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Come vendere farmaci inutili !

Von: - Marco A. - (aranciamec@email.it) [Profil]
Datum: 01.11.2009 12:33
Message-ID: <8dsqe59hj0tflif1od0p6adkd0k8blv89h@4ax.com>
Newsgroup: it.salute
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Sapete quanto è l’efficacia scientificamente provata in termini di
tempo di un vaccino antinfluenzale? Due  ore.
Uno studio americano degli anni ‘90 ha provato che i bambini affetti
da disturbo dell’attenzione (ADHD) hanno il cervello più piccolo.
Dieci anni dopo uno studio norvegese ha dimostrato che tra gli effetti
collaterali del Ritalin, il farmaco più usato per curare l’ADHD, c’è
la riduzione della massa cerebrale.
A una bambina americana di 18 mesi è stata diagnosticata una psicosi
bipolare (come? Mediante colloqui? Con test grafici, col test delle
macchie di Rorshach?) e a 4 anni è morta per gli effetti collaterali
di uno psicofarmaco.

Questi ed altri aneddoti li ho appresi ad un convegno tenutosi a
Genova il 7 ottobre sul “disease mongering” ovvero le strategie
commerciali per vendere farmaci.
Perché in una società di mercato un medicinale è un prodotto come un
altro, e bisogna venderlo.
Scoprire un farmaco nuovo costa 15 anni di lavoro e 15 miliardi di
dollari. Le case farmaceutiche investono ogni anno 31 miliardi per la
ricerca e 67 per il marketing. Le multinazionali hanno mano alle
statistiche di vendita, per cui sanno in ogni paese quanto vendono e
se si vende cento si può fare centocinque. Come?
Il modo migliore è introdurre la paura delle malattie: passare da una
medicina curativa ad una preventiva.
O trasformare in malattia quello che malattia non è: per esempio la
timidezza o la paura di parlare in pubblico, che sono tratti del
carattere.
Il caso più evidente è quello dei disturbi del comportamento nei
bambini, secondo alcuni derivanti da un deficit dell’attenzione
(ADHD).
Molte fonti, anche molto autorevoli, sostengono che l’ADHD non esiste,
altre che è molto rara, tra lo 0,7 e il 3 % dei casi di disturbi del
comportamento, altri arrivano fino al 10%, in ogni caso è molto
difficile, se non impossibile, da diagnosticare: un bambino ha per
natura grossi limiti nell’attenzione.
Per parecchi anni il Ritalin, il farmaco utilizzato contro l’ADHD, in
Italia è stato rifiutato, oggi è approvato.
In Liguria sono comunque solo 8 i bambini in trattamento. In America è
invece utilizzatissimo: in 15 anni la vendita è aumentata dell’800%,
20 milioni di confezioni all’anno.
La pubblicità dice che il Ritalin aumenta la capacità di
apprendimento, e chi non vorrebbe un figlio più intelligente? Anche
questo fa parte del processo di adultizzazione del bambino, che al
giorno d’oggi ha un agenda più fitta di impegni di quella di un
manager.

La stessa logica è quella per cui psicofarmaci come Zoloft o Paxil,
nati come antidepressivi e considerati meno efficaci del Prozac,
vengono prescritti contro le “fobie sociali” come la timidezza, che
non è una malattia, è un tratto del carattere e quindi al massimo può
essere ridimensionata con la psicoterapia o l’arte-terapia.
Un altro aspetto, pure terribile, del “disease mongering” è il tacere
sugli effetti collaterali dei farmaci, che spesso sono molto gravi,
come nel caso estremo del Prozac che aumenta il rischio di suicidio.
Di recente la Pfizer, una delle tre principali multinazionali del
farmaco, è stata condannata per pubblicità ingannevole ed ha
patteggiato 2,3 miliardi di dollari di multa. La notizia è stata
praticamente ignorata.

Spesso i congressi che presentano un farmaco o una “nuova sindrome”
sono finanziati dalla casa produttrice.
Niente di male se la cosa fosse pubblicamente dichiarata, ma spesso
non è così. Il tema dell’invenzione di malattie ultimamente è stato
molto affrontato, in un libro di Jorg Blech, come in un bel
documentario di RAI3 (ovviamente andato in onda ad agosto di notte, ma
si trova sul sito della RAI*), e sono nate associazioni per combattere
il fenomeno, come “Giùlemanidaibambini”,  che si dedica soprattutto
all’abuso di psicofarmaci nell’infanzia o “no grazie pago io”, che
riunisce 272 specialisti italiani soprattutto medici e infermieri ma
anche psicologi.

Concludiamo però con due avvertimenti.
Il fatto che si abusi di farmaci a volte anche inutili non vuol dire
che essi siano del tutto da evitare: se si ha la polmonite ci vogliono
gli antibiotici, non si guarisce pregando o comprando una spada da
samurai, e se le multinazionali del farmaco spesso si comportano come
quelle delle armi ciò non ci deve automaticamente far cadere nelle
grinfie di pseudomedicine “alternative” che hanno altrettanti morti
sulla coscienza.

www.ilponente.com/2009/10/30/disease-mongering-ovvero-come-ti-vendo-il-farmaco-inutile/

--
- Marco A.- (aranciamec@email.it)      it-alt.salute.tumori
Consulente per lo sviluppo delle Medicine Non Convenzionali.
Diploma Scientifico-Medico-Psicologico presso Universita'UPM

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