Fini, il compagno rosso nel PDL? [articolo di risposta agli attacchi di Feltri su "fare futuro"]
Von: L (parmenide_2002@yahoo.it) [Profil]
Datum: 06.11.2009 12:02
Message-ID: <4AF40225.5C39A7E6@yahoo.it>
Newsgroup: it.media.tv it.politica it.cultura.filosofia
Datum: 06.11.2009 12:02
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I fatti: Feltri tenta l'ennesimo attaco a Fini: il link all'articolo originale: http://www.ilsussidiario.net/rassegna/2009/novembre/05112009primepagine.pdf La risposta di Feltri (oggi): http://www.ilgiornale.it/interni/fini_querela_feltri_berlusconi_visioni_diverse/politica-f ini-feltri-querela-avvocato_bongiorno-giornale/16-09-2009/articolo-id82850-page=0-comments =1 La risposta di Fare Futuro: dalla home page del web magazine: http://www.ffwebmagazine.it/ffw/default.asp all'articolo specifico: http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art'15&Cat=1&I=immagini/Foto %20D-F/feltri_int.gif&IdTipo=0&TitoloBlocco=Il%20Corsivo&Codi_Cate_ArtiD&P age=1 ++ cit on ++ Una battaglia politica eccentrica e pericolosa Caro Feltri, una ragione ma tanti, troppi errori di Alessandro Campi Questa volta – ma solo questa volta – Feltri ha ragione. Lo dico non da direttore scientifico della Fondazione Farepassato (pardon, Farefuturo), ma da antico tifoso del Cagliari. Sono nato a Catanzaro, vivo a Perugia, ma essendo del ’61 sono di quelli che hanno cominciato ad amare il calcio grazie a Gigi Riva, Angelo Domenghini, Pierluigi Cera e, appunto, il mitico Comunardo Niccolai (sul quel suo nome d’antica matrice massimalista, che sarebbe piaciuto a Bombacci e Mussolini, si potrebbe scrivere un saggio, ma un’altra volta). Ancora oggi, specie a chi è più giovane, devo stare sempre spiegare come uno nato in Calabria e che vive in Umbria possa tenere per la squadra di un’isola lontana e triste (a proposito: che bella che era quella casacca bianca ornata di rossoblu sul colletto che indossavano i cagliaritani. Le loro figurine erano le più eleganti di tutto l’album Panini). Rispondo sempre che non essendo Veltroni - che per ingraziarsi i romani quand’era sindaco arrivò ad abiurare la sua fede juventina - la scelta calcistica fatta in gioventù non la rinnegherò mai, anche se di soddisfazioni non ne ho più avute. Ma i ricordi di quegli anni mitici, per chi li ha vissuti, bastano e avanzano. E, dunque, ha ragione Feltri (ma solo su questo): pur con tutti gli autogol realizzati da Niccolai (talmente belli e fantasiosi da essere comunque passati alla storia del calcio: il più inverosimile lo realizzò al novantesimo di una partita che stavamo vincendo 2 a 1 in trasferta a Catanzaro, proprio nella metà città natale) quel Cagliari fu in effetti grandissimo: arrivò secondo nel 1968-69, vinse lo scudetto nel 1969-70 (con Enrico Albertosi che in tutta la stagione incassò solo undici reti: un record rimasto ineguagliato per i campionati a sedici squadre), arrivò quarto nel 1971-72. Soprattutto, quel Cagliari offrì l’ossatura nella Nazionale ai Mondiali del Messico, quella che ci regalò un magnifico secondo posto e, contro la Germania, la partita di pallone più bella del Novecento. Nel calcio, come in politica, la vittoria può insomma arriderti anche se la palla ogni tanto la insacchi dal lato sbagliato del campo. Basta fare molti più gol dall’altra parte, come appunto faceva Riva. Ma il calcio è un gioco, sublime ma un gioco, la politica invece è un’arte che in date circostanze assume la dinamica di una scienza esatta. Se sbagli troppo le mosse o i calcoli rischi di restare fregato e di regalare non lo scudetto, ma il potere all’avversario. Per venire allora a dove sbaglia Feltri – che su Comunardo ha invece ragione – sbaglia quando tratta Fini come un “nemico interno” imputandogli trame occulte e obiettivi segreti, quando invece le sue prese di