In the Arms of Big Brother
Von: Cad Ali' (ca...@hayoo.com) [Profil]
Datum: 06.07.2008 17:46
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Strano gli USA e le loro colonie somigliano sempre di piu' alla ex URSS. Fanno le stesse guerre, si svenano in armamenti, spiano tutto e tutti, limitano la circolazione delle persone. Hanno le stesse fobie ideologiche nell'espandere i loro incubi al mondo intero. Manipolano i media in modo osceno, hanno campi di concentramento e disinvolti servizzi segreti che possono fare tutto. Vogliono schedare il mondo, con la scusa di un terrorismo costruito da loro stessi. Dati sensibili come carte di credito, spostamenti, navigazione internet ed e-mail di ogni cittadino gestiti in un unico database mondiale da Stati Uniti e Unione EuropeaArticoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster. Uno scambio di informazioni e dati personali dei cittadini statunitensi ed europei tra Usa ed Unione Europea potrebbe presto diventare realtà dopo che dal febbraio del 2007, segretamente e nel più assoluto silenzio, tra le due parti continuano colloqui e trattative su questi temi. A rivelarlo è il New York Times che è riuscito ad avere un dossier sulle trattative in corso che sembrano essere a buon punto,anche se non mancano alcuni problemi da risolvere. L'esigenza di un accordo internazionale, con regole chiare e precise e bilaterale, è assolutamente una necessità per l'Unione Europea dopo che gli Stati Uniti hanno reso ancora più rigidi i controlli negli aeroporti arrivando a poter chiedere di visualizzare tutti i dati del computer portatile di un viaggiatore anche quelli criptati senza nessun permesso specifico, ma su due piedi in dogana e che entro quest'anno diventerà obbligatoria la registrazione online tre giorni prima di recarsi negli Usa di ogni cittadino, anche europeo, per poter entrare negli Stati Uniti. Senza dimenticare che gli Usa possono accedere a qualsiasi movimento bancario grazie all'accordo con l'ente mondiale Swift, che gestisce i movimenti bancari e che tale accordo era stato preso nel silenzio unilateralmente creando diversi scandali e problemi alle amministrazioni pubbliche europee quando venne a galla. Per evitare problemi simili, si vuole arrivare ad un accordo chiaro e netto tra le due sponde dell'Atlantico in nome, ovviamente, della lotta contro il terrorismo. Secondo quanto riporta il New York Times, Stati Uniti e Unione Europea, hanno già deciso la possibilità di scambiare informazioni sensibili sui rispettivi cittadini come l'utilizzo di carte di credito, spostamenti e movimenti e anche i tracciati delle connessioni ad Internet. Per il momento rimangono esclusi dati come religione, razza, abitudini sessuali o lo stato di salute dei cittadini anche se potranno essere richieste. I dati basilari potrebbero far parte di un grande database mondiale, anche questo progettato in grande segreto, chiamato Server In The Sky, mentre le altre informazioni più sensibili dovrebbero essere richieste per ogni singolo caso e cittadino almeno inizialmente. Bush sta spingendo i leader dell'Ue ad approvare l'intero progetto per l'inizio del 2009, ma i veri dubbi ancora irrisolti rimangono tra le autorità europee, prima fra tutti quando questi dati potranno essere utilizzati. Per gli Stati Uniti, i dati sensibili potranno essere richiesti per ogni cittadino che fa un viaggio tra Usa e Ue o viceversa ma anche in tutti i casi necessari, mentre l'Unione Europea vorrebbe un elenco chiaro di quando si dovrebbero scambiare tali dati. Non solo: e se questi dati venissero gestiti male e impropriamente, cosa accadrebbe? Ci sarebbe la possibilità per il cittadino europeo di far causa al Governo Usa come può avvenire in Europa? In questo momento, secondo le vigenti leggi Usa, assolutamente no. I problemi e i temi da discutere non mancano, anche se tale legge non scontenterebbe, se fatta alla luce del sole o con punti chiari, anche le grandi aziende coinvolte nella gestione dei dati, come le banche, le società telefoniche o quelle Internet che finalmente avrebbero un quadro normativo internazionale entro il quale dover dare i dati sensibili dei propri utenti agli enti governativi che ne facciano richieste, senza muoversi in zone di ombra. Insomma, il grande fratello globale sembra davvero in procinto di arrivare. E, stavolta, non stiamo esagerando. Autore: Marcello Tansini Saluti -------------------------------- Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/[ Auf dieses Posting antworten ]
