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La prima volta di Anna

Von: Lorenzo (lestoriedilorenzo@gmail.com) [Profil]
Datum: 05.06.2008 18:50
Message-ID: <d1a3203c-d0d3-4caa-a937-d0f648513a8f@f36g2000hsa.googlegroups.com>
Newsgroup: it.sesso.racconti
E' la prima volta che scrivo in questo gruppo, l'ho scelto per
proporvi i miei scritti, sono tutte cose vere e da me vissute,
all'inizio avevo pensato di scrivere un libro delle mie esperienze,
poi ho pensato che era esagerato, però mi faceva piacere che qualcuno
leggesse e commentasse le mie storie. Spero che vi siano gradite :)

La prima volta di Anna

Bussarono alla porta, era Anna, non capivo cosa potesse volere a
quell'ora della sera da me. Anna è la ragazza di Marco, un mio amico,
stanno insieme da pochi mesi, però lei non si è mai integrata nel
gruppo, ha 18 anni e si da arie da grande donna vissuta, noi ne
abbiamo 25, non siamo certo dei verginelli, ed un atteggiamento così
non lo possiamo accettare. Nonostante questo però, non possiamo non
ammettere che Anna è veramente una bella ragazza che dimostra più
degli anni che ha, è alta 1.70 m ed ha un fisico da sballo, di seno
avrà una 4° ancora soda e alta data l'età, ed una bocca carnosissima
che al solo vederla fa venire voglia di infilarle il proprio cazzo in
bocca.
Quella sera, poi, era vestita in maniera più provocante del solito,
con un toppino rosso sotto il quale non portava il reggiseno, ed una
mini di jeans, che lasciava che lasciava intavedere un tanga nero.
"Cosa è successo?", le chiesi
Nel frattempo eravamo andati nella mia stanza, e lei si era seduta sul
mio letto
"Ho litigato con Marco" mi disse, "ha detto che non ne vuole sapere
più nulla di me"
Non capivo perchè veniva a raccontare a me questa cosa,  e glielo
dissi:
"perchè è anche un po' colpa tua" mi rispose.
I fatti erano andati così, Anna aveva passato la serata con Marco,
aveva cenato a casa sua, erano loro due da soli, e dopo cena e qualche
bicchierino Marco aveva preso a farle delle advances, avevano iniziato
a raccontarsi storie porno, alcune vere altre inventate, per eccitarsi
un po' e Marco le aveva raccontato dei nostri giochi.
Con Marco, Luca e Andrea ci conosciamo fin da piccoli, abbiamo sempre
giocato insieme, ed insieme abbiamo scoperto il sesso, ci siamo
divertiti l'uno con l'altro, ci siamo toccati, baciati, leccati e
inculati, sempre per gioco, ancora adesso che siamo grandi, spesso
quando ci incontriamo giochiamo fra di noi, tra una partita a carte ed
una al pc, chi perde paga, e soddisfa gli altri. Questi giochi non
hanno mai interferito con le nostre vite sessuali esterne, tutti noi
abbiamo avuto parecchie storie con donne, tranne Luca che è
omosessuale dichiarato, ma anche lui ha avuto diverse relazioni con
uomini.
Non capivo perché Marco avesse raccontato ad Anna quella cosa,
nessuno di noi mai aveva raccontato alle proprie partner di questi
giochi, non avrebbero potuti capirli, si sarebbero preoccupate che
eravamo froci, ma noi siamo solo 4 amici che si divertono insieme
giocando, perché per noi fare sesso tra di noi è solo un gioco.
Anna mi disse che Marco le aveva raccontato quei giochi per
eccitarla, e forse per prepararla a quello che sarebbe venuto dopo,
infatti ad un certo punto, alterato forse un po' dall'alcol, le aveva
chiesto quello che in questi mesi non aveva mai avuto il coraggio di
chiederle:
"ti vorrei possedere da dietro",
lei si era opposta, non lo aveva mai fatto ed aveva paura, allora
avevano iniziato a litigare e lui le aveva detto che se non lo avesse
fatto l'avrebbe lasciata.
A malincuore lei allora aveva accettato, ma la rabbia, e la scarsa
eccitazione, avevano tramutato il tentativo in un disastro, per il
dolore non erano riusciti a portare a termine la cosa, e Marco, ormai
ubriaco e incazzato, aveva accusato lei di questo fallimento,
dicendole che se non partecipava era inutile perdere tempo, e così
l'aveva messa alla porta.
