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Il 10 maggio in piazza a Torino per non rendere l’Italia complice del politicidi

Von: .sergio. (senzanome2222@yahoo.it) [Profil]
Datum: 05.05.2008 18:42
Message-ID: <fvnddi$5i0$1@news.newsland.it>
Newsgroup: it.politica.libertaria
Il 10 maggio in piazza a Torino per non rendere l’Italia complice del
politicidio dei palestinesi

di Sergio Cararo*


Sabato 10 maggio a Torino ci sarà una manifestazione nazionale che metterà
al centro due questioni: la libertà per la Palestina e il suo popolo e la
contestazione della decisione di avere come ospite d’onore lo stato di
Israele nell’edizione di quest’anno della Fiera del Libro.

Sulla inopportunità di questa scelta “politica”, che celebra i sessanta
anni della nascita dello Stato di Israele, ma occulta la speculare pulizia
etnica ai danni della popolazione palestinese (la Nakba) e la negazione
fattuale della nascita di uno Stato di Palestina sei decenni fa, è stato
scritto molto e roventi sono state le polemiche in tutti gli ambiti
politici, culturali, editoriali del nostro paese.

Appelli che hanno chiesto per tempo la revoca di questa vergognosa
decisione sono stati sottoscritti da intellettuali italiani e stranieri,
da scrittori arabi, palestinesi e israeliani, finanche da editori e case
editrici. Alla Fiera mancheranno decine di autori arabi, palestinesi e
israeliani progressisti, ma la direzione della Fiera del Libro è stata
irremovibile. Cosa spiega e cosa manda a dire questa pervicace rivelazione
della "superfluità" dei palestinesi in un evento culturale come la Fiera
del Libro?

1. Questa ostinazione ci manda a dire che la questione palestinese non è
più solo una seccatura messa in liquidazione dal dibattito politico e
dalla coscienza democratica di questo paese, ma che si sta consumando
sotto i nostri occhi quello che è stato opportunamente definito come il
"politicidio dei palestinesi".
In questi anni, abbiamo visto i nostri giornali e i nostri programmi
televisivi ospitare ripetutamente tutti i soggetti della vita politica e
culturale israeliana. Editoriali, interviste, lettere, commenti hanno dato
concretezza al progetto di rendere Israele uno stato “normale”, con la sua
dialettica e le sue asprezze interne. Questa campagna ha potuto godere
anche di una indulgenza straordinaria. Se un qualsiasi scrittore avesse
detto che “non vorrebbe mai avere come vicino di casa un arabo” sarebbe
stato – giustamente – contraddetto dalla comunità democratica, ma nulla di
tutto questo è accaduto per le affermazioni di Abraham Yoshua in una
intervista ad un importante quotidiano italiano. Alla luce di quanto
abbiamo visto e letto in questi anni, è difficile pensare che la
“promozione del prodotto Israele” non abbia avuto sponsorizzazioni e
incentivi di un certo rilievo.

2. Al contrario, se monitoriamo i giornali e i programmi televisivi di
questi anni, niente di simile è stato realizzato sul versante palestinese,
eppure anche lì non mancano certo scrittori, poeti, intellettuali,
giornalisti, storici e voci critiche che possano dare l’idea di una
società vivace e articolata per quanto ancora sotto occupazione militare e
coloniale. I palestinesi sono scomparsi come soggetto dell’agenda politica
italiana ed internazionale e sono scomparsi dal dibattito culturale per
ricomparire solo come “miliziani”, o come  vittime senza mai l’onore di un
nome, di un cognome, di una storia, di un volto o nelle vesti di dirigenti
incerti e inaffidabili come i soloni di Ramallah.
In sostanza i palestinesi sono stati annichiliti nella loro identità
politica e culturale così come le truppe e i coloni israeliani ne
annientano e ne condizionano la vita, la terra e la libertà.

3. I più cinici affermano che la colpa è loro che hanno scelto di
continuare una lotta di liberazione disperata, i più raffinati liquidano
la “seccatura palestinese” con poche frasi di circostanza (due popoli-due
stati, negoziato israelo.palestinese) completamente depotenziate dalla
realtà dei fatti e dalla situazione concreta sul campo. Ecco, questo è il
politicidio che anche la comunità democratica in Italia e in Europa sta
perpetrando contro i palestinesi e che l’organizzazione della Fiera del
Libro dedicata a Israele riassume e manifesta esplicitamente.

4. I richiami moralistici contro il boicottaggio verso gli apparati
politici, ideologici, militari ed economici di Israele diventano
quantomeno risibili. Il boicottaggio è stato e resta un’arma a
disposizione della società civile per contrastare l’azione di governi e
stati che violano i diritti umani e la legalità internazionale. E’ assurdo
verificare come l’Italia aderisca all’embargo contro lo Zimbabwe, Gaza,
l’Iran mentre non adotta sanzioni contro Israele che porta responsabilità
assai più pesanti sul piano delle violazioni dei diritti dei palestinesi
o su un assetto legislativo interno che configura un sistema legale (e non
limitato al pregiudizio) di discriminazione e apartheid.
L’obiezione non può essere sul target rappresentato dalla Fiera del Libro
(e allora perché le Olimpiadi sì?), semmai la vera obiezione è che
l’Italia avrebbe dovuto e potuto revocare l’accordo di cooperazione
militare con Israele e il vergognoso embargo contro i palestinesi di Gaza.
La sinistra al governo ha avuto due anni di tempo e 150 parlamentari a
disposizione per dotarsi di una forte iniziativa politica in questa
direzione….ma non ha trovato il tempo né la voglia di farlo.

5. Oggi il nuovo governo Berlusconi annuncia di voler essere il migliore
alleato di Israele in Europa e le lobby filo-israeliane in Italia si sono
schierate con la destra. La manifestazione del 10 maggio sarà anche la
prima manifestazione pubblica contro le scelte di politica internazionale
del governo delle destre. Sbaglia clamorosamente chi sottovaluta tutto
questo, i risultati delle elezioni dimostrano che queste ripetute
sottovalutazioni hanno provocato la dissoluzione della sinistra nel nostro
paese.
La manifestazione nazionale del 10 maggio a Torino e la campagna “2008
anno della Palestina”, intendono mettersi di traverso rispetto a tale
scenario e riaffermare che la comunità democratica nel nostro paese non
può permettersi di rendersi complice del politicidio dei palestinesi,
neanche con una Fiera del Libro concepita e organizzata con tale
presupposto.

*Forum Palestina

www.forumpalestina.org

--
visitate http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm
http://www.larinascita.org
http://www.italia-cuba.it/associazione/associazione.htm

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