Il concetto USENET di moderazione
Von: Gruppo Coordinamento NEWS-IT (gcn@news.nic.it) [Profil]
Datum: 14.06.2008 04:47
Message-ID: <moderaz-faq-1-1213411622@attila.bofh.it>
Followup-to: it.news.moderazione
Newsgroup: it.news.moderazione it.news.aiuto it.news.gruppi it.faq
Datum: 14.06.2008 04:47
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Posting-Frequency: posted on the 14th of each month Filosofia della moderazione Usenet Il concetto di moderazione pervade Usenet, a torto o ragione, e non sempre tutti sono d'accordo su cosa essa sia in realtà. Anzi, diciamola tutta: ciascuno ha un'idea differente del suo significato, e va così a finire che iniziano discussioni su discussioni. Non che ci sia nulla di male: il vero guaio è che queste discussioni generalmente non terminano più! Questo testo cerca di mettere una volta per tutte in chiaro il pensiero "filosofico" del GCN a proposito della moderazione. Come sempre, nessuno di noi pretende che queste elucubrazioni siano la verità assoluta e immutabile: però dovreste ricordarvi che Usenet è un'anarchia dittatoriale, e nel nostro orticello (it.*, appunto) i dittatori siamo noi. Insomma, nei gruppi it.* questa è la verità assoluta: non è necessariamente immutabile, ma non contate su possibili cambiamenti. Moderazione = censura. Sì, ma... Diciamolo subito, per sgombrare il campo da eventuali sofismi: sappiamo bene che la moderazione, intesa in senso Usenet, è una forma di censura. Ma questo è implicito nel concetto di moderazione: che cioè una o più persone decidano quali degli articoli che sono inviati a un gruppo di discussione siano visionati da tutti. Se esiste una possibilità di scelta, è ovvio che ci sarà anche la possibilità che qualche articolo non venga approvato... cioè, venga censurato. Se, tanto per fare un esempio, abbiamo un gruppo dedicato alla presentazione di sonetti, e qualcuno prova a postare la solita catena di Sant'Antonio "Make Money Fast" (una delle 100 copie identiche che appaiono ogni giorno, non una versione ad hoc in forma di sonetto!), penso che il 99.9% della gente concordi che in questo caso la censura... pardon, la moderazione sia una buona cosa: l'unico a non essere d'accordo è probabilmente chi l'articolo l'ha spedito! Ma sappiamo tutti che in pratica non capitano sempre esempi così chiari: capita spesso che il moderatore sia un ducetto, che approva o rifiuta articoli a seconda se chi li ha scritti gli è simpatico oppure antipatico. E questo non è bello, direbbero quasi tutti: di nuovo, tranne gli amici del moderatore. Come comportarsi con la moderazione A volte è possibile trovare dei criteri oggettivi per stabilire se un articolo è approvabile oppure no: nell'esempio sopra, è facile stabilire se un testo è un sonetto oppure no. Il GCN ha fatto delle scelte di questo tipo sull'intera gerarchia it.*: vengono automaticamente cancellati gli attachment nei gruppi non it.binari.* (un attachment è riconoscibile perchè viene salvato in formato base64, uuencode oppure BinHex), ed è stato stabilito che messaggi in crosspost che abbiano più di tre gruppi come followup verranno anch'essi cancellati. Vediamo ora alcune scelte logicamente percorribili da utilizzare per i casi soggettivi, in modo da trovare d'accordo la maggior parte delle persone. La soluzione più manichea consiste nell'abolire completamente la moderazione: chiunque può scrivere qualunque cosa ovunque egli voglia. I gruppi alt.* sono nati in fin dei conti così, anche se adesso alcuni di essi sono moderati. Un'altra soluzione è istituire una sorta di giudizio di secondo grado. Se qualcuno trova che l'operato di un moderatore è ingiusto, il caso viene portato a un livello superiore, di coordinamento, che decide il da farsi: se i reclami sono fondati, il moderatore può essere rimosso dall'incarico. Questo capita ad esempio in Fidonet; qualcosa di simile succede anche nella gerarchia net.* (Usenet II), dove ai siti che non rispettano le regole della gerarchia viene direttamente tolta la connessione col resto della rete (anche se questo è facilitato dal fatto che molte di queste regole sono facilmente verificabili in maniera oggettiva). Entrambe le soluzioni sono perfettamente accettabili: scegliere una o l'altra dipende dalla filosofia che si vuole adottare. Nel primo caso, si vuole rispettare alla lettera la libertà di espressione, e per salvaguardare il principio si accetta che qualcuno possa abusare di questa libertà; nel secondo, si parte dal principio che la libertà di espressione rimane a livello più generico, ad esempio la gerarchia tutta, e si sposta l'attenzione dal singolo moderatore al gruppo di controllo. La speranza è naturalmente che tale gruppo sia sufficientemente carismatico per essere visto come super partes. La posizione del GCN La soluzione che abbiamo deciso di usare per i gruppi moderati della gerarchia it.* è ancora diversa, e la potremmo definire del "lasciar fare". In pratica, non ci curiamo di quali sono le scelte del singolo moderatore: in un certo senso, diciamo che subappaltiamo loro un pezzo del nostro orticello. Tutto quello che controlliamo è che il manifesto del gruppo concordi con nome e titolo, gli unici dati per così dire "ufficiali". In realtà, questo sistema non è tutta quella novità: nelle gerarchie principali mondiali, in effetti, capita proprio così. Tale scelta ci permette di evitare la fatica di giudicare l'operato del moderatore: il guaio è che occorre decidere cosa fare fare quando il moderatore si mette contro buona parte dei possibili partecipanti al "suo" gruppo, il che non è bello per la gerarchia tutta. Di nuovo, noi non facciamo nulla per conto nostro: ci limitiamo a lasciare possibile, con le solite regole della gerarchia it.*, che venga creato un gruppo sullo stesso argomento non moderato, oppure moderato da altre persone. Sappiamo certo che questa non è la soluzione ideale: si rischia di dividere in più fazioni gli interessati a un certo argomento. D'altra parte, pensate forse che se la situazione è degenerata a tal punto da richiedere due newsgroup paralleli, ci sia tutta quella possibilità di dialogo tra i due gruppi? In realtà, se il proponente di un gruppo moderato vuole essere democratico ad ogni costo, una soluzione c'è: scrivere un manifesto per il gruppo che preveda minuziosamente il comportamento del moderatore, e dia esplicitamente al GCN il ruolo di arbitro in caso di problemi. In tal caso, il GCN si impegna a verificare che il manifesto sia rispettato: non vale più la regola che il manifesto può essere modificato dal moderatore a piacere. Moderatore avvisato... Una soluzione meno drastica ma applicabile con maggior facilità è quella di definire un gruppetto di moderatori, insieme a una procedura per accettarne di nuovi e "licenziare" chi va contro la maggioranza. Questa "moderazione per comitato" è già usata in alcuni gruppi delle Big 8: non protegge dal rischio dell'avere due fazioni in lotta, ma perlomeno limita i danni fatti dai moderatori impazziti. In ogni caso, il miglior moderatore è quello che riesce a conquistarsi la fiducia di chi frequenta il gruppo. Spesso non è così difficile: basta pensare due volte prima di fare una scelta... versione 1.02 - 9 maggio 1998, .mau.[ Auf dieses Posting antworten ]
