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L'importanza di diventare vegetariani. Di Umberto Veronesi

Von: dIna (tipregospammami@libero.it) [Profil]
Datum: 16.06.2008 15:58
Message-ID: <a69394ae-2f59-452c-8343-7b2b03935776@26g2000hsk.googlegroups.com>
Newsgroup: it.salute.alimentazione
Cio' che il vertice Fao ha dimenticato di discutere è il cuore del
problema della fame nel mondo, che non è solo legato ai costi di
produzione e distribuzione dei cibi, ma sopratutto alle abitudini
alimentari della popolazione del pianeta.

Occorre una rivoluzione nell'alimentazione dei Paesi ricchi per dare
il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei
Paesi poveri, dove si soffre la fame, noi siamo alle prese con il
problema opposto.
Aumenta l'obesità tra i nostri figli, le nostre adolescenti
anoressiche usano il troppo cibo come ricatto e se ne privano fino a
lasciarsi morire, la nostra dieta opulenta ci fa ammalare sempre di
più.

Proprio su questi temi si riuniranno a Venezia a settembre alcuni fra
i maggiori esperti per la Quarta Conferenza Mondiale sul Futuro della
Scienza: Food and Water for Life.

Io penso che l'ingiustizia alimentare sia una delle peggiori iniquita'
dei nostri tempi: una questione di civiltà e di cultura che ci
riguarda tutti da vicino.

C'e' un comportamento individuale responsabile, infatti, che può
contribuire ad equilibrare questi due drammatici estremi ed e' la
riduzione del consumo di carne.

Molti uomini di scienza e di pensiero hanno creduto che la scelta
vegetariana fosse quella giusta per l'armonia del pianeta.

Dal genio rinascimentale di Leonardo da Vinci, che non poteva
sopportare che i nostri corpi fossero le tombe degli animali, fino ad
Albert Einstein, il più grande scienziato del'900 che presagiva che
nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra quanto
l'evoluzione verso una dieta vegetariana.

Anch'io sono convinto che il vegetarianesimo sia inevitabile, per tre
motivi, il primo è di ordine ecologico/sociale.

I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti
a sfamare i sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi e
sopratutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare i
tre miliardi di animali da allevamento.

Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a
bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l'80% di potenzialità
nutritiva: in pratica il 50% dei cereali ed il 75% della soia raccolti
nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento.

L'America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni
anno una parte della foresta amazzonica grande come l'Austria.

Trentasei dei quaranta paesi più poveri del mondo esportano cereali
negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per
nutrire animali destinati al macello.

Viviamo in un mondo dove un miliardo di persone non ha accesso
all'acqua pulita e per produrre un chilo di carne di manzo occorrono
più di trentamila litri di acqua.

Già oggi non riusciamo neppure a contare quante malattie e quante
morti potrebbe evitare un minore consumo di carne. Veniamo così
indirettamente alla seconda motivazione del vegetarianesimo, che è la
tutela della salute.

Non ci sono dubbi che un alimentazione povera di carne e ricca di
vegetali sia più adatta a mantenerci in buona forma. Gli alimenti di
origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l'azione dei
radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la
struttura delle cellule e dei loro geni. Si può quindi pensare che chi
segue un alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di
ammalarsi e possa vivere più a lungo.

C'è poi un secondo fattore. Noi siamo circondati da sostanze
inquinanti che possono mettere a rischio la nostra vita. Sono sostanze
nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo.
Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché
dall' atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi
sull'erba che, mangiata dal bestiame,(o attraverso i mangimi)
introduce le sostanze nocive nei suoi depositi adiposi, e infine nel
nostro piatto quando mangiamo la carne.
L'accumulo di sostanze tossiche ci predispone a molte malattie
cosiddette "del benessere" (diabete non - insulino dipendente,
arteriosclerosi, obesità). Anche il rischio oncologico è legato alla
quantità di carne che consumiamo. Le sostanze tossiche si accumulano
più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo
esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici.

Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di
fibre: queste agevolano il transito del cibo ingerito, riducono il
tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti
cancerogeni presenti negli alimenti. I vegetali poi, oltre a
contaminarci molto meno degli altrialimenti, sono scrigni preziosi di
sostanze come vitamine, antiossidanti edinibitori della cancerogenesi
(come gli flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di
neutralizzare gli agenti cancerogeni, di "diluirne" la formazione e di
ridurne la proliferazione delle cellule malate.

La terza motivazione, ma non l'ultima, è di ordine etico - filosofico
ed è quella che ha fatto di me un vegetariano convinto da sempre. Io
ero un bambino di campagna, amico degli animali e oggi sono un uomo
che ha il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie
quando questa non può far valere le proprie ragioni. Il cibo è per me
una forma di celebrazione della vita, ma non mi piace celebrare la
vita negando la vita stessa ad altri esseri.

[da La Repubblica del 6 giugno 2008 - Umberto Veronesi]

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