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L'angelo testimonial di ALEMANNO ha precedenti...

Von: Federico Degni Carando® (degnicarando@pobox.com) [Profil]
Datum: 26.04.2008 22:37
Message-ID: <67hi3qF2o0fi7U3@mid.individual.net>
Newsgroup: it.economia.borsa it.politica
http://dagospia.excite.it/articolo_index_39954.html


GIORNATA (LA) STORTA - L’ANGELO TESTIMONIAL DI ALEMANNO HA PRECEDENTI
PENALI (DROGA) E UN FIGLIO IN GALERA - L’ALTRO ANGELO SALVATORE SENTITO
OGGI DAL PM: DEPOSIZIONE SECRETATA - QUEGLI INCONTRI “CASUALI”
ALL’OSPEDALE…


1 - SENTITO DAL PM IL SECONDO TESTE
Repubblica.it - Lunga audizione (quasi tre ore) in procura a Roma per
Massimiliano Crepas, l'uomo che, assieme all'amico Bruno Musci, ha
denunciato lo stupro compiuto la sera del 16 aprile dal rumeno Ioan Rus
ai danni di una studentessa universitaria del Lesotho nei pressi della
stazione La Storta.

Come quella di Musci, anche la deposizione di Crepas, resa questa
mattina davanti al sostituto procuratore Maria Monteleone (affiancata al
pm Erminio Amelio) è stata secretata. Una decisione adottata dal
magistrato per evitare che il racconto di Crepas finisca subito nel
circuito mediatico finendo per rendere pubblici elementi importanti
delle indagini e anche per impedire eventuali strumentalizzazioni.

A partire dalla prossima settimana i due magistrati effettueranno il
sopralluogo per ricostruire la dinamica dell'aggressione e capire come
sia stata soccorsa la giovane, violentata e raggiunta da una coltellata
a un fianco. Dai primi accertamenti è emerso che la pattuglia dei
carabinieri intervenuta sul posto, stava effettivamente transitando per
caso quella sera nella zona della Storta e che, sempre per una fortuita
coincidenza, si è imbattuta in Musci e Crepas.

Dopo aver visto la ragazza africana in balia del rumeno, i due amici
avrebbero avuto l'intenzione di allontanarsi per evitare coinvolgimenti
ma, una volta incontrati i militari, hanno deciso di dare l'allarme.

In attesa dello svolgimento della perizia psichiatrica chiesta dalla
difesa dell'indagato (atto che solo dopo il 14 maggio consentirà
l'interrogatorio di Rus), i pm stanno verificando se corrisponda al vero
che la moglie del rumeno sia tornata in patria in pullman la mattina del
16 aprile per festeggiare la Pasqua ortodossa o se il suo rientro
nasconda qualche altra ragione. E anche i familiari della coppia,
residente a Roma, potrebbero essere sentiti nei prossimi giorni dagli
investigatori.

2 - QUEGLI INCONTRI “CASUALI” ALL’OSPEDALE…
Carlo Bonini per “La Repubblica”

Cosa è accaduto esattamente la sera del 16 aprile nella macchia che
circonda la stazione di La Storta? Ma, soprattutto, cosa è accaduto
nelle ore e nei giorni immediatamente precedenti e successivi? La
procura della Repubblica di Roma - è notizia di ieri - raddoppia i
pubblici ministeri incaricati dell´istruttoria (a Erminio Amelio
è stata
affiancata Maria Monteleone) sulla violenza e il tentato omicidio della
ragazza sudafricana e ne secreta gli atti.

Atto formalmente neutro, utile a proteggere l´accertamento dei fatti,
ma, al tempo stesso, rivelatore di come, in soli sette giorni, lo "spin"
della campagna elettorale dell´uno e dell´altro schieramento
abbia
lavorato a tal punto in profondità sugli eventi di quella notte da
metterne in discussione, se non la sostanza (incontrovertibile),
l´architettura, l´uso e la rappresentazione che ne sono stati
offerti.

Per afferrare dunque il bandolo di quanto è sin qui accaduto, per
discernere i fatti dalle suggestioni, è necessario rimettere insieme i
pezzi certi di questa storia e le mosse documentabili dei suoi
protagonisti. Quelli sin qui noti e quelli sin qui taciuti.

Mercoledì 16 aprile. Una studentessa sudafricana scende intorno alle 21
da un autobus che ferma alla stazione di La Storta (periferia nord di
Roma). Viene avvicinata da un uomo, Joan Rus, romeno di 37 anni, che,
minacciandola con un coltello, la costringe ad appartarsi in un terreno,
dove le usa ripetutamente violenza, prima di sferrarle una violenta
coltellata all´addome. Il romeno è disturbato alle 22.30
dall´arrivo di
una pattuglia dei carabinieri, che è stata allertata da due uomini.
Viene arrestato. La ragazza viene ricoverata con prognosi riservata
all´ospedale San Filippo Neri.

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La notizia viene taciuta fino alle 14 di sabato 19 aprile, quando, dopo
la convalida dell´arresto del romeno, è il comando del nucleo
provinciale a darne conto, evitando di indicare sia le generalità della
vittima che quelle dei testimoni del fatto, ma offrendo una suggestione:
«L´episodio ricalca fedelmente la drammatica vicenda di Giovanna
Reggiani».