Ancora non capivo perché Anna veniva a raccontare a me quelle cose,
lei è sempre una che si mette al di sopra di tutti, a lei riesce
tutto, lei sa fare tutto, e nessuno mai l'ha vista in difficoltà,
vederla ora così remissiva, devo ammettere, mi faceva un certo
effetto.
"Anna mi dispiace per quello che è successo, non deve essere stata
certo una piacevole esperienza per te, ma non so come aiutarti"
"Insegnami, Marco mi ha detto che sei il migliore tra loro, quello che
li ha sempre inculati senza fargli male, anche quando eravate
ragazzini ed inesperti, mi ha raccontato di quante volte lo ha fatto
con te perché gli piaceva e basta come lo facevi tu".
Una proposta così diretta, devo ammettere, non me l'aspettavo e devo
ammettere che lì per lì rimasi sbigottito, anche se dentro di me
iniziava a farsi sentire il seme dell'eccitazione, che fino in quel
momento avevo cercato di reprimere nel vedere Anna sul mio letto,
praticamente seminuda.
Mi alzai avvicinandomi a lei e le dissi:
" Anna, non è un gioco, per fare certe cose ci vuole convinzione, lo
si deve volere fortemente, altrimenti diventa una brutta esperienza
per entrambi",
"io lo voglio", mi rispose "da quando ti ho conosciuto mi sei subito
piaciuto, e spesso ho sognato di fare l'amore con te"
detto questo mi si inginocchiò davanti ed iniziò ad abbassarmi il
pantaloncino, unico indumento che porto quando sono in casa da solo.
Il mio sesso aveva subito risposto alla sua richiesta, anche se io
ero ancora un po' perplesso, mi eccitava da morire l'idea di incularmi
Anna, ma il farlo in maniera così calcolata faceva perdere molto del
suo fascino.
Nel vedermi tutto nudo, con il cazzo duro e dritto, Anna non perse
tempo, e presomelo tra le mani iniziò a baciarlo e leccarlo tutto, le
sue mani correvano su e giù seguendo il ritmo della lingua, e così
continuò per diversi minuti. Io sentivo la cappella diventarmi di
fuoco, e non vedevo l'ora che lei lo prendesse tutto in bocca e che me
lo succhiasse fino alla radice, lei però continuava a leccarlo e
baciarlo finché non resistetti oltre, e, prendendo con una mano il mio
cazzo e con l'altra tenendole la testa, glielo infilai tutto in bocca.
Lei cercò di ribellarsi, il mio cazzo, che è di dimensioni non
indifferenti, la soffocava e levava il respiro, ma io ero troppo
eccitato per avere riguardo di lei, e poi era stata lei a venire in
casa mia chiedendomi di incularla, quindi da ora doveva sottostare ai
miei desideri.
Dopo essermelo fatto succhiare per diversi minuti, mi staccai da lei,
la presi e la misi sul letto, in un attimo le fui sopra, e,
divaricatele le gambe, mi stesi tra di esse. Lei si dibatteva, mi
pregava di aspettare, diceva:
"non così.... aspetta un attimo.....non voglio ....."
ma ormai mi era sotto e la mia eccitazione era salita alle stelle.
Iniziai a carezzarle il seno prima da sopra il top, finché sentì i
suoi capezzoli inturgidirsi, poi glielo alzai ed inizia a leccargli
lentamente le punte. Anna continuava a dibattersi, ma sempre con meno
convinzione, alternando frasi di diniego a mugolii di piacere, io
sentivo che sotto di me il suo corpo stava cedendo ed ogni tanto
spingevo il mio cazzo sul suo monte, per farle sentire cosa la stava
aspettando. Questi colpi la facevano inarcare violentemente, cercando
di giungersi a me, ma lo il suo slip, tra noi, le impediva questa
soddisfazione. Mentre con una mano le tenevo le braccia alzate al di
sopra della testa, per impedirle di picchiarmi, con l'altra mano
iniziai a scendere sulla sua pancia, e poi nell'inguine, fino a che
posai le mie dita sul triangolino di stoffa che ancora la copriva.
Attraverso la seta dello slip sentivo che era tutta bagnata e calda,
pronta ad accogliermi, ma io ancora indugiavo con le dita premendo nel
punto giusto per farla eccitare ancora di più.
Dopo qualche minuto di questa tortura finalmente la liberai dal
tanga, e, scendendo lungo la sua pancia, inizia a leccarle la fica. Le
sua mani si aggrapparono ai miei capelli, era smossa da tremiti
convulsi ed ogni sobbalzo tentava di allontanarsi dalla mia bocca, ma
io la tenevo ben salda per i glutei e continuavo a titillarle il
clitoride con la mia lingua, succhiandola delicatamente. Lei venne più
volte, ma non le davo il tempo di riposarsi, perché continuavo a
tormentarla con la mia lingua e poi anche con le mie mani, e lei non
smetteva mai di eccitarsi.
