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Il biscotto scandinavo [OT]

Von: Ryoga Hibiki (lala@lalala.la) [Profil]
Datum: 18.06.2008 15:22
Message-ID: <g3b27f$3t5$1@news.newsland.it>
Newsgroup: it.sport.americani
Non sopporto piu' telecronisti, giornalisti e tifosi parlare di questo
dannato "biscotto" che avvenne quattro anni fa tra Danimarca e Svezia agli
europei, quel famoso 2-2 che mando' a casa l'Italia.
Ricordo ancora Varriale che, saputo il risultato (e nient'altro), ando' a
fine partita da Buffon per annunciargli che "si erano messi d'accordo".
Essendo abbastanza disgustato dello spirito sportivo italico, essendo
molto vicino agli scandinavi (che non hanno nelle loro corde cose di
questo tipo) ed essendo uno dei pochi ad aver visto quella gara a dispetto
dei soloni che pontificano senza aver nemmeno visto i goal (fu tiratissima
e bellissima), giro qua un articolo dell'epoca:

http://www.sport.it/articoli/2004/06/22/537369.php
Svezia e Danimarca a braccetto nei quarti

Finisce 2-2 il derby scandinavo, con doppietta di Tomasson da parte danese
e gol di Larsson e Jonson da parte svedese. Con un risultato che farà
molto discutere, passano così le due nordeuropee.

E’ stata partita vera ad Oporto, giocata da due squadre solide, reattive e
ben messe in campo. Lo è stata fino all’89’, quando è arrivato il 2-2 di
Jonson, quel fatidico risultato su cui gli italiani hanno maliziato, con
dubbio buon gusto, per giorni e giorni. Poi Danimarca e Svezia hanno
inscenato la melina, e sono bastati quattro minuti per sporcare una
partita di grande agonismo, giocata a viso aperto, senza calcoli.

A far pensare male è anche la “sospetta” smanacciata di Sorensen
nell’azione del secondo gol svedese. Wilhelmsson crossa dalla sinistra,
Sorensen devia sui piedi di Jonson che batte a rete. Il pasticcio è fatto,
e per noi italiani gli ingredienti sono amarissimi.

Ma la partita nella sua interezza è stata un’altalena di gol, che ha
lanciato ora la Danimarca ora la Svezia, con l’Italia che è rimasta sempre
a debita distanza. E’ difficile pensare ad una combine studiata a
tavolino. E’ molto più realistico supporre, invece, che, una volta
trovatisi sul 2-2, con la partita agli sgoccioli, sia la Svezia che la
Danimarca hanno siglato una tregua. Ma fino a quel momento ciascuna delle
due ha provato a vincere, non fosse altro che per arrivare prima nel
girone C ed evitare così la temutissima Repubblica Ceca nei quarti.

E’ la Danimarca ad aprire le danze, con la Svezia che si mostra più
prudente. Il primo campanello lo ha suonato Gronkjaer: al 15’ Tomasson lo
trova sulla destra, l’attaccante del Chelsea tira forte ma il pallone
finisce sull’esterno della rete. Ogni tanto si fa viva anche la Svezia,
nell’insieme la partita stenta comunque a decollare, narcotizzata dalle
notizie che provengono da Guimaraes, dove l’Italia non riesce ad avere la
meglio sulla Bulgaria.

A premiare la superiorità territoriale dei danesi è il gol di Tomasson, al
28’. Un colpo d’autore: la punta del Milan dal limite dell’area,
decentrato sulla sinistra, libera un esterno destro che sorprende
Isaksson. E’ il campanello che sveglia la Svezia. A quel punto i ruoli si
invertono: Ljungberg esce dal torpore e si carica la manovra sulle spalle,
i danesi arretrano il baricentro.

Prima Ibrahimovic, poi Ljungberg (ed in seconda battuta ancora
Ibrahimovic), infine Mellberg. Ma ogni volta gli svedesi trovano un
impeccabile Sorensen o il palo (nel caso di Mellberg) a sbarrare la strada
verso il pareggio.

In tre minuti, a cavallo tra il primo ed il secondo tempo, cambia tutto.
Prima il gol della Bulgaria, al 45’, che rasserena entrambi. Danimarca a
7, Svezia a 4, Bulgaria a 3 e Italia a 2. Poi, ad inizio della rirpesa, il
pareggio italiano di Perrotta e, quasi in contemporanea, il rigore di
Larsson. Altro giro, altra classifica, altre prospettive: Svezia e
Danimarca a 5, Italia a 3.

Nell’altalena di risultati, di emozioni e di speranze, un ulteriore
scossone lo da Tomasson, che al 67’ si trova a tu per tu con Isaksson e
fredda il portiere svedese. 2-1, la Danimarca torna in testa a 7 punti, la
Svezia è a 4, virtualmente qualificata, ma con l’Italia che la tallona a
3. Il sigillo definitivo lo mette Jonson, all’89’, con tutto il carico di
veleni, di sospetti e di accuse a mezza bocca o addirittura urlate
(Buffon: ”Il 2-2 è un risultato vergognoso”) che inevitabilmente lo
accompagna.

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