Il fatto non presenta né allora, né oggi, alcun dubbio. La
ragazza è
stata violentata. La ragazza ha rischiato di morire per il colpo che ha
ricevuto. Joan Rus è il suo carnefice. Non ha avuto complici
nell´aggressione.

Poi i due uomini che hanno allertato i carabinieri decidono di mettersi
al centro della scena. Uno si chiama Massimiliano Crepas. L´altro, che
appare il più loquace, è tale Bruno Musci. Ha 53 anni, fa il
meccanico,
ha cinque figli. Ha precedenti per spaccio di stupefacenti e rissa, e
anche due dei suoi ragazzi, Marco e Roberto, navigano in acque agitate
(uno di loro è detenuto). Domenica 20 aprile, Musci è al San
Filippo
Neri dove, dice, è andato a far visita al fidanzato della figlia. Dove -
sostiene - casualmente scopre essere ricoverata la ragazza sudafricana.
E dove - sostiene ancora - altrettanto casualmente, incontra Barbara
Bardelli, candidata nella lista della Rosa Bianca di Mario Baccini.

Il giorno successivo, lunedì 21 aprile, Bruno Musci è sullo sfondo
della
stretta di mano che sigilla l´apparentamento elettorale e la firma del
patto per la legalità tra Baccini e Alemanno (la foto viene pubblicata
dal "Messaggero"). Sempre lunedì 21, mentre Gianni Alemanno si
presenta
non annunciato al nucleo provinciale dei carabinieri, per una visita di
cortesia che mette in imbarazzo il comando e costa una denuncia alla
procura militare, Musci è ospite di ogni rete televisiva che offra un
microfono. Fa visita alla ragazza sudafricana in ospedale, e, ripulito
dalla parte meno presentabile della sua biografia di cittadino, viene
battezzato l´"angelo salvatore" di una vicenda che così
racconta:

«Passavamo di lì per caso quando io e il mio amico abbiamo visto
una
donna in mutandine e reggiseno. Non ho realizzato subito. Poi mi sono
accorto che c´era un uomo che con un braccio copriva la bocca della
ragazza. All´inizio abbiamo avuto paura e siamo saliti in macchina,
quando ci siamo resi conto della gravità di quanto stava accadendo
abbiamo avvisato i carabinieri che con una pattuglia transitavano nelle
vicinanze. Siamo ritornati sul posto con i militari e abbiamo trovato la
ragazza, con un taglio profondo all´addome. L´uomo scappava ma
è stato
raggiunto dai carabinieri».

Mercoledì 23 aprile, lo spin della campagna di Alemanno viene investito
da un controspin. Una e-mail a firma Mario Di Carlo, consigliere
regionale del Pd, allaga le caselle postali delle redazioni dei giornali
e delle tv. Finisce sul sito "Dagospia". Segnala che il romeno è
difeso
da avvocati di fiducia che non può permettersi e per giunta di destra.
Invita a rintracciare la foto di Musci alla stretta di mano
Alemanno-Baccini. L´interessato, Di Carlo, si dice indignato. Racconta
di aver spedito quella mail a due amici che ne avrebbero poi fatto un
uso sconsiderato.

Le domande si moltiplicano: perché i carabinieri hanno taciuto la
notizia per tre giorni? Perché gli avvocati di Rus hanno chiesto una
perizia psichiatrica che, di fatto, rende impossibile di qui alle
prossime settimane il suo interrogatorio? Esistono risposte. I
carabinieri spiegano di aver taciuto la notizia finché è stato
possibile, sia per individuare possibili complici, sia per l´impegno al
rispetto della privacy assunto con i genitori della ragazza, una coppia
di diplomatici.

Gli avvocati di Rus (Antonio Sansoni e Francesco Saverio Pettinari, già
nello studio di Wilfredo Vitalone) riferiscono di essersi trovati per
caso nel processo (Sansoni, un civilista, avrebbe conosciuto Rus in
occasione di un trasloco) e di aver chiesto la perizia perché il romeno
disturbato lo sarebbe davvero.

Ma non basta. Soprattutto perché, in quelle ore, una commerciante romena
che conosceva Rus si presenta in Procura, riferendo di aver raccolto
voci nella comunità secondo cui, quel tipo «avrebbe fatto di
tutto per
soldi. Anche qualcosa che potesse screditare la comunità
stessa».

La febbre dunque sale. Anche perché Musci, interrogato in Procura,
ammette di essere andato un po´ a mano libera nelle interviste che ha
rilasciato. Riferisce del suo incontro con la Bardelli, della decisione
di farsi testimonial della campagna del centro-destra. Spiega,
soprattutto, che la sera della violenza, fu soltanto l´insistenza
dell´amico a convincerlo a tornare sul luogo dell´aggressione. E
che,
comunque, una volta tornati sul posto, la decisione fu comunque di non
intervenire. Di chiamare il 112 e andarsene, prima di incontrare
casualmente una pattuglia dei carabinieri.
Oggi, in Procura, verrà interrogato Massimiliano Crepas (assente a una
prima convocazione perché malato).


Dagospia 26 Aprile 2008

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