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In the Arms of Big Brother

Von: Cad Ali' (ca...@hayoo.com) [Profil]
Datum: 06.07.2008 17:46
Message-ID: <87Z8Z11Z152Y1215359251X616@usenet.libero.it>
Followup-to: it.politica.internazionale
Newsgroup: it.politica.internazionale
Strano gli USA e le loro colonie somigliano sempre di piu' alla ex URSS.

Fanno le stesse guerre, si svenano in armamenti, spiano tutto e tutti,
limitano la circolazione delle persone.

Hanno le stesse fobie ideologiche nell'espandere i loro incubi al mondo
intero.

Manipolano i media in modo osceno, hanno campi di concentramento e
disinvolti servizzi segreti che possono fare tutto.

Vogliono schedare il mondo, con la scusa di un terrorismo costruito da loro
stessi.


Dati sensibili come carte di credito, spostamenti, navigazione internet ed
e-mail di ogni cittadino gestiti in un unico database mondiale da Stati
Uniti e Unione EuropeaArticoli di approfondimento su tematiche inerenti al
mondo ICT, Internet e webmaster.


Uno scambio di informazioni e dati personali dei cittadini statunitensi ed
europei tra Usa ed Unione Europea potrebbe presto diventare realtà dopo che
dal febbraio del 2007, segretamente e nel più assoluto silenzio, tra le due
parti continuano colloqui e trattative su questi temi.

A rivelarlo è il New York Times che è riuscito ad avere un dossier sulle
trattative in corso che sembrano essere a buon punto,anche se non mancano
alcuni problemi da risolvere.

L'esigenza di un accordo internazionale, con regole chiare e precise e
bilaterale, è assolutamente una necessità per l'Unione Europea dopo che gli
Stati Uniti hanno reso ancora più rigidi i controlli negli aeroporti
arrivando a poter chiedere di visualizzare tutti i dati del computer
portatile di un viaggiatore anche quelli criptati senza nessun permesso
specifico, ma su due piedi in dogana e che entro quest'anno diventerà
obbligatoria la registrazione online tre giorni prima di recarsi negli Usa
di ogni cittadino, anche europeo, per poter entrare negli Stati Uniti.


Senza dimenticare che gli Usa possono accedere a qualsiasi movimento
bancario grazie all'accordo con l'ente mondiale Swift, che gestisce i
movimenti bancari e che tale accordo era stato preso nel silenzio
unilateralmente creando diversi scandali e problemi alle amministrazioni
pubbliche europee quando venne a galla.

Per evitare problemi simili, si vuole arrivare ad un accordo chiaro e netto
tra le due sponde dell'Atlantico in nome, ovviamente, della lotta contro il
terrorismo.

Secondo quanto riporta il New York Times, Stati Uniti e Unione Europea,
hanno già deciso la possibilità di scambiare informazioni sensibili sui
rispettivi cittadini come l'utilizzo di carte di credito, spostamenti e
movimenti e anche i tracciati delle connessioni ad Internet.
Per il momento rimangono esclusi dati come religione, razza, abitudini
sessuali o lo stato di salute dei cittadini

anche se potranno essere richieste.

I dati basilari potrebbero far parte di un grande database mondiale, anche
questo progettato in grande segreto, chiamato Server In The Sky, mentre le
altre informazioni più sensibili dovrebbero essere richieste per ogni
singolo caso e cittadino almeno inizialmente.

Bush sta spingendo i leader dell'Ue ad approvare l'intero progetto per
l'inizio del 2009, ma i veri dubbi ancora irrisolti rimangono tra le
autorità europee, prima fra tutti quando questi dati potranno essere
utilizzati.

Per gli Stati Uniti, i dati sensibili potranno essere richiesti per ogni
cittadino che fa un viaggio tra Usa e Ue o viceversa ma anche in tutti i
casi necessari, mentre l'Unione Europea vorrebbe un elenco chiaro di quando
si dovrebbero scambiare tali dati.

Non solo: e se questi dati venissero gestiti male e impropriamente, cosa
accadrebbe?
Ci sarebbe la possibilità per il cittadino europeo di far causa al Governo
Usa come può avvenire in Europa? In questo momento, secondo le vigenti leggi
Usa, assolutamente no.

I problemi e i temi da discutere non mancano, anche se tale legge non
scontenterebbe, se fatta alla luce del sole o con punti chiari, anche le
grandi aziende coinvolte nella gestione dei dati, come le banche, le società
telefoniche o quelle Internet che finalmente avrebbero un quadro normativo
internazionale entro il quale dover dare i dati sensibili dei propri utenti
agli enti governativi che ne facciano richieste, senza muoversi in zone di
ombra.

Insomma, il grande fratello globale sembra davvero in procinto di arrivare.
E, stavolta, non stiamo esagerando.

Autore: Marcello Tansini


Saluti

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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