nntp2http.com
Posting
Suche
Optionen
Hilfe & Kontakt

Romano Amodeo: l'attuale ?Scienza? è ?Fantasc ienza?, se crede che esista il FARE e che la Forza attivi l'accelerazione della massa.

Von: amoram (ra.amodeo@libero.it) [Profil]
Datum: 23.10.2009 19:48
Message-ID: <cb00ee21-87ac-42c1-a34d-c7833bdef789@33g2000vbe.googlegroups.com>
Newsgroup: it.scienza
Il secondo principio della Legge Dinamica uguaglia una Forza
all'accelerazione indotta su una massa, secondo la formula:
F = m a.

Ebbene, sulla base del terzo principio della stessa Legge Dinamica
(che afferma che una Azione è percepita realmente solo attraverso
l'azione ad essa uguale e contraria), Romano Amodeo sostiene che se
noi osserviamo realmente che una Forza F dà atto all'accelerazione â
m
aâ della massa, secondo il verso:
F â m a,
ciò non mostra il vero ma solo l'azione uguale e contraria a quella
vera avente il verso:
F â m a,
in base alla quale azione (retroattiva) è l'accelerazione della massa
a dare forza attiva alla F.

Romano Amodeo con questo converte esattamente tra loro la "causa" e i
"suoi effetti", sostenendo che la verità trascende la
realtà, al
punto
che è vero che tutti gli effetti rientrano nella loro originaria e
comune causa, dal momento che noi vediamo l'azione uguale e contraria
della causa che determina tutti i relativi effetti.

Con questo, Romano Amodeo afferma che è âfantascienzaâ
quella scienza
che sostiene una natura nella quale le Forze determinino genericamente
gli effetti, dal momento che nulla in verità è mai determinato da
lle
forze, essendo le stesse forze ad essere determinate nella loro forza
dai loro apparenti effetti ricondotti nella loro essenza puramente
iniziale e potenziale.
Pertanto, se noi osserviamo una batteria scaricarsi nell'accensione di
una luce, la verità che trascende tutto ciò è che
è la
luce a
rientrare nella potenza in atto della batteria.

Estendendo questa trascendente verità a tutto l'Universo reale, in cui
osserviamo l'azione di tutte le forze come la causa di tutte le
trasformazioni apparenti nella dinamica nel tempo positivo, Romano
Amodeo afferma che la vera azione in atto nell'Universo ha il verso
negativo dell'antimateria e del magnetismo.
Queste masse magnetiche esistono in  un anti-Universo in cui il tempo
si svolge con un generale ritorno alle origini, che però è
generalmente osservato nelle azioni uguali e contrarie delle masse
materiali e dell'attività elettrica. Queste â essendo uguali e
contrarie alle antimateriali e magnetiche â portano alla
evidenziazione della fine anziche a quella del principio.

Tutte le teorie scientifiche esistenti sulle forze che producono
trasformazioni sono pertanto âfantascientificheâ, perchÃ
© sono le
trasformazioni, che appaiono essere indotte dalle forze, a rientrare
nelle stesse forze e ad annichilirsi.

Il secondo principio dinamico e il terzo sono esatti, perché
contemplano l'uguaglianza tra le Forze considerate come Cause attive e
le variazioni delle accelerazioni delle masse, considerate come gli
Effetti uguali e contrari.
Come Causa ed Effetto sono sempre due distinte realtà, tanto che mai
una delle due diviene l'altra (così come mai una Azione diventa
veramente l'Azione uguale e contraria), così il nostro modo di
considerare l'esistenza di una âcausalitàâ è solo
dovuto al verso
seguito dalla nostra osservazione relativa.

L'effetto âcinematicoâ, di una trasformazione intervenuta n
ell'essere,
è solo il risultato dell'ordine seguito dalla nostra osservazione in
sequenza, delle due parti uguali ed opposte del complesso.

Quando vediamo "prima" la forza F e "poi" il prodotto âm
aâ
(tra la
massa e l'accelerazione), riteniamo erroneamente che la forza "si sia
trasformata" nei suoi effetti.
Ebbene, ponendo vero questo verso âapparentemente fattivoâ
di "F â m
a", noi non possiamo giudicarlo in altro modo che come l'apparente
atto, uguale e contrario, a quello vero, secondo cui "F â m a", oss
ia
secondo il quale è l'accelerazione della massa a âsembrare rie
ntratoâ
nell'essere della Forza in potenza.
Ciò che è veramente errato è l'apparire
trasformistico del
cinematismo, ossia del âdivenire dell'essereâ.

