Biologico in espansione, ma chi lo fermera'?
Von: - Marco A. - (aranciamec@email.it) [Profil]
Datum: 30.10.2009 21:55
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Newsgroup: it.salute.alimentazione it.salute
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Giorni fa, tornando in treno da Milano, mi è capitato sotto mano il mensile 'Riflessi' delle Ferrovie dello Stato. Sfogliandolo, l'occhio mi è caduto sull'articolo il bio che fa male, che riporta uno studio inglese pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition. Da questo studio emerge che non c'è prova di alcun beneficio significativo per la salute derivante dal nutrirsi di alimenti cosidetti biologici. Sul Corriere della Sera di domenica 18 ottobre, nella sezione salute, giganteggiava a cura della RCS pubblicità, una parte dedicata agli agrofarmaci, o fitofarmaci che una volta svestiti di cotanto nome diventano i noti pesticidi. Titoli del tipo 'L’importanza degli agrofarmaci'. 'Senza il loro contributo esiste il rischio di un sensibile abbattimento della produzione agricola'. 'Nessun rischio per i consumatori'. Sta a vedere che adesso ci convincono che il naturale e biologico fa tanto male e che invece le colture trattate ci faranno scoppiare di salute! Povero Arcimboldo, si rigirerà nella tomba, lui e la sua pittura di frutta e verdura! Il naturale può contenere micotossine e/o aflatossine che possono compromettere interi raccolti; e le coltivazioni trattate con agrofarmaci, cosa possono causare? Esempi recenti: * pomodori al sapore di cloro nella provincia di Teramo * correlazione tra pesticidi ed insorgenza del morbo di Parkinson, secondo uno studio francese pubblicato dagli Annals of Neurology. Sandro Sorbi, del dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell'Università di Firenze, prevede che tra 10 anni, quando i figli del baby boom avranno 75 anni, in Italia ci ritroveremo 2.500.000 di casi di demenza (Parkinson e Alzheimer). L'uso dei pesticidi, anche se regolamentato, determina effetti nel lungo periodo, perché gli stessi si accumulano nel tessuto grasso e chi è stato esposto negli anni '70 potrebbe essere oggi ancora a rischio. Sono quindi sicuri? Ma chi c'è dietro la fabbrica di fitofarmaci? Aziende varie, ma una merita particolare menzione: leader del settore farmaceutico e chimico, lo sta diventando anche nell' agricoltura: è la tedesca Bayer che ha anche acquisito l'Aventis CropScience, l'industria di scienza dei raccolti, facendone una azienda cardine nello sviluppo, commercializzazione e vendita di organismi geneticamente modificati. Certo anche nel bio c'è diversità e non è tutto oro quel che luccica, ma di certo il numero di italiani che sono passati al naturale è balzato dall'8% del 1994 al 27% di oggi. Quanto basta per allarmare i colossi chimici. -- - Marco A.- (aranciamec@email.it) it-alt.salute.tumori Consulente per lo sviluppo delle Medicine Non Convenzionali. Diploma Scientifico-Medico-Psicologico presso Universita'UPM[ Auf dieses Posting antworten ]
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- Ignazio GSS (30.10.2009 22:56)
- F. Bertolazzi (31.10.2009 03:44)
- Enrico C (31.10.2009 09:46)
