Bologna, ricette false per antitumorali:dieci medici interdetti dalla professione .
Von: - Marco A. - (aranciamec@email.it) [Profil]
Datum: 30.10.2009 21:46
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Newsgroup: it.salute
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Una gestione incontrollata dei ricettari per un giro vorticoso - secondo le accuse - di prescrizioni fittizie di costose specialità antitumorali e antimicotiche, anche da oltre 1.000 euro a confezione, sotto la regia dell'azienda farmaceutica che quelle medicine le produce e che ha fruttato rimborsi indebiti a carico del Servizio sanitario nazionale per 1.200.000 euro. Per questo dieci medici sono stati interdetti dall'esercizio delle professione medica, limitatamente al rapporto di convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Sono professionisti in servizio al Sant'Orsola di Bologna, all'ospedale civile di Bentivoglio (Bologna), all'ospedale Infermi di Rimini ed alla Guardia medica dell'Ausl di Bologna. Per il gip di Bologna Mirko Margiocco che ha deciso le interdizioni, dopo la richiesta del pm Enrico Cieri e le indagini del Nas del capoluogo emiliano, «l'abitudine che gli indagati avevano alla gestione incontrollata (in ogni senso) dei ricettari fa presumere che questi potrebbero nuovamente realizzare comportamenti di rilevanza penale, ove restassero a contatto con l'ambiente in cui i fatti sono maturati». Ai primi di ottobre l'inchiesta del Nas, denominata “Farmamarket”, aveva portato a sei arresti: quello di Daniele Naldi, informatore scientifico della Italfarmaco di Cinisello Balsamo, di due dirigenti della stessa azienda, oltre a due farmacisti e una collaboratrice di uno dei due. Truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, corruzione, falso, associazione a delinquere (questa solo per alcuni indagati, in totale una cinquantina) le accuse. Naldi - definito dal Gip «”moto perpetuo” nel procurare dai vari medici ricettari ed elenchi di pazienti da usare per la truffa, nel recapitare presso le farmacie le prescrizioni da “lavorare”, nel fungere da collettore delle richieste di regalie da parte dei medici stessi e da intermediario con i superiori, ben consapevoli del meccanismo escogitato» - ha raccontato al giudice come funzionava il sistema. L'industria farmaceutica ad inizio anno faceva un piano di azione con investimenti leciti e illeciti da destinare a medici o reparti. In pratica dei budget da poter spendere per ciascuno: da congressi istituzionali a quelli definiti dall'indagato “congresso contenitore” a regali, cioè «donazioni d'uso e anche qualcosa in più». I regali. In cambio l'informatore otteneva le prescrizioni dei costosi farmaci: «spesso (i medici, ndr) me le compilavano completamente. Con dati veritieri. Per quanto ne so con pazienti veritieri eccetera, poi se avessero bisogno del farmaco o meno è un altro...». Naldi è andato nel dettaglio: ad esempio a Rimini «io il farmaco lo portavo, però chiaramente anche loro non me lo facevano gratis il piacere. Ma erano soprattutto congressi o libri». C'è anche chi «non ha mai voluto nulla di farmaci, però di altro voleva tante cose. Tipo l'home theatre, un IPhone, oggetti di natura elettronica» a corrispettivo della consegna delle ricette. C'è anche un orologio Rolex Submariner (non si sa nemmeno se autentico o meno) proveniente da Italfarmaco e arrivato ad un medico che ricambiava con ricette, anche in bianco. www.ilmessaggero.it/articolo.php?idx647&sez=HOME_INITALIA -- - Marco A.- (aranciamec@email.it) it-alt.salute.tumori Consulente per lo sviluppo delle Medicine Non Convenzionali. Diploma Scientifico-Medico-Psicologico presso Universita'UPM[ Auf dieses Posting antworten ]
