Da Aalborg
Von: AK-47 (kalashnikov@crypto.ecn.org) [Profil]
Datum: 02.07.2008 20:11
Message-ID: <486bc4ba$0$29991$5fc30a8@news.tiscali.it>
Newsgroup: it.politica.polo
Datum: 02.07.2008 20:11
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Caro ****, sono Luca, ho 28 anni e sono (ancora) un cittadino italiano. Ho vissuto per 27 anni a Catania, mia città natale, ma ho deciso di abbandonare l'Italia per venire a vivere nel nord della Danimarca, precisamente ad Aalborg. I motivi che mi hanno spinto a questa sofferta decisione sono molteplici: credo che Catania negli ultimi 6-7 anni sia peggiorata enormemente e sembra sia caduta in uno stato comatoso. Pochi la tengono in vita, mi riferisco a quei gruppi di ragazzi che cercano di smuovere le acque: meetup di Beppe Grillo, Greenpeace, Addiopizzo e altri. La cosa che più mi faceva e fa male è la completa rassegnazione da parte del popolo siciliano e, credo, italiano. Questa incapacità di trovare la forza per capire che così non si può andare avanti. Ho provato a fare qualcosa nella mia Catania ma, dopo averne viste proprio tante (cito per esempio una causa di lavoro che intentai ad un datore di lavoro fottutamente mafioso che non hai idea dei problemi "medievali" che mi ha creato) non ho resistito più perchè la mia vita si stava spegnendo. Adesso vivo qui, a circa 3000 km dalla mia amata Sicilia. L'anno scorso lessi un articolo su uno studio della Cambridge University in cui si diceva che il popolo più felice d'Europa è quello danese mentre l'ultimo...beh non lo dico... I danesi si sentono felici perché hanno una grande fiducia nelle istituzioni e nel loro sistema sociale. Nonostante la politica danese sia considerata dai cittadini qualcosa di molto "noioso" essa è apprezzata perché riesce a mantenere una bassissima disoccupazione e perché al suo vertice vi è la famiglia Reale, molto amata qui. Cosa fondamentale: i politici non hanno stipendi esagerati, anzi superano non di molto quelli di un "comune" dipendente statale...(essendo anche loro dipendenti credo sia normale!) e poi l'età media è molto ma molto più bassa rispetto alla quella, ultracentenaria, italiana! Se un politico commette un errore o non rispetta un impegno preso non ci pensa due volte a dare le DIMISSIONI, anche per cose che a noi fanno sorridere: è dell'anno scorso l'esempio di un ministro che aveva fatto dei lavori in casa completamente in nero: si è saputo e ha dato le dimissioni dopo due giorni, senza nessun ripensamento, solo la richiesta di scuse pubblica sul giornale nazionale: cose normali in un paese civile e soprattutto rigoroso. Non sto qui a dilungarmi, dico che sto per aprire un negozio di prodotti tipici siciliani, dico che ho ottenuto la partita iva in 10 minuti collegandomi ad un sito internet del ministero, dico che lo Stato danese mi sta pagando un corso per la lingua di un anno e che ti seguono e ti aiutano in qualsiasi decisione o scelta da prendere, dico che non esiste la parola BUROCRAZIA e che invece esiste, e si sente ovunque, la parola RISPETTO. Mi manca la mia terra, è chiaro, ma mi mancavo troppo io.[ Auf dieses Posting antworten ]
