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Berlusconi è un traditore e scambia il parlamento per l'ufficio timbri

Von: Er (er...@libero.it) [Profil]
Datum: 08.06.2010 19:52
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Bavaglio, Berlusconi blinda il testo e attacca: «La sovranità
è in mano
ai magistrati»

Il ddl che limita l'utilizzo e la diffusione delle intercettazioni
telefoniche sarà approvato dalla Camera nella stessa versione che
uscirà
nei prossimi giorni dal Senato ed i parlamentari del Pdl saranno tenuti ad
attenersi e votare questa versione del ddl. Lo ha detto il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi al termine della direzione del Pdl, aggiungendo
che il testo verso il quale si sta andando non corrisponde in tutto a quanto
era nel programma del Pdl ed è il motivo per il quale lo stesso Cavaliere
ha annunciato di essersi astenuto sul nuovo testo nel corso della riunione
del partito di questa mattina.

«La direzione del Pdl ha votato unanimità - con una sola
astensione, la
mia - ed è vincolante per senatori e deputati», ha spiegato ai
giornalisti
Berlusconi aggiungendo che «la legge come uscirà dal Senato
sarà votata
alla Camera». Il presidente del Consiglio, arrivando all'assemblea di
Federalberghi, ha poi detto che «questa legge non adempie a tutte promesse
che avevamo messo nel nostro contratto [ovvero il programma elettorale] dove
la privacy era [considerata] inviolabile», ma «la lobby dei
giornalisti ha
impedito la privacy al 100%». Berlusconi ha quindi spiegato che con il
nuovo testo attualmente in discussione a palazzo Madama «abbiamo proibito
la pubblicazione delle intercettazioni sulla stampa e la tv. I giornali
potranno dire i fatti (emersi dalle intercettazioni), ma non potranno
riferire le parole».

«Iniziamo con questa legge che migliora le cose nel lungo cammino per il
nostro diritto alla libertà», ha detto poi Berlusconi parlando
all'Assemblea di Federalberghi del testo messo a punto dall'ufficio di
presidenza del Pdl. «La legge riduce a 75 giorni la possibilità
di
intercettare con possibili proroghe di 48 ore. Prima - aggiunge Berlusconi
scherzando - il tempo consentito per le intercettazioni era di tre anni. E
non era piacevole, se avevi quindici fidanzate, ritrovarti intercettate per
un tempo così lungo le telefonate intercettate con tutte e
quindici».

Alla Federalberghi il premier ha parlato a tutto campo. «La
sovranità non
è più nelle mani del popolo ma nelle mani di alcuni pm che
attraverso la
Corte costituzionale si fanno abrogare alcune leggi». L'architettura
istituzionale italiana è tale per cui il premier «ha pochi
poteri» e
questo riguarda anche l'iter delle leggi. «Se una legge - dice Berlusconi -
non piace ai pm di magistratura democratica vanno alla Corte costituzionale
e se la fanno abrogare».

Idv e Pd hanno abbandonato i lavori della commissione Giustizia dove si
esaminano gli emendamenti al ddl intercettazioni. La protesta deriva dal
fatto che le modifiche all'esame dei senatori, in realtà, sarebbero
già
superate dai nuovi emendamenti depositati dal relatore. La tensione sale,
dunque, in attesa che l'aula di palazzo Madama riprenda l'esame del ddl a
partire dalle 16.30.

Parole incendiarie «Sono parole rancorose e incendiarie, Berlusconi getta
benzina sul fuoco e dimostra, ancora una volta, la sua completa sfiducia
nella magistratura». Così la capogruppo del Pd nella commissione
Giustizia
della Camera, Donatella Ferranti commenta le dichiarazioni del presidente
del consiglio sull'inchiesta sulla Protezione Civile attivata dalla Procura
dell'Aquila. «Arrivare ad evocare il pericolo di spari in testa agli uomini
della Protezione civile è da irresponsabili e ha tutto il sapore di un
tentativo di influenzare le indagini. Con queste parole - conclude Ferranti
- Berlusconi manca di rispetto agli aquilani e a tutti i cittadini italiani
che aspettano con serenità ed equilibrio giustizia».


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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