Libera mafia in libero stato.
Von: Galtjust (196961977@tiscalinospam.it) [Profil]
Datum: 12.05.2008 01:30
Message-ID: <g07viv$900$1@aioe.org>
Newsgroup: it.politica
Datum: 12.05.2008 01:30
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Gli interventi di Travaglio alla trasmissione di Fazio hanno prodotto una meravigliosa, scompostissima reazione da parte di quei due falsi partiti che dominano oggi la politica italiana, in vera e propria ossequiosa esecuzione del programma della P2. Attacchi a Travaglio, uno dei pochi veri giornalisti italiani, arrivano dal falsocentrodestra e dal falsocentrosinistra, a dimostrazione del fatto che è possibile coalizzarsi verso i nemici comuni. Travaglio è evidentemente un nemico comune dei partiti che oggi governano l'Italia. La mafia, evidentemente, va ormai lodata anche pubblicamente. Trovate qui le tre parti dell'intervento di Travaglio da Fazio: http://youtube.com/watch?v=YIv_8e2FiwQ&feature=related http://youtube.com/watch?vŸIAUaUyEgc&feature=related http://youtube.com/watch?v=6VrdfV0Q34o&feature=related Qui invece l'intervista fatta dal Corriere a Travaglio, intervista che qui sotto trascrivo: http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuidÏ77d54e-1f5a-11dd-b397-0 0144f486ba6 Travaglio: "Io ho detto due frasi, ho detto che Schifani aveva degli amici mafiosi... Anzi, sono stato troppo buono, perché Schifani non aveva solo amicizia: era socio d'affari del signore che è stato condannato come capo della mafia di Villabate e di un altro signore che è stato condannato perché era il re degli appalti mafiosi di Riina e Provenzano. Sono due cose assolutamente documentate, scritte nel mio libro, scritte nel libro di Lirio Abbate e di Peter Gomez". Giornalista: "Il senatore Gasparri dice che Schifani ha avuto a che fare con persone che diciotto anni dopo sono state indagate. Tu trai conclusioni arbitrarie. E, dice, ci saranno conseguenze politiche". Travaglio: "Ci saranno conseguenze politiche? Fanno dimettere Schifani? Era ora". Giornalista: "Il direttore di rai3 anche si è dissociato". Travaglio: "Beh, questo per me è un onore. Se si fosse associato un signore che è abituato a censurare la gente e a chiudere programmi come RaiOt mi sarei preoccupato. E' bene che si dissocino, sono felice. E' una medaglia". Giornalista: "Anche dal Partito Democratico Anna Finocchiaro dice che in questo caso però è bene avere un contraddittorio, non si possono lanciare accuse senza un contraddittorio. Tu cosa... come rispondi a questa critica?" Travaglio: "Io non lancio nessuna accusa, io faccio cronaca. Quelli sono fatti. Dopodiché io non prendo ordini dalla Finocchiaro". Giornalista: "Temi adesso che la rai non ti inviti più, temi delle ritorsioni?" Travaglio: "Ma io non temo niente, facciano quello che vogliono, a me non me ne importa un fico secco. I fascistelli di destra e di sinistra e di centro ancora non mi hanno detto che cosa c'è di falso in quello che ho detto ieri sera. Perché è l'unica cosa che non possono dire, visto che quello che ho detto è vero". Travaglio ha commesso un reato terribile: raccontare i fatti in televisione. Questo è un reato che in Italia si paga, e si paga caro. Travaglio è libero di scrivere quel che vuole (e infatti nessun politico ha reagito come un cane idrofobo nel momento in cui è uscito il libro in cui questi rapporti di Schifani vengono documentati. Tanto lo leggono soltante poche migliaia di persone, quel libro), ma non deve e non può parlarne dal giocattolo creaconsenso in mano ai nostri politici, altrimenti poi magari in qualche elettore rischia di farsi strada per davvero il sospetto che ci sia, di fondo, qualche cosa che dopotutto non va. Si farà tanto per cambiare in modo di non far più mettere piede in tv a Travaglio, guardandosi bene dal rispondere nel merito, sui fatti da lui raccontati, aggredendolo e riuscendo addirittura a non fare nemmeno riferimento a quel che ha detto. L'obiettivo è quello di far passare nella testa degli italiani che Travaglio ha offeso Schifani, la seconda carica dello stato, e che questo è un ignobile attacco alle istituzioni. L'attacco alle istituzioni, in realtà, è sistematicamente messo in atto da chi mette sul piedistallo della seconda carica dello Stato un personaggio che è stato socio d'affari di mafiosi. SOCIO D'AFFARI DI MAFIOSI. SOCIO D'AFFARI DI MAFIOSI, CAZZO. La battaglia dobbiamo combatterla anche noi. Attivamente, giorno dopo giorno, dobbiamo cercare di non abituarci a questa situazione. Dobbiamo sforzarci di non permettere al contesto di apparirci normale. Perché non è normale. Sarò fuori moda, ma per quanto mi riguarda io continuo a resistere. -------------------------------- www.galtjust.splinder.com[ Auf dieses Posting antworten ]
