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ABBANDONARE L?AQUILA. I CONSIGLI DI BERLUSCAZZO AL LA PROTEZIONE CIVILE

Von: ?rnesto (ernestoalto@libero.it) [Profil]
Datum: 09.06.2010 02:20
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Newsgroup: it.politica
ABBANDONARE L’AQUILA. I CONSIGLI DI B. ALLA PROTEZIONE CIVILE
“Qualcuno potrebbe sparare”. La colpa? Dei giudici

Per Silvio Berlusconi i magistrati che indagano sulle
responsabilità dei crolli a L’Aquila nei giorni del terremoto sono
peggio dei “cattivi maestri” ai tempi delle Br. La loro ricerca della
verità sulla tragedia annunciata rischia di agitare “mente fragili” e
di indurle addirittura a “sparare” contro rappresentanti della
Protezione civile. Tutto in poche ore: Berlusconi ha imposto la legge
bavaglio, attaccato giornalisti e pm, ricattato la Rai. E sferrato un
durissimo attacco alla procura aquilana. A causa di quelle inchieste
ha dovuto suggerire agli uomini di Guido Bertolaso di “non andare per
ora in Abruzzo, perché potrebbe avvenire che se uno ha qualche
familiare che è morto sotto le macerie e ha una mente fragile, magari
gli può venire in mente di sparare”. Berlusconi   ha poi rincarato la
dose poche ore dopo parlando all’ufficio di presidenza del Pdl. “Ci
criminalizzano perché dicono che noi vogliamo impedire la libertà di
stampa. Ma qui sta succedendo un’altra cosa assurda: io ho detto a
quelli della Protezione civile   di non andare più a L’Aquila. Questi
appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, addirittura hanno
contestato a Bertolaso di non aver previsto il terremoto. Siamo
all’assurdo”. La prima reazione è del capo della Procura de L’Aquil
a,
Alfredo Rossini. Misuratissima. “Non entro in polemica: continuo a
lavorare come al solito, bene, velocemente e rispettando   le leggi
vigenti”. Ma dal Consiglio superiore della magistratura diversi
consiglieri chiedono di aprire un fascicolo a tutela dei pm abruzzesi.
Colpevoli di aver toccato il nervo più scoperto di Berlusconi: il
terremoto. La tragedia trasformata nello show della ricostruzione
veloce del Piano Case, degli appartamenti già arredati e inaugurati in
favore di telecamera dal premier   con regolare bottiglia di spumante,
non c’è più.

La realtà parla di almeno 30 mila terremotati costretti a vivere
negli alberghi della costa o in sistemazioni provvisorie e delle new
town che si avviano a diventare quartieri dormitorio. Ora lo show
lascia il posto alla farsa, con Guido Bertolaso che, coraggiosamente,
parte e va nel capoluogo abruzzese a ritirare un premio dei “Lions”.
Lo ha annunciato con un comunicato diffuso a poche ore dalla
dichiarazione di Berlusconi il suo Dipartimento, precisando che il
sottosegretario ha comunque avvisato la Presidenza del Consiglio.

“Invece di cercare diversivi e di fare vittimismi, Berlusconi lasci
in pace la magistratura e si occupi di fare il suo dovere”, è il
commento di Pier Luigi Bersani. “In meno di due ore il   presidente
del Consiglio ha dato il meglio di sé e il peggio per il Paese. Siamo
di fronte ad una escalation di follia simile a quella del film Un
giorno di ordinaria follia”, scrive Antonio Di Pietro sul suo blog.
Per Luigi De Magistris per capire Berlusconi bisogna rivolgersi “agli
psichiatri o agli esorcisti”. “Oggi - spiega - il canovaccio folle ha
raggiunto il suo apice. Dopo aver accusato come sempre i giudici, dopo
aver minacciato la Rai trattandola come sua proprietà privata,
Berlusconi ha soffiato in modo irresponsabile sul fuoco del conflitto
sociale, offendendo tutti gli abruzzesi che sono doppiamente vittime:
dell’evento sismico e dello sciacallaggio tentato, a poche ore dalla
tragedia, da politici corrotti e imprenditori famelici, i quali hanno
rincorso la grande abbuffata speculativa sulle macerie di un dramma
umano. Gli stessi che se fosse stato in vigore il ddl sulle
intercettazioni   sarebbero restati ignoti all’attenzione pubblico-
mediatica e favoriti nell’impunità. Il premier stia tranquillo -
prosegue De Magistris - la popolazione abruzzese sa distinguere, nella
Protezione civile, chi spende tutto se stesso per offrire aiuto da
chi, invece, si presta ad operazioni immorali di speculazione sul
dolore sfruttando il suo ruolo apicale”.

Enrico Fierro

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