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Sull'olismo, sull'inconsistenza dell'olismo

Von: Giovanni Lagnese (invalid@invalid.ldbc) [Profil]
Datum: 27.05.2010 21:20
Message-ID: <htmglo$eot$1@nnrp.ngi.it>
Newsgroup: it.scienza.biologia it.scienza it.cultura.filosofia
Una persona qualificata, a proposito dell'olismo, mi ha scritto:

> In estrema sintesi direi che [l'olismo] afferma
> che il tutto maggiore della somma delle parti.


Rifletterei su questo.
Rifletterei su cosa significa "somma".
Il punto è proprio cosa significa "somma".
L'inconsistenza dell'olismo si comprende proprio tentando di esplicitare
questo concetto di "somma delle parti". Perché con tale tentativo ci si
rende conto che anche per il riduzionista il tutto non è la "somma delle
parti". Anche per il riduzionista, il tutto è: le parti con una qualche
organizzazione. E la descrizione dell'organizzazione è proprio la
comprensione riduzionista del "tutto" di turno. In realtà, l'olismo
differisce dal riduzionismo non sull'idea che il tutto sia la "somma
delle parti" o meno, bensì sul tipo di descrizioni considerate possibili
dell'organizzazione delle parti. È sempre l'organizzazione l'oggetto
della comprensione, sia per il riduzionismo che per l'olismo. La
differenza è nella risposta alla domanda: in che modo posso descrivere
l'organizzazione? E la vera differenza è: quanto _a_fondo_ posso
descrivere l'organizzazione? L'olismo è semplicemente meno ambizioso del
riduzionismo. Perché in fondo l'olismo non è altro che una delle
filosofie del tipo "ignorabimus". A cui dobbiamo rispondere: noi
dobbiamo sempre supporre che sia possibile conoscere nella maniera più
"pretenziosa" (i.e. precisa, completa, deterministica, ecc.) possibile.




Giovanni


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