Azione e Reazione sono due enti che restano sempre due e immutati, ma
ci obbligano, se attuiamo un esame in sequenza, a percepire un
âdivenireâ secondo cui l'Azione sembra mutarsi nella Reazio
ne. Ma
allora è la stessa imprescindibile esigenza di verità a presentar
ci
come vero il cinematismo che contraddice quello sbagliato ed
apparente.
E' per questa âsuprema necessità di veritàâ che
s
iamo costretti ad
affermare vero l'esatto opposto (il relativo DISFARSI) di quanto ci
appare vero nei termini di un relativo FARSI.

Romano Amodeo conclude contraddicendo il principio secondo cui ânul
la
si fa e nulla si distrugge, ma tutto si trasformaâ.
Infatti afferma che anche ânulla si trasforma, se non nella
manifestazione cinematica apparente a chiunque esegua una analisi
differenziata nel tempoâ.

Se un unico quantitativo è analizzato scomposto â come la nost
ra
realtà â in 10^4 pagine, di cui 10^3 formano un unico volume,
e ce ne
sono 10 percepiti uno dopo l'altro, noi giudicheremo âpresenteâ
 un
solo volume alla volta e visioneremo il tutto in 10 decimi di tempo di
presenza.
Noi avermo l'impressione di una storia âdivenutaâ e â
mutataâ, ma
null'altro si sarà trasformato se non l'esame  nostro, su un volume o
su un altro della nostra ritenuta "presenza".
Avevano ragione ad Elea i sostenitori dell'unicità dell'essere ed
aveva torto Eraclito ad affermare la verità in se stessa del
âdivenireâ.
Infatti se noi affermiamo vera l'esistenza di un divenire nel tempo,
siamo immediatamente costretti dal 3° principio della Legge Dinamica a
giudicare tale apparente âdivenireâ come l'azione â
uguale e contraria
a quella del divenire veramente in attoâ.
In tal modo la stessa contraddizione tra i due opposti divenire ci
porterà a correggere l'idea che una Azione qualunque âpossa
determinare variazioni dell'essereâ.

Aveva ragione Gesù Cristo quando in sostanza affermava che: âs
olo
l'Essere in Assoluto è il Dio Padre di ogni apparente determinazione
relativa."
Tale Essere in Assoluto è infatti alla base dell'opposto Essere,
assolutamente determinato in ogni sua minima e infinitesima quantità
di dettaglio.
Noi giaciamo in questo mondo assolutamente determinato e senza nessuna
possibilità reale di tipo "fattivoâ come il Popolo di Dio, nat
o
schiavo in Terra d'Egitto. Ma abbiamo il âlibero arbitrio spiritual
eâ,
di intenderla come liberamente vogliamo, tanto da costruire
liberamente il nostro âinteresse idealeâ come il nostro abi
to
spirituale. E abbiamo anche la âTerra Promessaâ, cui accede
remo dopo
la prima visione, unilaterale e di tipo fattivo, del nostro mondo, che
ci ha erroneamente portati a supporlo conseguente alla nostra volontà
fattiva. Sulla base di questa âvisione uguale e contraria al vero
â,
vedremo finalmente il vero nel divenire che esattamente contraddice
questo, e questa verità "dell'Altro Mondo", come
rivelò Gesù
, ci
libererà.

Infatti capiremo di essere stati compresi in un disegno superiore a
noi e immodificabile da noi, nel quale ci è stata assegnata
l'animazione di una tra le tante differenti vite possibili.
La âTerra Promessaâ starà nel potere essere â
finalmente! â tutto
quello che ci sarebbe piaciuto di essere, e senza alcun patema che le
cose poi dipendessero da noi! Esattamente come oggi accade nella
visione di un film, che non dipende dalla nostra volontà di farlo a
nostro modo e ci rende liberi di gustarlo senza troppi personali
coinvolgimenti e senza vere responsabilità.
La âTerra Promessaâ sarà come se infine ci fossero con
segnati tutti i
film, di tutte le vite possibili e immaginabili, assieme ad uno
strumento per farli nostri come meglio vogliamo.
Essendoci âtutto il possibileâ in questa futura Terra Prome
ssa allo
Spirito nostro, potremo âimmedesimarciâ in ogni possibile
âProssimo
nostroâ, fruendo di ogni bene reale oggi dato al Prossimo nostro, a
condizione che si giunga ad amarlo.
Ma ciascuno di noi ci riuscirà quando, osservando la vita nostra che
ârientra tutta nella sua originaria possibilitàâ, pren
deremo poco alla
volta tutte le possibili distanze dal morboso attaccamento al nostro
unico essere ed alla vita creduta fatta da noi e a cui ci siamo
affezionati, credendola veramente opera nostra!
Ricondotta ogni vita reale nel suo supremo esistere in potenza, questa
potenza potrà essere attivata a volontà da ogni anima, ma
finalme
nte
senza più nessuna particolare attenzione o privilegio tra quanto â
oraâ
sia stato assegnato a noi e quanto lo sia stato al nostro âprossimo
â.

