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I casalesi dicono la loro sulla vicenda rifiuti

Von: delinus (delinus@msn.com) [Profil]
Datum: 01.06.2008 20:03
Message-ID: <1436e6e6-67f4-4855-b90e-fa4538550c04@k30g2000hse.googlegroups.com>
Newsgroup: it.politica
Delitto nella roccaforte dei Casalesi,
ucciso un collaboratore di giustizia
Michele Orsi, 47 anni, assassinato a Casal Di Principe. Era stato
coinvolto nello scandalo del Consorzio Eco4

NAPOLI - Colpire chi collabora. Punirlo con una raffica di proiettili,
in modo da chiudergli la bocca. E, soprattutto, fare in modo che gli
altri comprendano la «lezione». Dopo gli arresti e i pentimenti degli
ultimi tempi, i "Casalesi" - una delle cosche più potenti d'Italia,
finita sotto i riflettori grazie anche al libro "Gomorra" di Roberto
Saviano - vanno avanti con la linea dura. Qusella del sangue. Dopo il
fallito agguato alla nipote di Anna Carrino (l'ex «lady camorra» che
in un'intervista tv aveva chiesto all'ex marito, un boss della
malavita, di pentirsi), a cadere sotto il fuoco di due sicari stavolta
è Michele Orsi, 47 anni, assassinato in un agguato camorristico a
Casal di Principe. L'uomo stava camminando da solo in piazza Dante, in
pieno centro, quando sono arrivati i sicari che hanno esploso alcuni
colpi di pistola uccidendolo sul colpo. Secondo una prima
ricostruzione, Orsi era rientrato all'ora di pranzo per poi uscire di
casa poco dopo, con l'intento di raggiungere il vicino bar dove
avrebbe dovuto acquistare delle bibite. Sul posto, dopo quella che il
capitano dei carabinieri Alfonso Pannone ha definito
«un'esecuzione» (ascolta l'audio), si sono radunate decine di persone
mentre molte altre si sono affacciate ai balconi dei palazzi vicini.

SALTO DI QUALITA' - Per il procuratore aggiunto di Napoli Franco
Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia,
l'omicidio di Orsi rappresenta un «salto di qualità della strategia
dei Casalesi di attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i
clan». Anche Legambiente lancia l'allarme: «Non era mai successo. In
quindici anni che studiamo il fenomeno dell'ecomafia nessuno aveva
osato tanto. La Rifiuti s.p.a è uno degli anelli centrali degli affari
dei "Casalesi" e l'agguato mortale di oggi ne è la dimostrazione. Per
la prima volta ucciso un pentito di ecomafia che stava facendo luce
sugli affari politici criminali che girano intorno al 'sistema' dei
rifiuti che solo in Campania determina un giro d'affari pari 600
milioni di euro annuo». Il legale di Orsi racconta che in due mesi,
più volte, aveva chiesto protezione per il suo assistito, alla Dda di
Napoli e ai carabinieri di Casal di Principe, segnalando i timori di
possibili ritorsioni da parte della camorra. La richiesta, però, non è
stata accolta. «Sono senza parole - dice l'avvocato Carlo Destavola -
difendo Michele Orsi da anni. Mi rendo conto che ogni volta che
andavamo a questuare perché fosse attribuita una qualsiasi forma di
tutela a Orsi, non c'erano molte persone ad ascoltare». La vittima, in
passato, aveva subito diversi 'avvertimenti': «L'ultimo mentre il
figlio rientrava a casa, a tarda sera, durante le festività pasquali:
furono esplosi alle sue spalle dei colpi di fucile, che presero però
il portone di casa». Un episodio che il legale mise in relazione a una
«campagna stampa» di un quotidiano casertano, che pubblicò «ampi
stralci degli interrogatori» dell'imprenditore nell'ambito
dell'inchiesta in cui era stato coinvolto insieme con esponenti di
clan camorristici.

COLLABORATORE - La vicenda riguardava lo scandalo del Consorzio Eco 4,
attivo nello smaltimento dei rifiuti in diversi comuni del basso
casertano. Arrestato lo scorso anno insieme con altri dirigenti della
società, l'imprenditore stava collaborando con gli investigatori. Ed è
proprio per questo motivo che gli inquirenti pensano che l'uccisione
possa rientrare nella strategia dei vertici dell'organizzazione
camorristica casalese, che sta cercando di dissuadere chi intende
collaborare con gli organi di giustizia. Orsi aveva testimoniato nei
mesi scorsi nel processo che vede imputati alcuni imprenditori, fra
cui Giuseppe Diana e Giuseppe Valenti, entrambi detenuti e coinvolti
in una inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti. L'imprenditore aveva
risposto alle domande del giudice durante l'udienza preliminare, e
aveva fatto dichiarazioni accusatorie, ricostruendo il sistema
politico-camorristico dietro lo smaltimento dei rifiuti in Campania.
Tra l'altro Orsi avrebbe dovuto deporre giovedì prossimo in un altro
processo, sempre sulle irregolarità dello smaltimento dei rifiuti, i
cui imputati sono però a piede libero. Tra loro figura anche l'ex
presidente della Commissione di vigilanza Rai, Mario Landolfi,
accusato di corruzione aggravata dall'avere agevolato l'organizzazione
mafiosa.

AGGUATO CARRINO - L'omicidio Orsi segue l'agguato fallito, avvenuto
venerdì a Villaricca (Napoli), dove un commando ha ferito Francesca
Carrino, nipote di Anna Carrino, compagna pentita del boss Francesco
Bidognetti, uno dei capi storici dei 'Casalesi'. Ma forse, in quel
caso, l'obiettivo era la madre della giovane, sorella di Anna Carrino.

LA VIOLENZA DEI CASALESI - Questi due episodi sono solo gli ultimi di
una campagna avviata negli ultimi mesi dai Casalesi contro chiunque si
metta di traverso: il 2 maggio a Castelvolurno fu ucciso Umberto
Bidognetti, colpevole solo di essere il padre del pentito Domenico,
mentre il 16 maggio a cadere sotto i colpi dei killer fu
l'imprenditore Domenico Noviello, testimone di giustizia, che nel 2001
aveva trovato il coraggio di denunciare gli autori di un'estorsione ai
danni della sua azienda.


01 giugno 2008

da: www.corriere.it

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