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* LADRI D'ACQUA

Von: pirex (mokena@pakita.sus) [Profil]
Datum: 03.11.2009 21:24
Message-ID: <dk0Im.89336$1s6.5850@twister2.libero.it>
Newsgroup: it.politica it.media.tv
AMBIENTE
3/11/2009

La privatizzazione dell'acqua non si ferma

CARLO LAVALLE

Governo e maggioranza vanno avanti senza ripensamenti sulla strada della
privatizzazione dell'acqua. Sempre più privato e sempre meno pubblico.
La filosofia del decreto legge 135/09, che dopo l'approvazione del Consiglio
dei ministri approda dal 3 novembre nell'aula del Senato per la sua
conversione, continua ad essere questa.
La gestione dei servizi pubblici locali, compreso il servizio idrico, è
affare delle società private.

L'art. 15 della nuova normativa, che modifica l'art. 23Bis della legge
133/2008, appare tassativo. Gli affidamenti diretti alle società a totale
capitale pubblico (in house) potranno realizzarsi soltanto in via
eccezionale e dietro parere preventivo dell'Autorità garante della
concorrenza e del mercato.

Di contro, il metodo ordinario di conferimento dei servizi pubblici locali è
la gara e la società mista. In quest'ultimo caso, comunque, il partner
privato, individuato mediante procedura ad evidenza pubblica, dovrà essere
socio operativo con una quota di partecipazione non inferiore al 40%.

Secondo il governo il testo in discussione in parlamento rappresenta un mero
adeguamento della legge italiana alla disciplina comunitaria. Ma questa
interpretazione è fortemente contestata a livello locale.

Giorni fa la regione Puglia proprio richiamandosi alla legislazione europea
ha stabilito con una decisione senza precedenti l'avvio del processo di
ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese. A Bari il Presidente Vendola e
la Giunta regionale sono convinti che non sia l'Europa ad imporre all'Italia
la privatizzazione del servizio idrico.

Anzi, due diverse risoluzioni del Parlamento europeo affermano a chiare
lettere il principio che l'acqua è un "bene comune dell'umanità"
mentre gli
organismi dell'UE hanno a più riprese evidenziato che "alcune categorie di
servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza".

Pertanto, la gestione delle risorse idriche non deve necessariamente
sottostare alle regole del mercato interno e le autorità pubbliche
competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere "se
fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare
tale compito a un altro ente (pubblico o privato)".

Sulla base di queste premesse la Puglia avanza quindi la pretesa di
considerare l'acqua dei suoi cittadini non assoggettabile ai meccanismi di
mercato assumendo peraltro l'inziativa di impugnare l'art. 15 del decreto
governativo presso la Corte costituzionale in quanto lesivo dell'autonomia
regionale.

Questa posizione di aperto rifiuto della privatizzazione non è un fatto
isolato ma si diffonde e si consolida anche in altre zone del paese.

A Palermo sindaci e amministratori appartenenti al Coordinamento Regionale
degli enti locali per l'acqua bene comune e per la ripubblicizzazione del
servizio idrico, hanno presentato una proposta di legge regionale analoga a
quella pugliese.

A Caserta invece è stato proclamato il diritto all'acqua come diritto umano
definendo privo di rilevanza economica il servizio idrico integrato.

Stessa storia in molti altri comuni italiani come Roccapiemonte, Prevalle,
Fiorano Modenese, Napoli, Corchiano, Pietra Ligure, Povegliano Veronese,
Sommacampagna, Fumane che hanno già inserito nel loro Statuto un articolo a
protezione dell'acqua intesa come bene comune pubblico.

Brutte notizie per la coalizione governativa che prevedeva forse di poter
archiviare senza troppe difficoltà il dossier privatizzazione.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blogQ&ID_artic
olo86&ID_sezionev&sezione=Ambiente



Esistono in Italia i "ladri d'acqua"?

Ma certo che esistono i ladri d'acqua!
Sono coloro che permettono al privato di entrare nella gestione totale
dell'acqua.
Ripeto che non si può guadagnare sull'acqua perché è un bene
pubblico.
Occorre pagare quanto è necessario per l'erogazione del servizio a tutti.
Ma i costi devono essere abbattuti al minimo.
Essendo l'acqua come l'aria un bene primario, fondamentale, prezioso per
l'uomo,
la parola privatizzazione non si può neanche menzionare!

http://www.peacelink.it/mosaico/a/15721.html




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