Romano Amodeo afferma che questa è sì âscienzaâ,
perché l'affermazione
di un mondo reale complesso ed assolutamente contraddittorio e
contraddetto, porta al riconoscere tutta la vera forza in potenza
posseduta solo dall'Essere in Assoluto.
E' un Assoluto che è la contraddizione in se stessa tra tutto quanto
è
Assoluto ed Indeterminato e tutto quanto è Relativo ed assolutamente
determinato.
L'unità vera di questo Dio Onnipotente è data da tutto il comples
so
che moltiplica tra loro gli esatti opposti del Dio Uno e della
infinita moltitudine di tutti i suoi figli per ora impotenti nella
loro capacità fattiva, ma potentissimi nello Spirito santo, che
trascende dal Padre e dai Figli e riconduce tutti gli opposti
nell'unità di Dio.

Pertanto tra Dio e l'uomo c'è la stessa relazione che passa tra un
unico Padre e tutti i possibili N figli che, avendo ognuno uno zero in
potenza, con la potenza N^0 esprimono âfilialmente e realmenteâ
 tutta
la potenza UNITARIA della relazione tra tutti gli N Figli uguali ed
opposti tra loro.

Come non può esservi un Padre se non in presenza di un suo Figlio,
così la stessa âcostruzioneâ del Dio Padre ideale si p
oggia
sull'esistenza ideale e concreta dei Figli.
Se non esistesse il limite di una âreale determinazioneâ, n
oi non
potremmo avere il suo opposto: di una Assoluta indeterminazione.
Pertanto come aveva ragione Socrate quando giudicava Dio come una
virtuale Elevazione dell'anima umana, così ha ragione chi, all'esatto
opposto di Socrate, giudica l'animo umano come una assoluta creazione
di Dio.
Infatti Assoluto e Relativo sono il âtuttunoâ che si attua
quando i
due esatti opposti interagiscono perfettamente tra loro e si
moltiplicano.
Il Dio Assoluto si esplica, nel relativo, come la potenza nulla
poggiata su tutto il relativo determinato per numeri, ossia come N
elevato a zero, il cui risultato relativo è il Dio 1.
Il Dio Assoluto e Onnipotente è in se stesso TUTTO IL POSSIBILE, in
tutta la sua infinita determinazione relativa.
E' su questo assoluto presupposto, di tutto il possibile come un
Sistema Possibilistico Infinito e già contenente tutto, che possiamo
umanamente attivare la âdevoluzioneâ di tutto tale compless
o, fino
alla sua riconduzione nella sostanziale unità-
E' sulla base di questo apparente âdivenire disfattivoâ  ch
e noi
possiamo âattivareâ la visione âuguale e contraria
â, come il nostro
âpeccato originaleâ, di chi si opponga al Dio che riunifica
tutto in
se stesso, svestendo di apparente potenza tutta la realtà, e di chi
veda in questo ârelativo opporsiâ la sua reale indipendenza
e la sua
supposta capacità âdi fare quanto si disfaâ.

Ebbene chi come Romano Amodeo ragiona in questi termini considera in
pieno la legge che lega l'esistenza di un mondo complesso e
contraddittorio, ed è un vero uomo di scienza.
Chi invece â sulla base delle sole apparenze â si regola so
lo
considerando il verso unilaterale del tempo avanzante nell'Universo (e
non considera la valenza dell'Altro Mondo) si giudica UOMO DI SCIENZA,
ma è veramente un uomo di FANTASCIENZA, perché tutto il divenire
fattivo giudicato vero da lui è solo una sua pura "Fantasia", ma
Ã
¨
tuttavia creduto pura "Scienza".

Romano Amodeo è così giudicato âfantascientificoâ
da tutti coloro che
sono oggi i veri fautori della âFANTASCIENZAâ, ma sono tant
i, sono
pieni di se stessi e â pur essendo assolutamente ciechi di quella c
he
è la Verità Complessa â la giudicano Unilaterale e poi im
pongono il
principio assoluto ed indispensabile alla Verità, DI NON
CONTRADDIZIONE.
Lo impongono alla VERITA' relativa ad un contesto reale che in verità
è tutto ASSOLUTAMENTE CONTRADDETTO, essendo âbinarioâ,
ossia attestato
su ogni possibile opposto e su ogni possibile contraddizione di tutta
la realtà determinata. Sono le CONTRADDIZIONI a rendere ASSOLUTA la
Verità, se essa Verità è vista solo in quanto sia
Relativo e
interamente Determinato.


[ Auf dieses Posting antworten ]

Antworten