerazioni che ho
fatto sul mio blog
graditi commenti o domande

E così ho fatto la mia prima ultramaratona. In gara si sa si possono
pensare alle cose più svariate. Io,  aparte maledire schiena e ginocchio
destro e a concentrarmi sul paesino successivo, facevo alcuni
considerazioni tecniche sulle caratteristiche principali che servono per
fare questo genere di gare. Ho letto ed apprezzato il lavoro di Speciani
sull'argomento però testare con le proprie mani cosa vuol dire correre una
ultra è altra cosa. Va da sè che il termine di paragone principale che ho
è
il trail. Che però presenta caratteristiche diverse. In ogni caso sono
considerazioni personali , molto da verificare, ma non credo di esserci
andato tanto lontano.  in sintesi:

- potenza lipidica. nelle ultra si sa che è fondamentale poter correre in
condizioni di scarsa disponibilità di scorte di glicogeno. ovviamente
confermo questo punto. nel trail è altresì importante ma in quest'ultimo ci
sono situazioni dove per la difficoltà altimetrica o per le caratteristiche
del fondo perde di significato: dove è difficile nel trail si viaggia a
carboidrati e poco altro. si può quindi dire che nel trail serve di più la
capacità di recupero, nell'ultra la regolarità del ritmo e la
economicità/efficienza di corsa. come dire, nel trail si procede a picchi
di richieste energetiche intervallati da pause, nella ultra su strada la
richiesta è costante

- richiesta organica: nel trail proprio per il discorso "picchi" diventa
essenziale sia la gestione alimentare (senza carbo in salita non vai manco
a spinta) che comunque è tale pure nell'ultra perchè in genere si corre di
più, sia la gestione della crisi (in una discesa trail ti puoi anche
risparmiare e riposare). in generale nel trail può anche capitare di dover
avvicinare la soglia anaerobica e quindi anche di dover essere in grado di
riassorbire velocemente il lattato. ciò implica quindi allenamenti
differenti, generalmente con minori stimoli per l'ultra

- questioni alimentari: fondamentali in entrambe le discipline. la bevanda
zuccherina si conferma l'alimento principe , da assumere in grandi
quantità. talvolta può capitare di sgranocchiare cose dolci , l'importante
è che siano digeribile. un pò di esperienza in allenamenti lunghi è
importante farla per capire cosa riusciamo a ingurgitare

- tecniche di allenamento: ovviamente diverse data la natura del fondo e la
generica differenza di dislivello che c'è. per me in comune non devono
neanche avere la durata degli allenamenti e tantomeno la distanza. il
motivo è semplice: lo stress osteo-articolare e muscolare indotto da una
corsa di 5 ore è ben diversa se fatta su strada o su trail. nel primo caso
lascia segni inequivocabili e il rischio di starsene fermi a riposo vari
giorni, nel secondo sono talmente ridotti i problemi a giuntere e muscoli
da potersi permettere anche di ricominciare quasi subito. quindi la volta
che preparerò il passatore come si deve mi concentrerò sì su
allenamenti
tosti su strada ma non su distanze esagerate. lasciandomi i lunghissimi da
farsi in ambiente naturali, su sentiero o strade bianche
un altro aspetto da tenere in considerazione: in una ultra è fondamentale
essere abituati a correre in condizioni difficili di grande stanchezza e
scarsa efficacia muscolare, e anche questo aspetto deve essere
assolutamente allenato (idem nel trail ovviamente, dove anche in condizioni
difficili può capitare di dover fare salti, scalini ecc) . c'è da dire che
per l'ultra va ricercata la grande economicità e fludità di corsa e quindi
occorre evitare lavori mirati alla ricerca di maggiore forza ed elasticità.
nel trail occorre invece trovare una buona quadratura tra le 2 cose dato
che sono necessari entrambi

- aspetti mentali. qui forse non c'è tanta differenza. gli aspetti
fondamentali restano i soliti: capacità di affrontare e gestire crisi e
momenti di difficoltà, tecniche per la suddivisione della gara in tappe
successive e traguardi intermedi che diventano di volta in volta l'unico
obiettivo, capacità di estraniarsi dalla gara e dalle sensazioni di fatica
e dolore per rifugiarsi in un mondo interiore , anche per raggiungere una
buona facilità  ed economia di corsa

--
Gert dal Pozzo
"E quando in Palazzo Vecchio, bello come un'agave di pietra, salii i
gradini consunti, attraversai le antiche stanze, e uscì a ricevermi un
operaio, capo della città, del vecchio fiume, delle case tagliate come in
pietra di luna, io non me ne sorpresi: la maestà del popolo governava"
(Neruda)

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