posizione sono tutte alla luce del sole. Sbaglia nell’avallare le paure e le fobie dell’ultimo Berlusconi, spingendolo così politicamente sempre più nell’angolo, invece di suggerirgli strade diverse dalla battaglia all’ultimo sangue cui lo stanno costringendo improvvidi consiglieri. Sbaglia nel titillare gli istinti belluini dei suoi un tempo moderati lettori: magari ci si guadagna in copie, ma si compie una pessima pedagogia politica, che per il centrodestra finirà per essere mortale. Sbaglia nel dare l’impressione – lui che è sempre stato un giornalista libero e controcorrente – che stavolta si sia ridotto a fare da megafono al padrone. Sbaglia quando tenta di spacciare per consigli amichevoli, per critiche costruttive, quelli che invece sono sempre e soltanto sgradevoli ultimatum e attacchi personali. Sbaglia quando si rivolge a Farefuturo e ai nostri amici del Secolo dandoci degli “sfigati” e dei “rompipalle” senza nemmeno prendersi la pena di discutere, almeno una volta, giusto per provarci, le cose che diciamo e pensiamo, sulle quali rischia magari anche di essere d’accordo. Sbaglia nell’essere sempre aggressivo e su di giri, in una fase politica che per essere tanto ingarbugliata e difficile forse richiederebbe maggiore compostezza e lucidità. Sbaglia quando minimizza o finge di non vedere i problemi, le contraddizioni e le debolezze dell’attuale centrodestra, che certo non nascono dal malanimo di un piccolo gruppo di guastatori. Sbaglia quando pensa di poter indirizzare la politica attraverso le colonne di un giornale, quasi che voglia replicare a destra l’esperienza di Repubblica, che per la sinistra, come si è visto, si è rivelata a dir poco deleteria. Il fatto è che Feltri, lui sì, sta combattendo – in solitaria o per conto terzi, ma non ha importanza a questo punto – una battaglia politica davvero eccentrica e pericolosa. Ha deciso di proteggere Berlusconi da tutti i suoi avversari, interni ed esterni, di dare voce a quelli che ritiene i sentimenti autentici dell’elettorato che negli anni hanno sostenuto il Cavaliere. Ma lo sta facendo con uno stile e con metodi, con argomenti e prese di posizione, che sin qui sono serviti soltanto a esacerbare gli animi e ad aumentare la confusione, a porre le premesse di una totale deflagrazione, che rischia di travolgere tutto il centrodestra e il medesimo Berlusconi. A meno che non sia proprio questo il suo obiettivo, coerente peraltro con la sua natura anarchica: il caos generalizzato, un cumulo di rovine da osservare, quando si produrrà, con cinico e divertito compiacimento. 6 novembre 2009 ++ cit off ++ Commento: Per Mr B tira una brutta aria .. Se per attaccare fini si pensa di potere usare il "metodo Boffo" si è sottovalutato Fini. Fini si è strutturato non per i tempi brevi -> ma per fare futuro! : - ) Mr B ha senzaltro molti mezzi per giocare a mettere merda dentro i ventilatori (i giornali) in cui risulti un indistinto "è tutto un mondo di merda .. almeno a me piacciono le donne!" Ma il problema -caro Papi- non è che a te piacciono le donne, anche se pagate da altri a tua insaputa, poiché tu -secondo il tuo avvocato- sei solo un utilizzatore finale .. Non è questo il problema, ci mancherebbe altro. Il problema è che con te a capo del governo si riesce solo a parlare di froci, transessuali e mignotte e via così (favole di ponti sullo stretto di Messina, centrali nucleari in territorio sismico, etc) .. mentre l'Italia affonda lentamente ma inesorabilmente, tranne che tu non ti faccia da parte e possa gioire -tu- (ma anche noi vedendoti a fare il nonno come Prodi) di raccontare barzellette non dallo scranno di dove si dovrebbe progettare il futuro, come direbbe il compagno Fini. Saluti felicità, L[ Auf dieses Posting antworten ]
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- L (06.11.2009 12:17)
