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Fegato ...sano

Von: Tigre 31 (tigre31@aliceposta.it) [Profil]
Datum: 04.05.2008 17:21
Message-ID: <C443A106.65AC0%tigre31@aliceposta.it>
Newsgroup: it.salute





La località dove ha sede l'associazione geo-archeologica è uno dei
più
importanti centri termali toscani.
Da ricerche fatte sembra che villanoviani prima, etruschi poi e romani
infine, conoscessero le virtù terapeutiche per il fegato di queste acque.
La cosa non è misteriosa: circa  un paio di milioni di anni fa si
innalzarono dal mar Tirreno due montagne, l'Amiata ed il Cetona.
La cima del primo si aprì ed incominciò ad eruttare lava. Sembra che la fase
eruttiva sia cessata circa 400/480.000 anni fa quando smise il cono
secondario di Radicofani.
Per centinaia di migliaia di anni, masse di lava ricoprirono il mantello
argilloso del fondo marino delle montagne. Passarono tanti altri millenni,
il mantello lavico sotto l'azione degli agenti atmosferici si è screpolato e
l'acqua piovana è penetrata nel suo interno, creando grandi sacche di acqua.
A causa della base argillosa non può dispendersi nel sottosuolo,deve per
forza fuoriuscire.
A km di profondità il vulcano è tutt'ora attivo, c'è il fuoco. Per
questo
l'acqua da molte sorgenti esce a 37-40°C. Essa ha un altissimo contenuto di
sali minerali, cioè quelli contenuti nella lava. Queste acque in una zona
curano il fegato, in un'altra del comprensorio le artriti, in un'altra zona
ancora malattie diverse.

Nel paese dei geo-archeologi esse curano il fegato e ne trovano giovamento
circa centomila pazienti l'anno.
Due parole su' questa grossa ghiandola del corpo umano , che ha circa 500
funzioni , dal disgregare i grassi a metabolizzare l'alcool ecc.
Non  sarà mai possibile fare un fegato artificiale, si può risolvere solo
con trapianti, anche parziali, meglio tenerlo pulito.

La scorsa settimana mi ha telefonato uno di loro, invitandomi ad un nuovo
scavo a Mezzomiglio.
Siamo andati in un vecchio campo abbandonato da anni, gli ho chiesto se
avevano avuto segnalazioni dalla fotografia aerea. No, la segnalazione era
partita da un vecchio registro parrocchiale, nel quale si diceva che un
mezzadro aveva avuto problemi a coltrare il terreno a causa di muri
sotterranei.

Una grossa ruspa rimuoveva lo strato superficiale del terreno, poi toccava a
noi con vanghe, pale, picconi e carriole.
Ad un certo punto affiora un vecchio osso. Dalla prova con il carbonio
radiattivo datava un paio di millenni.

Lo scavo prosegue. Si trovano tubazioni in terracotta, frammenti di vasetti.
Tutta la terra ricca di humus viene accuratamente colata. Un lavoratore
segnala un'incrostazione che sembrava una moneta, forse un sesterzio penso
io.
Si trova un furetto , un  asta abbandonata  dai tombaroli ,che battono la
zona.

Il sole batte forte sui sette amici, tutti morsi dalla tarantola
archeologica. Tutti a zappare, spalare e carriolare la terra.

Verso sera si incomincia a capire qualcosa: gli edifici sono due e cioé una
domus o castrium ed un altro al momento indefinibile. Dopo si delinea: era
una costruzione termale, si vedono le vasche, il frigidarium, il tepidarium,
le tubazioni per le acque. Avevamo scoperto una terme romana.

I conquistatori del mondo erano soliti in ogni località costruire due cose:
il circo e le terme.
Questa era una delle tante fatte nella penisola.

Grande euforia fra i geo-archeologici in quanto avevano un punto in più per
valorizzare la loro bella località termale.

Arrivano vari curiosi, fra cui il preside del locale liceo che assicura
l'invio di alcuni allievi nella prossima settimana.

Guardo l'archeologo che spazzola con una granata amorevolmente questi vecchi
muri che rivedono la luce dopo un paio di millenni,mi dice che il paese ha
150 siti di interesse archeologico.
Intanto tutti i pezzi di terracotta vengono messi in un paniere, forse si
potrà ricostruire il vaso.

Nelle settimane seguenti vennero fuori dalle tubazioni dei sesterzi del
periodo di Adriano.

La nostra patria ha avuto il 60% delle opere d'arte create dall'uomo, ancora
il 50% di esse sono nei musei o scantinati,neppure catalogate .Nella nostra
penisola basta scavare e affiorano reperti storici interessanti.

Un saggio diceva: "Chi non ha passato, non ha futuro."
Speriamo sia vero.
Dopo tanto scavare, mi accorgo che i muscoli delle braccia mi fanno
veramente male. Saluto i geo-archelogici e mi prenoto per una nuova e
disinteressata collaborazione.

P.S. I geo-archeologici , hanno fatto in questa località un bellissimo
museo delle acque, ricostruendo nelle falde della collina le tombe , come
erano al momento della scoperta.
Questo scavo è stato poi passato a gli studenti dell'università americana
di Tucson.

 


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