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La CIA: “Siamo noi che prepariamo l’insurrezione nel Tibet”

Von: .sergio. (senzanome2222@yahoo.it) [Profil]
Datum: 05.05.2008 16:10
Message-ID: <fvn4fp$ftt$1@news.newsland.it>
Newsgroup: it.politica.libertaria
La CIA: “Siamo noi che prepariamo l’insurrezione nel Tibet”

Infortibet/michelcollon.info
in http://www.rebelion.org/noticia.php?idd952

La rivolta armata è stata preparata per diversi anni, sotto la direzione
dei servizi segreti americani, la CIA. Ciò è scritto chiaramente in “The
CIA’s Secret War in Tibet” (La guerra segreta della CIA nel Tibet) di
Kenneth Conboy (University Press of Kansas, 2002, 300 pagine). Si tratta
di un’opera che lo specialista della CIA, William Leary, ha definito come
“uno studio eccellente e impressionante su una delle operazioni segrete
della CIA più importanti durante la guerra fredda”.

Tibet: a favore della libertà insieme alla CIA?

Nel 1951, i comunisti prendevano il potere nel Tibet. Nel corso dei due
secoli precedenti, non un solo paese del mondo aveva riconosciuto il Tibet
come paese indipendente. Per duecento anni, la comunità internazionale
aveva considerato il Tibet come parte integrante della Cina o, almeno,
come uno Stato vassallo. Nel 1950, l’India affermava che il Tibet era
parte integrante della Cina. L’Inghilterra che, da quarant’anni occupava
una posizione privilegiata del Tibet, seguì la posizione indiana alla
lettera.

Solo gli USA si mostrarono vacillanti. Fino alla Seconda Guerra Mondiale
avevano considerato il Tibet come una parte della Cina e avevano anche
frenato l’Inghilterra nelle sue puntate nel Tibet. Ma, dopo la guerra, gli
USA vollero fare del Tibet una enclave religiosa contro il comunismo.

Contrariamente a quanto avvenuto con la questione coreana, non riuscirono
a creare alcuna coalizione internazionale. Nel 1951, la maggior parte
dell’elite tibetana, che formava l’Assemblea Generale allargata, si
accordò per negoziare con la Cina una “liberazione pacifica”.

Il cambiamento avvenne quando, nel 1956, le autorità decisero di applicare
una riforma agraria nei territori tibetani della provincia di Sichuan.
L’elite locale non accettò che le sue proprietà e i suoi diritti venissero
intaccati. Questi fatti condussero alla sollevazione armata del 1959.

La rivolta armata fu preparata per molti anni, sotto la direzione dei
servizi segreti americani, la CIA. Ciò è scritto chiaramente in “The CIA’s
Secret War in Tibet” (La guerra segreta della CIA nel Tibet) di Kenneth
Conboy (University Press of Kansas, 2002, 300 pagine). Si tratta di
un’opera che lo specialista della CIA, William Leary, ha definito come
“uno studio eccellente e impressionante su una delle operazioni segrete
della CIA più importanti durante la guerra fredda”.

Un altro libro, “Buddha Warriors” – The story of the CIA-backed Tibetan
Freedom Foghters” (I guerrieri di Buddha – La storia dei combattenti
tibetani della libertà appoggiati dalla CIA), di Mikel Dunham (Penguin,
2004, 434 pagine) spiega come la CIA abbia trasferito centinaia di
tibetani negli USA, addestrandoli e armandoli, e dopo aver paracadutato
carichi di armi sul loro territorio, li abbia preparati a sparare, stando
in groppa ai cavalli, ecc.

L’introduzione di quest’opera è stata scritta da “sua Santità il Dalai
Lama”. Naturalmente quest’ultimo considera un onore il fatto che la
ribellione armata sia stata diretta dalla CIA. Nell’introduzione scrive:
“Sebbene nutra la profonda convinzione che la lotta dei tibetani possa
trionfare nel lungo periodo utilizzando strumenti pacifici, ho sempre
ammirato questi combattenti della libertà per il loro valore e la loro
determinazione incrollabili” (pagina XI).

Il Dalai Lama: “Gli USA sono i campioni della democrazia e della libertà”.

D’altro lato, come ricorda lo specialista Peter Franssen, l’ottobre
scorso, il Parlamento americano ha consegnato al Dalai Lama la Medaglia
d’Oro, la decorazione più importante che può essere attribuita dal
Parlamento. Sua sempre sorridente santità ha pronunciato un discorso in
cui Bush veniva elogiato per i suoi sforzi a livello mondiale a favore
della libertà, della democrazia e dei diritti umani e ha definito gli USA
come i “campioni della democrazia e della libertà”.

Poco prima, aveva definito la guerra in Afghanistan come una
“liberazione”, la guerra di Corea come una “semi-liberazione”, e “una
sconfitta” il conflitto del Vietnam.

E’ evidente che il Dalai Lama riceve l’appoggio dell’estrema destra. Non
solo per il suo anticomunismo rabbioso, ma anche per il suo razzismo. Con
l’obiettivo di preservare la purezza della razza oppressa, il suo governo
in esilio condanna i matrimoni misti tra i tibetani e gli “altri”. In
questo contesto, Jorg Haider, in Austria, potrebbe identificarsi. Sono
proprio le persone come Haider le prime a prestare aiuto al Dalai Lama.

“Una medaglia di Bush e di Angela Merkel per il 14° Dalai Lama”,
Infortibet, 14 febbraio 2008,
http://infortibet.skynetblogs.be/post/5284744/een-gouden-bushmedaille-en-engel-merkel-voor
-%20

Altre informazioni:
“Reazioni tibetane e internazionali durante la presa del potere da parte
dei comunisti nel 1951”, Infortibet, 14 gennaio 2008, in olandese:
http://infortibet.skynetblogs.be/post/5433093/tibetaanse-en-internationale-reacties-bij-de
-
“Il circo dell’ombra: la CIA nel Tibet”, un documentario corretto,
Infortibet, 5 febbraio 2008, in olandese:
http://infortibet.skynetblogs.be/post/5512204/het-schaduwcircus-de-cia-in-tibet-een-docume
n

Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di
Cultura e Documentazione Popolare

--
visitate http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm
http://www.larinascita.org
http://www.italia-cuba.it/associazione/associazione.htm

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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