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Mario Zicchieri

Von: damnic (damnic.riccio@virgilio.it) [Profil]
Datum: 28.10.2006 23:14
Message-ID: <1162070094.800959.227140@f16g2000cwb.googlegroups.com>
Newsgroup: it.politica.destra
29 ottobre 1975: Mario Zicchieri è ucciso dalle Brigate Rosse.

"Si parla tanto di perdono - esordisce, - però io mi rivolgo a
Morucci, voglio sapere se il nome di mio figlio, Mario Zicchieri, gli
dice qualcosa, se si ricorda di avere ucciso un ragazzo che si
affacciava alla vita... lei, Morucci, si ricorda di avere ucciso mio
figlio, lei, assassino..."
E' la domanda, lo sfogo di Maria Lidia, la mamma di Mario Zicchieri,
che irrompe in diretta nella trasmissione di Sky che Luca Telese tra
conducendo sugli anni di piombo, che telefona inaspettatamente e lascia
tutti di ghiaccio.
Ho letto queste parole su Tiscali-blog sotto il titolo "Strali del
terzo Millennio", che comincia con "Caro brigatista" ed è stato
postato da Uno nessuno centomila venerdì 28 ottobre 2005 alle ore
18:44:04

A pagina 228 del mio romanzo "La topa di Capannori" (Maria Pacini
Fazzi editore, Lucca 2005), si legge testualmente: "... a Roma, Mario
Zicchieri. Ha solo 16 anni ed è già aderente al Fronte della
Gioventù. Questa la sua colpa, da pagare con la morte. E' in via
Gattamelata, dinanzi alla sezione del Movimento Sociale del quartiere
Prenestino con altri ragazzi. Un commando di comunisti, accecati
dall'odio e dalla stupidità, assalta la sezione. Sparano con fucili
a canne mozze, come usano fare i mafiosi. Marco Lucchetti, di quindici
anni, è ferito gravemente. Mario, invece, stramazza al suolo privo di
vita. Pare che il brigatista rosso Bruno Seghetti abbia in seguito
dichiarato: "A sparare contro Mario Zicchieri siamo stati in tre: io,
Valerio Morucci e Bruno Maccari". Non verrà creduto".

Il 29 ottobre prossimo ricorre il trentunesimo anniversario della morte
del giovanissimo Mario Zicchieri. E dopo 31 anni nessuno ancora ha
ammesso la sua colpa, nessuno ancora è stato condannato e nessuno
ancora ha pagato. E sapete quale è stato l'atteggiamento di Morucci,
presente in trasmissione, quando ha sentito la telefonata di Maria
Lidia? Pensate che abbia fatto un veloce esame di coscienza? Che si sia
sentito un pochino in colpa dinanzi alla mamma di un ragazzo ammazzato?
Che abbia avvertito qualcosa che assomigli ad un pentimento?

Torniamo a leggere sul blog: "Morucci rimane immobile, ma mormora a
microfoni spenti: "Questo non è uno sportello per il pubblico (!!!),
questa non è un'indagine!!!" Poi, in diretta, eviterà di
rispondere".
"...Valerio Morucci, l'ex brigatista rosso processato per il
delitto, è stato assolto e, dunque, pur avendo commesso questo
ingiustificabile omicidio, non ha scontato alcun giorno di carcere,
perché la colpa era del "clima", il "contesto" giustificava
tutto e "uccidere un fascista non era reato". Il 1975 fu l'annus
terribilis delle epurazioni contro i fascisti: dal rogo di Primavalle
che bruciò vivi i fratelli Mattei (Virgilio di 22 anni e Matteo di
soli 9 anni), al colpo di pistola che uccise Mikis Mantakas, a Sergio
Ramelli, ucciso a sprangate da Autonomia Operaia".
"E la madre di Zicchieri, come molti di noi, non ha dimenticato e
telefona per avere risposte che, come noi, non ha mai avuto. Si domanda
perché il figlio fu la prima vittima delle Brigate Rosse, il prezzo di
un rito di iniziazione che i brigatisti affrontavano prima di rivolgere
altrove e con mire più "alte" la loro cieca furia: Valerio
Morucci, Bruno Seghetti e Bruno Maccari, correi in questo omicidio,
passarono agli onori della cronaca per il delitto Moro".
"Ci sono tanti segni sui muri di Roma che si ostinano a colmare il
vuoto sulle pagine della storia: dai fiori freschi che ogni giorno
vengono portati ad Acca Larentia, all'effige di Stefano Recchioni
nell'angolo in cui è morto, al nome dipinto di Francesco Cecchin sul
terrazzino da dove è stato gettato. Ma questo non può bastare per
accettare il sacrificio di giovani ragazzi, strappati alla vita solo
perché militanti nella "parte sbagliata". La "damnatio
memoriae" nei confronti di una parte degli italiani, profondamente
perseguita dalla nascita di questa Repubblica con sentenze vuote e a
volte inesistenti, è figlia di un atteggiamento manicheo fuori dal
tempo nel quale la sinistra ancora si adagia con pervicacia. Ma per
quanto tempo ancora le si permetterà di perseverare in questa guerra
civile?"

Mi pongo spesso anch'io questa domanda. E come la mamma di Mario
Zicchieri, anch'io spero che tanti assassini abbiano il coraggio,
dopo tanti anni, di ammettere i loro gravi errori, di riconoscere i
crimini che hanno commesso e che, se è difficile che possano ancora
pagare, per lo meno chiedano scusa o si vergognino. Auspico che a
sinistra non si continui più ad inculcare l'odio nelle menti dei
giovani, odio che tanto danno ha prodotto negli anni di piombo.

Domenico Riccio


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NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt

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