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PROPOSTA: Legge elettorale, doppio turno all'Italiana.

Von: Cactaceo (cactaceolamanodallelsa@tin.it) [Profil]
Datum: 19.01.2008 14:34
Message-ID: <4791fc56$0$4798$4fafbaef@reader4.news.tin.it>
Newsgroup: it.politica.destra
In Italia, patria della frammentazione partitocratica, pensare a un
maggioritario estremista che obblighi le forze in gioco a conglomerarsi in 2
grossi schieramenti pur di garantire la governabilità può essere deleterio.
Si rischia di lasciare i governi esposti al ricatto dei piccoli partiti,
votati spesso a ideologie estremistiche, autolesionistiche e inattuabili.
Quanto questo possa danneggiare una intera nazione lo si è visto con questo
cadavere di governo in essere (o, meglio, in non-essere).
D'altra parte tornare a un maggioritario puro, anche se auspicabile in un
paese in cui i politici fossero veramente mossi da spirito di servizio e non
da interessi privati (ma che paese sarebbe? L'Isola che non c'e'?) in quanto
massima espressione di democrazia, rappresenterebbe purtroppo un becero
ritorno al mercanteggiamento postelettorale delle alleanze, in stile CAF e
pentapartito e in barba a qualunque indicazione proveniente dalla massa
elettorale.
Il maggioritario col taglio alto è una falsa soluzione: si rischia di avere
alla lunga una costellazione di partiti tutti appena sopra alla zona taglio,
a meno di non porre questa soglia talmente in alto da rappresentare
praticamente un obbligo al bipolarismo.
Inoltre approvare un simile disegno è molto difficile in un'assemblea
composta già da molte forze che si vedrebbero pericolosamente sull'orlo del
baratro.

Cionondimeno una soluzione funzionante, che accontenti tutti e sia
degnamente rappresentativa del volere popolare va trovata.

E io penso di esserci riuscito.

Si tratta di un doppio turno misto, prima proporzionale e poi maggioritario.

In una primo turno i partiti si presenteranno separatamente agli elettori in
un sistema proporzionale puro, senza tagli, con la possibilità di indicare
le preferenze.
Alla fine ogni partito avrà conseguito una percentuale, che chiameremo PP
(Percentuale Proporzionale) e avrà una lista di preferenze da cui verranno
attinti, partendo dal più votato e andando a scalare, i parlamentari vhe
entreranno alla Camera a rappresentare quel partito.

A questo punto i 2 partiti che avranno ottenuto la PP più alta avranno
l'incarico di redigere ognuno la propria proposta di governo, consultandosi
e alleandosi con gli altri partiti come meglio credono, indicando premier,
programma di governo, ministeri e ministri. Potrebbero persino indicare
quanto, in termini economici, costerà agli Italiani il loro governo a
livello di spese vive per i vari ministeri.
Se un partito non vuole aderire (o non viene accettato) in nessuno dei 2
schieramenti vuol dire che decide da subito di rimanere all'opposizione, e
la sua PD (percentuale definitiva) alla Camera sarà pari alla PP ottenuta al
1° turno.
La somma delle PD di questi partiti non schierati la chiameremo PNS
(Percentuale Non Schierati) e ci servirà in seguito.
PSA e PSB saranno invece la somma delle PP dei partiti dei 2 schieramenti (A
e B in questo esempio).
Fatto questo (penso ci voglia circa un mese) si va al secondo turno nel
quale gli Italiani sceglieranno quale dei due governi proposti avrà
l'incarico di guidare il Paese.
In questo secondo turno le schede bianche o nulle, pur registrate nel numero
per gli archivi, verranno equiparrate ai non votanti e non entreranno nel
computo delle percentuali finali.
Alla fine si avrà una percentuale PG (Percentuale di Governo) maggiore di 50
attribuita allo schieramento vincente; e una PO (Percentuale di Opposizione)
che determinerà la forza di quest'ultima.
Queste 2 percentuali, al fine di garantire una stabile governabilità,
verranno corrette con un premio di maggioranza (indicativamente del 5%) da
aggiungere al PG e da togliere al PO.
In base a queste percentuali, si calcoleranno le PD di tutti i partiti che
si sono schierati, con le seguenti formule.
Per i partiti dello schieramento vincente:
PD=PP*PG/PSA (posto che A sia stato lo schieramento vincente)
Per i partiti dello schieramento che passa all'opposizione:
PD=PP*(PO-PNS)/(PSB+PNS)

Il concetto è che allo schieramento vincitore verranno attribuiti una
percentuale di parlamentari determinata dal secondo turno più il premio di
maggioranza, da distribuire tra i partiti che ne fanno parte con un
proporzionalismo determinato dal primo turno.
Il resto dei parlamentari va all'opposizione, sempre con lo stesso
principio.

Niente tagli, se non per quei partiti talmente piccoli da non riuscire ad
aggiudicarsi neanche un parlamentare.
Massima democrazia, in quanto tutti avranno quindi la loro voce in
Parlamento.
Governabilità garantita dal premio, dal secondo turno maggioritario e dal
fatto che sarà inutile, per i partiti più grandi, andare a cercare alleanza
con i piccoli estremisti per raggiungere il 50% in quanto questo è già
garantito dal meccanismo del secondo turno.
Italiani finalmente messi in grado di scegliere direttamente chi e come li
deve governare.

Mi rendo conto che la proposta è complessa, e potrei anche aver sbagliato
qualcosa nelle formule di sviluppo dell'idea: un esperto in calcoli
statistici potrebbe probabilmente fare di meglio e anche descrivere la cosa
in maniera più chiara.
Tuttavia penso che non esistano soluzioni semplici a problemi complicati, e
creare un sistema elettorale equo e democratico in un paese di furbi e
approfittatori come il nostro è un problema ai limiti del realizzabile....

Non so, ditemi che ne pensate, io l'idea l'ho lanciata!

Saluti

Cactaceo




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