jedi
Von: ipotesi (nicaso.g@tiscali.it) [Profil]
Datum: 05.06.2008 11:00
Message-ID: <g289uk$gtf$1@news.newsland.it>
Newsgroup: it.sesso.racconti
Datum: 05.06.2008 11:00
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Dopo un periodo di relativo silenzio ritorno con questo breve scritto. Dedicato a tutti voi, che leggo sempre con grande interesse. ipotesi Alba. Livida e rugginosa, come questa giornata di novembre che si apre alla fine di queste ore fra noi, le prime e forse anche le ultime. Interno: un divano di pelle color viola, dei morbidi cuscini su cui riposi, estenuato, un braccio penzoloni fuori dal bracciolo, mentre mi chiedo cosa ci fai qui, chi sei tu per me. Nessuno, sei nessuno, e non vedo il momento in cui uscirai da quella porta chiusa, e, spero, dalla mia vita. Dove sei entrato baldanzoso come uno Jedi, armato di spada ed elmo, caverne nel tuo volto di pietra, i tuoi occhi incunaboli da decifrare, in una lingua antica, sconosciuta, arcana Hai goduto della mia tavola, allestita con cura e ricchezza per te, accolto come un sovrano: hai ascoltato la mia musica, hai letto i miei scritti vergati a mano su pergamene, curioso dei miei oggetti preziosi e misteriosi, che raccontano la mia storia, il mio vissuto, il mio passaggio. Ed hai goduto di me, notte e mattina, pomeriggio e quasi sera, alla fioca luce di un camino dalle braci quasi spente, mentre accesi erano i miei occhi e lontani i tuoi, dentro altri forse, perduti e incommensurabilmente lontani, arcani appunto. Ed ogni abbraccio più lontano sentivo il tuo cuore, mentre più la tua carne affondava nella mia, mentre strappavi grida tremanti al mio corpo generoso. Mutante, ecco un mutante sei, pericoloso ed incerto nello spazio in cui ti muovi. Esterno: questa alba di ghiaccio nella quale scompari, inghiottito dalle tenebre. Solo i fari della tua auto a rompere la cortina di nero, mentre ancora l'alba si nasconde dietro la terra, un orizzonte cupo come i miei pensieri, consegnati a questi fogli sparsi. E' facile allontanarsi, impossibile avvicinarsi a te: sei una creatura del fato, e la tua scomparsa un sollievo. E rimango sola, sola nel fascino delle cose di cui mi circondo, e che brillano nell'oscurità, che traslucono di promesse, e calore: quel calore che ho dentro e che trasmetto, che tu non hai colto, o non hai visto, quel calore che illumina adesso il mio corpo liberato e lo accompagna dentro la vasca, un bagno ristoratore. Mentre l'alba inizia a mostrare il suo lucore terreo, imprigionata fra le spire di una notte lunghissima, e l'acqua odorosa di sali si avvolge e raffredda intorno alla mia pelle vellutata. -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it[ Auf dieses Posting antworten ]