Sentivo che anche il mio cazzo era quasi allo stremo e decisi di
prenderla finalmente, mi risollevai e mi feci strada tra le sue cosce,
pronto a penetrarla, ma lei a quel punto mi fermò
"no ti prego, non mi prendere così, mettimelo dietro",
"piano, piano, facciamo tutto, non devi avere fretta, stanotte la
dedichiamo totalmente a noi, abbiamo tutto il tempo di fare quello che
vogliamo" le risposi, e contemporaneamente iniziai ad entrargli
dentro
"no ti prego, non lo fare, ti scongiuro, non così" mi disse quasi tra
le lacrime agitando la testa a destra e sinistra come a volersi
liberare del mio peso.
Non capivo questa sua ritrosia, l'avevo portata al culmine del
piacere, in un punto di non ritorno eppure lei rifiutava di essere
penetrata. Intanto io continuavo molto lentamente il mio movimento di
penetrazione, non volevo rovinare tutto e subito, ma assaporare ogni
millimetro di carne dentro di lei ma ad un certo punto mi fermai, lei
continuava ad agitarsi ed a ripetermi
"no, ti prego, non lo fare" ed io sentii una inattesa resistenza alla
mia penetrazione. Il mio stupore fu totale, mai avrei creduto che Anna
fosse ancora vergine dopo tanti mesi con Marco, e rimasi per qualche
secondo immobile indeciso sul da farsi
"perché non me lo hai detto, perché non mi hai detto che sei
vergine?"
le chiesi
"perché un po' mi vergognavo"
"ma come è possibile, in tanti mesi con Marco non avete mai fatto
l'amore",
"no mai, non ci siamo mai riusciti"
cadevo dalle nuvole ad ogni parola, non riuscivo a capire come era
possibile che non avessero mai fatto l'amore
"ogni volta che ci proviamo, provo un dolore grandissimo, e Marco va
in panico, dice che non ha mai sverginato una donna, e ha paura di
farmi troppo male"
questa confessione mi eccitò a dismisura, sverginare ragazze era
sempre stato il mio sogno ed anche il mio orgoglio, ne avevo
sverginate parecchie, e mai nessuna si era lamentata dopo, questa
confessione mi apriva una nuova sfida con Anna, e pensai che quella
notte sarebbe stata memorabile.
Nel frattempo io non ero uscito totalmente da lei, continuavo a
muovermi leggermente in senso circolare, la tentazione di sfondarla in
una sola botta era fortissima, avevo sempre desiderato sverginare una
donna così, ma il buon senso aveva sempre prevalso ed alla fine avevo
sempre optato per penetrazioni lente ed indolori. C'era un qualcosa
però, nella faccia di Anna che mi stimolava una certa violenza, la
tentazione di sfondarla era forte, e dovetti fare uno sforzo enorme su
di me per uscire da lei, onde evitare di farle male.
Mi stesi vicino a lei ed inizia a baciarla, nel frattempo le
carezzavo il seno cercando di calmarla, lei piangeva e cercava di
nascondere il suo viso nel mio collo "non devi piangere, non c'è
niente da vergognarsi nell'essere ancora vergine, la prima volta è una
esperienza bellissima e deve essere vissuta con gioia", i suoi
singhiozzi un po' alla volta si calmarono, ed anche lei iniziò a
carezzarmi
"vuoi fare l'amore con me?" le chiesi, la guardavo fissa in faccia,
aspettavo di incontrare i suoi occhi, finalmente lei si decise a
guardarmi
"ho paura" ammise "paura di sentire dolore" l'abbracciai ridendo
"non sentirai nulla se non piacere, te lo giuro, sarai tu a guidare il
gioco come vuoi, in qualsiasi momento dirai basta, io mi fermerò
all'istante, hai la mia parola" queste parole sembrarono calmarla, lei
annui e guidò la mia mano tra le sue cosce, iniziai a carezzarle piano
la clitoride, poi le grandi labbra, già la sentivo umida, ed allora
infilai lentamente un dito tra quelle pieghe, la sentii inarcarsi,
iniziai a muovere il dito alternando movimenti circolatori a movimenti
avanti e dietro, volevo che si abituasse a quell'intrusione, volevo
che la sua vagina si allargasse abbastanza per accogliermi senza
problemi. Prima un dito, poi due, e sentivo che si dilatava sempre di
più, nel frattempo le parlavo per tranquillizzarla, ed anche per farla
partecipare a quello che succedeva
"come sei calda... lo senti il mio dito.... ti piace?...... lo senti
che mi vuoi?......sei tutta bagnata, si scivola dentro che è un
piacere....."
