nntp2http.com
Posting
Suche
Optionen
Hilfe & Kontakt

.[EDS Quello che c'è sotto] - Pannoloni

Von: farfallina (evincenzi@libero.it) [Profil]
Datum: 05.07.2008 22:01
Message-ID: <g4ojvj$epr$1@news.newsland.it>
Newsgroup: it.sesso.racconti
Pannoloni
---------


Mi adopero nel fare scendere le mutandine fino alle caviglie, avvicino il
tessuto alle narici, e annuso a pieni polmoni l'odore di cui sono
impregnate. Le ho tenute addosso per tre lunghi giorni, senza mai
cambiarle. Ho perfino tralasciato di lavarmi la passera per tutto questo
tempo per impregnare il tessuto di cotone dei miei odori. In questo modo
sono certache avranno incremento il loro valore e adesso sono pronte per
essere commercializzate.


Dall'armadietto dei medicinali, addossato a una parete della stanza da
bagno, tolgo una piccola busta di plastica trasparente, di quelle a
chiusura ermetica. Deposito le mutandine nell'involucro e serro la busta
in modo che non si disperda l'odore di cui sono impregnate.
Il tessuto di cotone è sbiadito e liso in più punti. Il capo di biancheria
è un modello fuori moda, e per questo molto ambito dai collezionisti che
traggono piacere sessuale da oggetti come questo.

Mentre osservo le mutandine custodite nella confezione di plastica mi
torna alla mente Elvis Presley, noto feticista, che adorava farsi
consegnare dalle ragazze che scopava le loro mutandine. Tutt'a un tratto
mi ritrovo a pensare che è un vero peccato che sia deceduto, altrimenti
sarebbe stato un ottimo cliente per me.

Entro nel box della doccia e vengo investita dagli spruzzi d'acqua calda
che mi ammorbidiscono i pori della pelle. Distribuisco lo shampoo sul capo
mondandomi i capelli dal gel che li impregna. Cospargo di sapone le tette
fintanto che i capezzoli cominciano ad indurirsi sotto l'effetto del
massaggio delle dita. Ho un dannato bisogno di cancellare ogni traccia di
sudiciume che mi porto addosso. Congiungo le mani sui peli del pube e
sulla passera, poi comincio a spandere il sapone sulla pelle senza
masturbarmi.

Quando esco di casa è metà mattina. Attraverso la città in bicicletta
e
raggiungo Piazza della Rocchetta. L'insegna luminosa della bottega dove
sono diretta non lascia dubbi sul genere di prodotti commercializzati. Il
pornoshop è di sicuro il più importante della città. La vetrina
espone una
serie di manifesti di donne in atteggiamenti oscenamente licenziosi.
Alcune videocassette e DVD pornografici, dai titoli allusivi, fanno bella
mostra insieme ad alcuni indumenti di lingeria femminile non propriamente
comuni.

Remigio, il titolare del negozio, se ne sta in piedi dietro il bancone. Il
suo enorme pancione è la prima cosa che noto della sua figura quando metto
piede nel locale. E' intento ad inserire delle capocchie di metallo su di
un body in cuoio nero. Per fissarle adopera una pinza particolare. Non si
accorge della mia presenza. Solo quando sono al suo cospetto solleva il
capo e sospende il lavoro.

- Ciao. Hai portato qualcosa? - domanda con fare curioso appena gli sono
davanti.
- Sì...
- Ah, bene... le cose che indossi sono fra le più richieste dalla clientela
- Sì, però devi pagarmele come si deve, e dargli il giusto valore.
- Ho sempre pagato bene la tua roba, lo sai.
- Beh, stavolta i tuoi clienti feticisti dovranno sborsare una bella cifra
per ottenere queste mutandine.
- E che hanno di così speciale? - sorride mentre è ansioso che gliele
mostri.
- Penso che interesseranno soltanto una certa elite di persone.
- Perché?
- Queste mutande sono state indossate da due donne. Oltre agli odori della
passera della mia amante sono impregnate anche dei vapori della mia fica.
- E come faccio ad essere sicuro di ciò che asserisci?
- Hai la mia parola, non ti basta?
- Hmm... fammele un po' vedere.
- Eheheh... per annusare si paga. Se invece vuoi solo vederle eccoti
accontentato.

Estraggo dalla borsetta l'involucro di plastica che le contiene e lo metto
nelle sue mani. Remigio osserva con curiosità l'involucro che conserva le
mutande e lo capovolge più volte. Indugia prima di dare una qualsiasi
risposta. Le guarda perplesso e fa una smorfia.

- C'è qualcosa che non va? - dico.
- E' un tipo di slip che andava di moda qualche hanno fa.
- Sì, in effetti, non sono recenti. E allora?
- Beh, è poco credibile che una ragazza della tua età indossi questo tipo
di mutandine.
- Mica ti ho detto che la donna che le ha indossate per prima ha la mia
stessa età...
- Ah!
- Me li dai duecento euro?
- Cosa?
- Duecento euro! - dico, stappandogli di mano il sacchetto. - Ma se
l'articolo non t'interessa...

Volgo le spalle nella sua direzione e accenno ad allontanarmi dal bancone
che ci separa.
- Un momento, aspetta... dove vai? - esclama.
Remigio riprende il sacchetto nelle proprie mani e lo guarda di nuovo.
- Voglio annusarle prima di acquistarle.

Resto dubbiosa sul da farsi. Tentenno per qualche istante, poi acconsento
che l'annusi. Penso che sia diritto dell'acquirente verificare la bontà
della merce che gli si offre. Remigio apre la busta e sniffa l'aroma che
fuoriesce dall'involucro. Socchiude gli occhi, dopodiché rinchiude il
sacchetto e lo sigilla con la striscia ad incastro.

- Va bene, dai, credo d'avere il cliente giusto per questa roba.
- Sei convinto allora?
- Certo. La tua figa ha un gran bell'odore. E' inconfondibile. Confusa con
quella della tua occasionale amica ha assunto un aroma ancora più
pregnante. Okay! Le prendo.
Remigio estrae dal portafoglio due banconote da cento euro e me le
consegna. Prende il sacchetto e ficca le mutande sotto il bancone.
- Beh, allora vado... - dico.
- Sì... sì, va bene così.
- Alla prossima allora.
- Ma sì... vai, vai.

Esco dalla porta e lascio il negozio alle mie spalle. Piazza Garibaldi
dista solo qualche isolato. Mi accomodo su una delle poltroncine in vimini
del Caffè Orientale, accanto a una fila di vasi in terracotta in cui sono
interrati degli splendidi gerani.

Ordino un aperitivo e mi soffermo a guardare il passeggio delle donne che
transitano dinanzi alla mia postazione. L'oggetto dei miei desideri sono
le mutandine che hanno indosso. Con disappunto ripenso al periodo in cui
prestavo servizio come infermiera al Pronto Soccorso. Lì non faceva
difetto questo tipo di materiale. Mi capitava spesso di spogliare ragazze
ferite e toglierle di dosso le mutandine insieme al resto degli indumenti.
Nessuno poteva immaginare che provvedevo a recuperare il prezioso
indumento per andare a rivenderlo. In questo modo non ero costretta a
mettere in vendita le mie di mutandine.

Da qualche mese sono stata trasferita in nursery. L'unica cosa che ho
sottomano sono i pannoloni in cui sono avvolti i genitali dei bebè. In
futuro potrei trovare qualche depravato psichico a cui vendere oggetti di
questo genere... chissà.



Tutti i miei racconti su:
http://digilander.libero.it/farfallina3


--


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it


[ Auf dieses Posting antworten ]

Antworten