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I medici vittime dei falsi allarmi: temono più il vaccino che il virus !!!

Von: - Marco A. - (aranciamec@email.it) [Profil]
Datum: 03.11.2009 21:12
Message-ID: <qh31f5tktrop58t4si9q3fvgph3qm8ilvd@4ax.com>
Newsgroup: it.salute
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Il tam tam è partito tre mesi fa. E gli effetti si vedono solo ora.
Medici di famiglia, pediatri, ma anche ospedalieri e infermieri
snobbano l’influenza A. Soltanto tre su dieci, di media, hanno aderito
alla campagna vaccinale antipandemica. Gli altri preferiscono beccarsi
febbre, tosse e mal di gola per una settimana.

C'è di peggio. Si fa strada una fronda di medici che sconsigliano il
vaccino anche ai pazienti e si affidano all’esperto della porta
accanto per orientare le proprie scelte cliniche. Il perché di questo
scetticismo dei camici bianchi diffuso lungo tutto lo Stivale?

Una notizia impazzita che scorre da un computer all’altro. Proveniente
dalla Francia. Qualcuno, infatti, ha scritto che il vaccino
antipandemico fa male. Ed è consigliabile non prenderlo. A dire il
vero i più arditi hanno adombrato addirittura la sua tossicità. A
causa di una infinitesimale quantità di mercurio contenuta nel
conservante usato nei vaccini decadose che si chiama tiomersale. La
notizia di questa tossicità è stata smentita ufficialmente e
dichiarata infondata ma è bastato un accenno per far storcere il naso
a chi di farmaci se ne intende.

Lo scambio di mail non è finito qui. E si è concentrato su un altro
dubbio farmacologico. Ai medici, infatti, non piace neppure
l’adiuvante contenuto nel vaccino, quello che tecnicamente si chiama
MF59, che è poi lo squalene, il grasso di squalo. Sostengono che non
faccia bene, meglio evitare. In Svizzera è stato addirittura vietato
per le donne incinte. Una notizia che a molti è suonata come una
conferma dei sospetti sul vaccino. E la ritrosia è dilagata a macchia
d'olio. I medici di base nicchiano e solo tre su dieci hanno deciso di
iniettarsi il siero. Negli ospedali la situazione non è migliore.

L’adesione non supera il 40 per cento. Un risultato che preoccupa non
poco i direttori sanitari che devono far quadrare i conti del
personale nei reparti. Prendiamo l’ospedale Niguarda a Milano, città
colpita dalla pandemia in modo pesante. Nella cittadella sanitaria
solo 4 addetti al servizio sanitario in corsia (medici e infermieri)
su dieci hanno deciso di farsi pizzicare per immunizzarsi. E Carlo
Nicora, direttore sanitario, si prepara a previsioni poco rosee: «Se
nel reparto di medicina si dovessero ammalare contemporaneamente 14
infermieri su venti in servizio, non riusciremmo a garantire
l’attività ma ovviamente l’ospedale non è un’azienda, non può essere
chiuso». Nicora però non demorde e spera in un ravvedimento di massa.
«Coinvolgerò primari e capisala per fare un secondo giro di
sensibilizzazione e richiameremo tutti al senso di responsabilità
civica».

Agli Ospedali Civici di Brescia la situazione è analoga. Su circa
seimila dipendenti ha aderito il 45% alla campagna vaccinale. I medici
di famiglia sono ancora più refrattari. La media nazionale conta tre
adesioni su dieci e il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo
Milillo lancia un appello accorato: «Invito tutti i medici di medicina
generale a vaccinarsi contro l'influenza H1N1. È un atto di buona
pratica clinica per contribuire ad arginare la diffusione del virus ed
essere pronti a curare i propri pazienti durante gli eventuali picchi
della pandemia». Milillo poi fa un accenno alla preoccupazione diffusa
tra i medici: «Non condivido gli scetticismi in merito alla sicurezza
del vaccino. Anche se elaborato in tempi record, il siero ha tutte le
caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa europea».

FONTE : IL GIORNALE


--
- Marco A.- (aranciamec@email.it)      it-alt.salute.tumori
Consulente per lo sviluppo delle Medicine Non Convenzionali.
Diploma Scientifico-Medico-Psicologico presso Universita'UPM

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