quelle frasi la eccitavano ed io aspettavo un suo cenno per andare
oltre, ma lei restava muta. Allora mi sdraiai addosso a lei e lei
poggiai il mio glande sule grandi labbra, mi muovevo appena, volevo
che lei sentisse bene quello che stavo facendo, volevo che fosse lei a
chiedermi di entrarle dentro. Spingevo appena senza forzare,
muovendomi appena dentro e fuori, lei ansimava di piacere, dalla sua
bocca iniziavano ad uscire dei lamenti "s....si....si", ma non mi
bastava, volevo sentirmi implorare di prenderla
"dimmelo", la incalzavo, "dimmelo che vuoi"
"s...si...si" ,
"si cosa? Dimmi cosa vuoi" ,
"ti prego...si... ti prego",
"cosa, ti prego cosa, non lo vuoi?" e con una mossa repentina me ne
uscii da lei,
"no.... ti prego.... non uscire" implorava lei
"dimmelo allora, dimmi che cosa vuoi" e lo ripogiai tra le sue labbra,
muovendomi questa volta un po' più velocemente, ma senza mai entrare
del tutto
"dimmelo che lo vuoi, dimmelo che mi vuoi tutto dentro, voglio
sentirtelo dire"
"si ti prego..... dammelo.... entrami tutto dentro.....ti prego
prendimi" quella era la parola che volevo sentire, con un sorriso di
soddisfazione le alzai i glutei con una mano, ero pronto a penetrarla,
ma volevo vedere la sua espressione
"guardami, ora guardami bene negli occhi, è un momento, un solo
momento di dolore per una esplosione di gioia" lei alzò lo sguardò e
mi guardò dritto negli occhi, allora capì che era il momento giusto
per prenderla, mi voleva e non avrebbe opposto resistenza, il suo
corpo si inarcava e cercava di prendermi tutto dentro, mi mossi per
tre volte dentro e fuori, sempre più velocemente, si rifece viva in me
la voglia bestiale di farla mia in un solo colpo, avevo capito che se
fossi andato piano al primo dolore lei si sarebbe irrigidita non
permettendomi più di penetrarla, e questo non lo potevo permettere al
punto in cui ero, dovevo farla mia, uno... due.....tre ....
"Guardami!!" e con un sol colpo le fui tutto dentro.
Lei urlò, qualche lacrima scese ai lati degli occhi, ma sosteneva
fiera lo sguardo, allora mi chinai a baciarla "è finito, è finito
tutto, ora ti puoi rilassare che adesso viene il bello".
Con una lentezza estenuante iniziai a muovermi dentro e fuori, sempre
piano, lentamente, per farla abituare a quel corpo estraneo per la
prima volta dentro di lei, lei doveva provare ancora un po' di dolore,
ma il piacere si faceva strada, e mi incalzava ad aumentare la
velocità
"si così...vai...entra di più.....più veloce....." iniziai
ad
aumentare il ritmo progressivamente, pianissimo, piano, poi sempre più
veloce, sempre più veloce, ci muovevamo in perfetta sincronia, io
sentivo il suo corpo scosso da tremiti e singhiozzi e la mantenevo giù
per le spalle per non farla allontanare ad ogni colpo, sempre più
veloce, adesso sembravamo impazziti di piacere, io sentivo il rumore
secco del mio bacino che sbatteva sulle sue cosce, quel rumore mi
eccitava ancora di più, ed allora sbattevo ancora più forte, non
l'avessi tenuta sarebbe volata via tanto era la forza che ci mettevo,
ma sembrava che a lei non bastasse mai, mi incitava
"dai più forte....più forte.....mi devi
sfondare.....dai.....daiii" io
stavo per venire, ed anche lei, sentì il suo liquido scorrere lungo il
mio cazzo, un lago di umori ci riempiva e mi faceva scivolare dentro e
fuori ad una velocità incredibile, aspettai qualche secondo che il suo
corpo finisse di tremare ed uscì di colpo riempendole la pancia del
mio sperma, che schizzava fuori come impazzito senza fermarsi, per
diversi secondi.
Poi esausto mi appoggiai su di lei baciandola.

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