.[Repost] Ti disegno + Info
Von: giulia (giuliagatta@gmail.com) [Profil]
Datum: 01.07.2008 22:29
Message-ID: <m44l64tn2hopef8gbljn3squ8s1k4pr0tk@4ax.com>
Newsgroup: it.sesso.racconti
Datum: 01.07.2008 22:29
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Newsgroup: it.sesso.racconti
Non so se qualcuno compra Blue, che e' una rivista sul fumetto erotico e dintorni, cmq la faccenda e' questa: senza nessun merito - giuro - mi ritrovo con un mio raccontino pubblicato nel numero di luglio. Anzi no, anche meglio: un mio raccontino *usato* da Makkox: disegnatore dotatissimo, narratore eccezionale [seguono espressioni varie di ammirazione incondizionata]. :) No, seriamente, e' bravissimo. Geniale, IMO. Lo trovate come "Canemucca". Comunque, io gli avevo mandato 'sto raccontino, visto che me l'avevano ispirato i lavori che pubblica sul web. Lui ha trovato l'idea che c'e' dentro stimolante e visto che quelli di Blue gli avevano chiesto un lavoro, ci ha disegnato e scritto intorno, totalmente a modo suo. Colgo l'occasione per ringraziarlo : ) Il raccontino l'avevo gia' pubblicato qui con il nome di "Immagine" ed e' leggermente cambiato rispetto ad allora. Riposto l'ultima versione, ma se avete qualche eurello che vi avanza e vi piace il fumetto, compratevi la rivista (dorebbe uscire a giorni). Il lavoro di Mak merita, vi assicuro, fa ridere e arrapa insieme ed e' scritto e disegnato da dio e oh, che ci volete fare, c'ho un debole ;) g. Ti disegno - Mi fai un altro disegno? - Ma basta... - Essù, non vorrai mica farti pregare. - Dipende. - Dai. E' nuda sul letto, il gomito puntato sul materasso e la guancia distorta dalle nocche. - E va bene. Stai ferma così. Lei infila la faccia nel cuscino e mugugna qualcosa. - 'Cazzo dici? - fa lui buttandosi su una poltroncina - e poi è inutile che ti copri, ti ho appena scopata, posso disegnarti anche a occhi chiusi. Tratti neri e decisi sporcano il foglio: la curva del suo fianco, l'ombelico; per il culo un'unica linea tonda e morbida che scende in un indizio di coscia; poi le mani grandi, da maschio quasi, e il viso: la bocca un po' aperta, gli incisivi che fanno capolino, gli occhi. - Dio... come è bello vederti disegnare. - Va beh, adesso, insomma, dai. I complimenti lo imbarazzano sempre, non c'è un cazzo da fare; tirano fuori il meglio dei suoi avverbi. - Sul serio, mi piace guardarti mentre crei - insiste lei. - Ma son due stronzate... Strana è strana. Forse se l'è scopata solo per questo sguardo adorante che ha, per il piacere di essere adulato. - E' affascinante il fatto che venga fuori qualcosa di compiuto, tu non puoi capire - sta dicendo - mi attizza. Mi fa sesso. Ma non ti ho scopato solo per questo, tranquillo. Ah, ecco. Questo non l'aveva considerato. - Non "solo"? - chiede piccato - Allora "anche" per questo. - Chi lo sa. - Sei la prima donna che mi si eccita davanti mentre disegno... sei strana sa'? Incrocia le caviglie sul materasso e la guarda di sottecchi. No, non è per quello che se l'è scopata. Non c'è un motivo, a dire il vero: era la cosa giusta da fare. Poche cose sono mai state così semplici e naturali. Inevitabili. - E ora i capelli, mia bella Lady Godiva... Li ha lunghissimi, ondulati come un mare agitato; per quanti ne disegni sembra che non bastino mai. La ragazza ha infilato una mano fra le cosce e si tocca piano. Il dito scompare fra le labbra senza andare a fondo, solo giocando. Fa un rumore di cosa umida. Le getta un'occhiata e torna a calcare il tratto sulla fica, la disegna aperta, oscena. Alla bocca aggiunge un riflesso, come un velo di saliva fra i denti. Due tratti per il letto, la firma, poi gira il foglio e glielo mostra. Lei esala un piccolo respiro e gli monta sopra; senza una parola si mette il cazzo dentro. Ce lo spinge quasi, mezzo mollo com'è. - Sei strana, sì. Ah... Si lascia scopare da quel movimento lento e rotondo che le viene così bene, ascolta il sangue che torna al cazzo, che indurisce e gonfia; poi le agguanta il collo e se la schiaccia contro la spalla. La tiene ferma e la fotte veloce da sotto, quasi in apnea. Si fermano, riprendono fiato. - Reggimi - fa lei piegandosi indietro; con la testa sfiora la moquette scolorita e afferra il disegno che era volato là. Rialzandosi lo stritola con la vagina. Lui piega il collo estasiato. - Ohuuu. Bello, cazzo! - Si, molto bello - dice lei allontanando il foglio come per vederlo meglio - dopo me lo colori, vero? - Pure! - Eh, caro mio, è il prezzo della notorie... - Ma quale notorietà - si tira su e la sbatte sul letto - stronza, adesso vedi come ti coloro la schiena di sborra. - No! Pietà! - ride lei, ma poi rotola e si inginocchia, le braccia rannicchiate sotto il petto, in attesa. Gli lancia un'occhiata di sfida da sopra la spalla. Il culo, vuole farle il culo; ne ha voglia da quando si sono presentati con una stretta di mano, cristodiundio. Punta la cappella inumidita di saliva, le concede un paio di secondi per dire di no poi entra: un unico affondo che la fa uggiolare come un cane, ma non di dolore; ha un buco elastico, soffice. Abituato, gli viene da pensare. E questo suo prenderselo tutto senza fare una piega gli regala un brivido, dopo tanto tempo, come una piccola scossa sotto lo sterno. Affonda le dita nella carne delle natiche e la guarda: un'occhiata pigra che sfiora curve e buchi, rotola lungo la spina dorsale e arriva al sipario aperto dei capelli, al collo bianco schiacciato sul materasso. Dà uno sguardo in giro: carta e matita sono per terra, lontani; "Ok, dopo" pensa. E comincia a muoversi. giulia -- Ad una ad una le notti, tra le nostre città separate, s'aggiungono alla notte che ci unisce. (Neruda) http://www.lepaginedigiulia.altervista.org[ Auf dieses Posting antworten ]
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- Albertina (01.07.2008 22:38)
- gatto mammone (03.07.2008 06:17)
- giulia (06.07.2008 21:31)
