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Inquinamento - Italia come la Cina?: 73 «ricoveri» al giorno per patologie riconducibili all’inquinamento [dal Corriere.it]

Von: L (parmenide_2002@yahoo.it) [Profil]
Datum: 01.10.2009 10:32
Message-ID: <4AC46887.F1E8F375@yahoo.it>
Newsgroup: it.scienza it.politica it.cultura.filosofia
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_ottobre_1/malati-smog-ricoveri-bambini
-salute-inquinamento-1601828177926.shtml

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cit on
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L’indagine commissionata dal Comune ha coinvolto cinque Pronto soccorso
«Malati di smog, più colpiti i bambini»

A Milano 73 «ricoveri» al giorno per patologie riconducibili
all’inquinamento, dall'asma all'ictus

MILANO - Quest’aria malata ci fa am­malare. Sì, grazie, già lo
sappia­mo, obietterà qualcheduno, co­sa ce lo ridite a fare? Perché
l’elenco si allunga e cresce il ri­schio di caderci dentro, venir
catturati e trasportati diretta­mente in ospedale. Ogni giorno, 73
accessi nei pronto soccorso hanno come causa disturbi «potenzialmen­te
correlabili all’inquinamen­to »; in due anni i casi sono sta­ti 53.514.
Tosse, asma, bronchi­ti, polmoniti, attacchi di cuore, ictus. I numeri
non sono spara­ti a caso. Arrivano da uno stu­dio (avviato con i soldi
del Co­mune) condotto in cinque ospedali (San Carlo, San Paolo,
Niguarda, Policlinico), da gen­naio 2007 a dicembre 2008.

Una domanda: ma allora, alla fi­ne, l’Ecopass serve oppure no? Dei
53.514 accessi nei pron­to soccorso, la metà ha riguar­dato disturbi
acuti delle vie re­spiratorie; 8.536 i casi di bron­chite acute, 5.689
le infezioni per polmonite, 4.323 gli scom­pensi cardiocircolatori,
1.825 i casi di riacutizzazione di bron­chite cronica ostruttiva.
Spiegano i medici che per il 50% questi problemi riguarda­no gli under
18; e tra gli under 18 ci sono vagonate di bambi­ni. E non basta star
chiusi in ca­sa. Per esempio, un’altra (recen­te) ricerca, condotta su
1.522 abitanti di Milano reclutati in dieci anni, dice che il rischio di
trombosi è elevatissimo per chi abita a meno di tre metri da strade
congestionate dalle auto­mobili. Punto e basta, non si scampa. La
«distanza di sicurez­za » dallo smog è fissata, del re­sto, a
162 metri.
Troppo, in una città; figurarsi in una città «rac­colta »
come Milano.

Abbiamo detto degli ingres­si in pronto soccorso. Ma come evolvono
questi ingressi? Si tra­sformano in lunghe degenze o hanno tremendi
epiloghi? Ri­corda il vicedirettore nazionale di Legambiente Andrea
Poggio che l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha
sen­tenziato: «In città le concentra­zioni fuori norma di Pm10 e
ozono
provocano un migliaio di morti l’anno». Forse è super­fluo ricordare che
quest’anno Milano ha superato la soglia d’allarme degli inquinanti per
57 giorni, quando l’Unione eu­ropea ne concede 35 di bonus, dopodiché
scatta l’infrazione.

In un sondaggio curato da Ip­sos e pubblicato sul Corriere della Sera,
il campione di citta­dini intervistato aveva boccia­to l’Ecopass, al
quale aveva rifi­lato come voto un 4,8. Insuffi­cienza abbastanza piena,
di cer­to senza attenuanti. A leggere l’ultimo bollettino del Comune,
datato luglio (i bollettini all’inizio erano men­sili, poi sono
diventati seme­strali, chissà perché), rispetto ai primi sei mesi del
2007, quando il provvedimento anti smog era un semplice proget­to, gli
ingressi nella cerchia era­no diminuiti del 14%. A leggere i bollettini
dell’Ar­pa, che misura la qualità del­­l’aria, le quote di Pm sono
sem­pre o a ridosso o sopra la soglia limite. Anche l’altroieri, e
lune­dì, e domenica, e così via an­dando indietro nei giorni.

Andrea Galli

01 ottobre 2009

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cit off
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Saluti (salute?) felicità,

L

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