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Caso Dell'Utri- Berlusconi, presto in aula la verità del pentito Spatuzza. Gli italiani hanno votato MAFIA da 15 anni senza saperlo

Von: Nicola Biondo (er...@libero.it) [Profil]
Datum: 21.11.2009 15:30
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Caso Dell'Utri-Berlusconi, presto in aula la verità del pentito Spatuzza
di Nicola Biondo

La data è stata fissata. Gaspare Spatuzza, il pentito che ha riaperto il
processo d’appello contro Marcello Dell’Utri, sarà sentito il
prossimo
4 dicembre. Non a Palermo ma, per motivi di sicurezza, a Torino. Il
Procuratore generale Gatto ha anche chiesto che venga sentito un altro
pentito, Salvatore Grigoli, uno dei più spietati killer di Cosa nostra, reo
confesso, tra l’altro, dell’omicidio di don Pino Puglisi, il coraggioso
parroco di Brancaccio assassinato nel settembre del 1993. Le stragi del 1993
Così il processo Dell’Utri si incrocia sempre più con
l’inchiesta sui
mandanti esterni delle stragi del 1993. Un’inchiesta che, archiviata nel
1998, vedeva indagati Silvio Berlusconi (definito «Autore uno»)
e Marcello
Dell’Utri («Autore due)».

Tra i 29 nuovi verbali - è un’altra delle novità del
processo - che il
Procuratore generale ha messo agli atti ci sono infatti quelli di alcuni
degli organizzatori ed esecutori della strage avvenuta a Firenze in via dei
Georgofili (Cosimo Lo Nigro, Pietro Romeo, Giovanni Ciaramitaro, i boss
Filippo e Giuseppe Graviano) e quello del confronto tra Giuseppe Graviano e
Spatuzza.

A proposito di Pietro Romeo, i magistrati fiorentini nel 1998 sottolineavano
che «le sue dichiarazioni appartengono alla categoria della chiamata in
correità a carico di «Autore Uno», aggiungendo che
il pentito aveva
«trasceso il livello delle responsabilità inerenti la fase
organizzativa
dei reati per attingere quella del concorso morale». Anche Grigoli,
l’altro pentito che il Pg vorrebbe chiamare sul banco dei testimoni, è
stato già sentito a proposito dei mandanti a volto coperto delle stragi
compiute dalla mafia fuori dalla Sicilia. Nel settembre 1997 disse di essere
a conoscenza di un politico legato a Cosa nostra rifiutandosi però di farne
il nome. Ma, il 5 novembre scorso, davanti ai magistrati della procura di
Firenze, Grigoli il nome lo ha fatto, ed è stato quello di Dell’Utri.
Anche se non si sa con riferimento a quali circostanze. Grigoli oggi afferma
che le bombe di Firenze, Milano e Roma e la mancata strage allo stadio
Olimpico avevano lo scopo di «far scendere lo Stato a patti».

La sua fonte è Nino Mangano, lo stalliere di Arcore: «Mangano mi
disse che
i Graviano avevano un canale diretto con Dell'Utri… era l’epoca
delle
stragi… Dopo le elezioni (1994) tutti confidavamo in Berlusconi e si
diceva che solo lui ci poteva salvare».

Grigoli conferma così il racconto di Gaspare Spatuzza sui rapporti tra i
fratelli Graviano, mandanti delle bombe, e i due fondatori di Forza Italia:

«I Graviano mi dissero: “abbiamo ottenuto quello che volevamo,
abbiamo il
paese in mano, abbiamo persone serie e affidabili…”».
Le persone
affidabili erano - per Spatuzza - Berlusconi e il “compaesano”
Dell’Utri.

Le domande di Grigoli Ma perché Grigoli solo oggi racconta queste cose?
«Nelle mie dichiarazioni ho sempre detto la verità.
Però una cosa è
parlare di un omicidio, fornendo tutti i riscontri, altra cosa è parlare di
queste tematiche. In sostanza ho sempre temuto che affermazioni come quella
che ho fatto oggi potessero finire con il fare mettere in dubbio tutte le
mie precedenti dichiarazioni».

Il file investigativo della procura di Firenze Dell’Utri prova a
rispondere ad una domanda: il dinamismo stragista di Cosa nostra e quello
politico di Berlusconi e dell’Utri, datati entrambi 1993, hanno punti di
contatto? La sentenza di archiviazione del 1998 sui mandanti esterni afferma
che «i soggetti (Berlusconi e Dell’Utri ndr ) hanno intrattenuto
rapporti
non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il
progetto stragista» e conclude con questa considerazione a proposito
dell’ipotesi investigativa: essa «ha incrementato la sua
plausibilità,
anche se non si è trovata conferma ai racconti dei pentiti».

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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