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60 anni di Israele: storia di una colonizzazione permanente

Von: .sergio. (senzanome2222@yahoo.it) [Profil]
Datum: 07.05.2008 13:04
Message-ID: <fvs2c4$pnn$1@news.newsland.it>
Newsgroup: it.politica.libertaria
60 anni di Israele: storia di una colonizzazione permanente
Scritto da Sinistra Critica
Martedì 06 Maggio 2008 16:44


Giovedì 8 maggio, ore 21.00
Nuovo Spazio Guicciardini, via Melloni 3, Milano





INCONTRO PUBBLICO

60 anni di Israele:

storia di una colonizzazione permanente

In occasione delle celebrazioni dei 60 anni dalla nascita dello Stato di
Israele alla “Fiera del Libro” di Torino e delle manifestazioni di
protesta proviamo a guardare quella storia dalla parte di chi l’ha subita
– il popolo palestinese - e di chi si oppone all’occupazione





Intervengono:

Lubna Masarwa

Alternative Information Center (Gerusalemme/Betlemme)




Stefano Sarfati Nahmad

Ebrei contro l’occupazione




Coordina Piero Maestri (Sinistra Critica)


Organizza: Sinistra Critica Milano

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Iniziative a Torino:




Venerdì 9 maggio, dalle 15.00 alle 20.00

Palazzo Nuovo

Convegno




………

Intervengono (tra gli altri)

Lubna Masarwa (AIC)

Jeff Halper (ICAHD)

Liliane Cordova Kaczerginski (Int. Jewish Solidarity Network)

Esponente del Fronte Popolare di liberazione della Palestina





Sabato 10 maggio

Manifestazione/corteo

Concentramento ore 14,00, Corso Marconi, Torino




Israele non è un ospite d’onore!

Palestina libera!




Per informazioni 333.4665107




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La Fiera del Libro di Torino è lieta di celebrare quest’anno i 60 anni
dalla nascita dello stato di Israele. Una celebrazione attraverso la
letteratura prodotta da una parte della società israeliana. Una
celebrazione che –coscientemente e colpevolmente – dimentica e nasconde
una parte fondamentale della storia di questi 60 anni: i palestinesi,
l’espulsione che hanno subito 60 anni fa, la colonizzazione dei loro
territori praticata dai governi israeliani, il tentativo di cancellare per
sempre ogni possibilità di una soluzione al conflitto annientando la
resistenza palestinese (quello che il sociologo israeliano Baruch
Kimmerling chiamava “politicidio”).

I responsabili della Fiera non possono occultare la loro scelta – politica
e strumentale – dietro la “neutralità” della produzione artistica e
nemmeno possono accusare chi propone il boicottaggio della Fiera di essere
pregiudizialmente contro gli israeliani, o peggio contro gli ebrei. Questi
signori sono come gli sciocchi, che quando si indica loro la lune ti
guardano il dito: il problema oggi non è se una proposta –nonviolenta – di
boicottaggio sia o meno legittimo: la domanda è invece se sia legittimo e
morale contribuire alla propaganda di un governo che ha fatto di tutto
affinché Israele fosse l’ospite, così da guadagnare nuovi spazi al suo
tentativo di “normalizzazione”


Non c’è da parte nostra, che contestiamo la scelta della Fiera, nessuna
volontà di imbavagliare la cultura o di mettere a tacere la letteratura
ebraica ed israeliana (che, è bene ricordarlo, non è assolutamente
omogenea e nemmeno schierata aprioristicamente con l’occupazione e le
scelte del proprio governo). Si fa al contrario un pessimo servizio alla
causa della letteratura e dell’arte, quando si chiamano a “suonare il
piffero” di una politica di apartheid e distruzione.


Ariel Sharon qualche anno fa dichiarava che la “guerra d’indipendenza” non
era mai finita – con una tragica e mortale assonanza con l’altro
presidente che parlava di “guerra infinita” – e per questo la politica
della colonizzazione, dell’apartheid, della distruzione di ogni
espressione politica palestinese non gradita dovesse continuare.

E il suo successore prosegue quella politica, come si può vedere tutti i
giorni – nell’assedio di Gaza, nella costruzione del muro della vergogna,
nell’aumento dei prigionieri palestinesi, negli omicidi mirati (ma anche
un po’ meno mirati, come capita quotidianamente a donne e uomini “effetti
collaterali” delle “rappresaglie” israeliane).


I governi europei – e quello italiano tra loro – sono corresponsabili di
quella politica, sia perché non impongono il rispetto del diritto
internazionale a Israele, sia perché contribuiscono economicamente,
militarmente e politicamente a quella stessa politica. Per questo la corsa
alla presenza a Torino delle autorità politiche italiane, a partire dal
presidente Napolitano, è un’ipocrisia e un appoggio diretto e indiretto
alla politica israeliana.


Noi non ci stiamo. Continueremo a produrre informazione, a lavorare con i
palestinesi e gli israeliani che si battono contro l’occupazione e
l’apartheid, a sostenere la resistenza palestinese affinché nasca uno
stato palestinese e possa finalmente riprendere strada un processo di
convivenza necessario e possibile.


Sinistra Critica


--------
dal sito Rete Ebrei contro l'occupazione
http://www.rete-eco.it/approfondimenti/italia/28-italia/1509-60-anni-di-israele-storia-di-
una-colonizzazione-permanente.html

--
visitate http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm
http://www.larinascita.org
http://www.italia-cuba.it/associazione/associazione.htm

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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