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Luttazzi: la guerra civile fredda

Von: My 0.02 $ (spammatitu@gmail.com) [Profil]
Datum: 07.11.2009 18:04
Message-ID: <hd49a5$usq$1@aioe.org>
Newsgroup: it.media.tv
La guerra civile fredda. Un'anticipazione dal nuovo libro di Daniele
Luttazzi
Pubblichiamo alcuni estratti da "La Guerra Civile Fredda" di Daniele
Luttazzi (Feltrinelli editore, 2009).

di Daniele Luttazzi, da "Il Fatto Quotidiano"

La "guerra civile fredda" è l'esito del progetto organico, reazionario,

fatto di disuguaglianze e gerarchie, in atto da un ventennio nel Paese.
Ne sono conseguiti, fra l'altro, un aumento del 553% della cassa
integrazione, una manovra economica che beffa i ceti medi e un piano
federalista che porterà alla divisione fra regioni di serie A (magari d
a
annettere alla Carinzia) e di serie B. (...)

Siamo all'egemonia berlusconiana: Berlusconi in questo momento controlla

tutto. Come ci è arrivato? Bè, prima ha edificato un impero mediatico

come ormai sappiamo (fondi neri AllIberian a Craxi, finanziamenti enormi

da banche infiltrate dalla P2, Dell'Utri che fa da cerniera tra mafia e
gruppo Berlusconi, Previti che gli porta la Mondadori corrompendo un
giudice con i soldi della Fininvest) e poi, attraverso questo impero
mediatico, ha fatto propaganda per se stesso con sofisticate tecniche di

matketing politico che vengono dall'America.

In America, gli strateghi politici di destra hanno scoperto che
l'elettorato non vota in modo razionale, ma in base a suggetsioni
emotive. Il programma elettorale diventa secondario, se non sai come
raccontarlo. Vinci le elezioni ( è questo il trucco prodigioso) se lo
sai raccontare come una storia che crei con l'elettore un legame
emotivo. Legato emotivamente, l'elettore sospende la sua capacità
critica. E magari finisce per votare Berlusconi anche se a conti fatti
non gli conviene. E' il fenomeno dell'operaio che vota Berlusconi.

Come si racconta una storia efficace dal punto di vista emotivo?
Cinque gli elementi importanti: 1) ostacoli da superare; 2) debolezze;
3) volere a tutti i costi; 4) unicità; 5) protagonista e antagonista
agli antipodi. (...)
Berlusconi si mostra sempre così preoccupato della sua immagine che tu

lo vedi e pensi: -- Caspita, questo prima di una colonscopia si fa
mettere il fard su per il culo! -- (...)

Cinque mesi fa ha superato se stesso. Studenti e professori protestano
contro la Gelmini, Berlusconi dice: "Avviso ai naviganti: darò al
ministro degli Interni istruzioni dettagliate su come intervenire
attraverso le forze dell'ordine". Lo dice in tv. Scoppiano le polemiche.

Il giorno dopo Berlusconi dice: -- Non ho mai detto né pensato che la
polizia debba entrare nelle scuole. -- Tutti si incazzano per la presa
per il culo. Il giorno dopo ancora , Berlusconi nega la smentita: -- Io
non ho cambiato giudizio.- Sigmund Freud dall'aldilà, ha commentato:-
Anche se fossi vivo non potrei aiutarlo.- (...) Il nostro Lolito va al
compleanno di una diciottennne a Napoli. Veronica:- Io e i miei figli
siamo vittime di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire.-
Benvenuta nel club. (...)

Berlusconi ha raggiunto il nadir col terremoto a L'Aquila. L'avete
visto, no? Va ai funerali. Però non rimane in mezzo alle autorità. A
un
certo punto, sicuro di essere inquadrato dalle telecamere, si scapicolla

verso i parenti delle vittime. Piangeva più di loro. C'era gente che
aveva perso i figli che lo consolava. --Coraggio presidente. -- Ruba di
continuo la scena: va ai funerali, si mischia ai parenti, si stende
nelle bare. --Ci penso io. Ci penso. Ci penso io.- Poi si è messo da un
a
parte ad autografare Bibbie. (...)

Volere a tutti i costi una cosa è fondamentale per un personaggio ben
scritto. Cosa vuole Di Pietro a tutti i costi? Vuole bloccare Berlusconi

e il suo conflitto di interessi. Nella narrazione di Di Pietro, lui è i
l
protagonista, mentre Berlusconi è l'antagonista. Ne ricava un effetto
virtuoso: più Berlusconi accumula potere e sfascia la democrazia, più

titanico e quindi interessante diventa lo sforzo di Di Pietro di
contrastarlo. Il personaggio di DiPietro, da un anno a questa parte è
raccontato benissimo. Ti sembra di sapere tutto di lui, come uno di
famiglia. Ti pare quasi di vederlo, ogni mattina, in bagno, mentre si fa

la barba con una bottiglia rotta. Soprattutto, sai come si comporterà
nelle varie circostanze: sintomo che Di Pietro ha stabilito un contatto
emotivo. (...) Fra parentesi: va ricordato che la sinistra che non è pi
ù
in Parlamento perse le elezioni dell'aprile 2008 perché qualche mese
prima aveva votato, con il Pd, con Di Pietro e con tutta la destra, per
finanziare i Cpt, le missioni militari e il riarmo del nostro paese. E'
inutile chiedere in piazza la chiusura dei "lager per gli immigrati" ,
parlare contro le guerre e l'imperialismo e poi votare con la destra per

rifinanziarli. La narrazione deve essere congruente, sennò il pubblico

ti punisce. Nel frattempo, in Rifondazione continuano le scissioni. Ieri

Vendola è andato da un mago e si è fatto segare in due. (...)

Bossi è un maestro del racconto emotivo. Bossi è ai livelli di Tolkie
n:
ha inventato di sana pianta una terra mitologica, la Padania, che non
esiste. La Padania e i suoi antichi riti: bere l'acqua del Po. E cagare
per tre giorni di seguito. Gli antichi riti padani. (...) La domanda che

si impone, a questo punto, è come mai Prodi abbia vinto per due volte l
e
elezioni contro Berlusconi. Il perché è sempre narrativo, ovvero
emotivo: Prodi ha saputo opporre alla fabula berlusconiana una storia
originale. Nella storia di Prodi, il protagonista non era lui, ma un
gruppo: prima l'Ulivo poi l'Unione. Nelle storie che parlano di un
gruppo, ad esempio Il grande freddo, oppure Salvate il soldato Ryan, c'è

in gioco un grande elemento emotivo: il gruppo sopravviverà agli eventi

che lo minacciano, o si sfalderà? Questo genere di storie è molto
avvincente, anche se finisce di solito con il gruppo che si sfalda. E
infatti Mastella se ne va, fine del gruppo, fine del film. Esaurita la
carriera politica, poi Prodi l'hanno messo a fare lo stallone. Ma questa

è un'altra storia.
(4 novembre 2009)

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