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Quando la moglie disse ufficialmente c he Silvio è matto e puttaniere

Von: My 0.02 $ (spammatitu@gmail.com) [Profil]
Datum: 06.11.2009 10:08
Message-ID: <hd0p0n$40t$1@aioe.org>
Newsgroup: it.media.tv
Il retroscena della notte in cui tutto cominciò
Le domande dell'Ansa e le trattative convulse
Veronica, il ciarpame femminile
e quella frase cancellata
di DARIO CRESTO-DINA

Bruno Vespa dedica a Veronica Lario 25 pagine su 518, ventiquattro delle

quali nel primo capitolo, non a caso intitolato La grande tempesta. Da
Veronica infatti tutto comincia e si dipana tra il 28 aprile ("Ciarpame
senza pudore", dichiarazione all'Ansa dopo aver letto su Repubblica la
cronaca di Conchita Sannino sulla festa per Noemi a Casoria) al 3
maggio, quando la signora annuncia il divorzio e a Repubblica dice: "La
strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che
frequenta le minorenni". Nessuna novità, se non una: il motivo per cui

la sera di martedì 28 aprile la mail della Lario arrivata alle 20.15 su
l
computer dell'allora direttore dell'Ansa Giampiero Gramaglia deve
attendere più di due ore, fino alle 22.31, prima di essere messa in ret
e.

Sono due ore di grandissima tensione. Gramaglia capisce che ha una bomba

politica tra le mani e impiega quel tempo per censurare la moglie del
premier e avvisare Berlusconi, che si trova a Varsavia, della bufera che

lo sta per investire. Nel pomeriggio di quel giorno, secondo la
ricostruzione di Vespa, l'Ansa manda a Veronica tre domande scritte. La
prima sul ruolo delle donne in politica, la seconda sull'uso di
candidate avvenenti per attirare voti, la terza sul fatto che lei,
quando incontrò Silvio, era un'attrice. Veronica a questa non risponde,

in compenso si fa da sola una quarta domanda (la presenza di Berlusconi
al diciottesimo compleanno di Noemi) e la risposta è devastante. C'è

soprattutto una frase terribile, un giudizio sullo stato del marito che
suona come un epitaffio morale.
Gramaglia cerca Bonaiuti a Varsavia, gli legge le dichiarazioni della
Lario. Il premier non può abbandonare la cena ufficiale fino al dolce,

lo ingolla frettolosamente, prende il cellulare dal suo portavoce che lo

avverte: "Veronica è imbufalita sul serio".
Dall'altra parte c'è Gramaglia.

Scrive Vespa: "Il direttore dell'Ansa gli lesse il testo integrale,
inclusa la frase incriminata, e lo avvertì che, quando la signora lo
avesse richiamato, le avrebbe chiesto di toglierla. Berlusconi restò
interdetto, non riusciva a capire. Disse che si trattava di una
questione privata e dunque non capiva perché l'Ansa avrebbe dovuto
diffondere una cosa del genere. Lasciò intendere che avrebbe contattato

la moglie per un chiarimento, ma poi rinunciò". A questo punto a
Gramaglia resta da affrontare la moglie del premier. Questo il resoconto

del colloquio telefonico fatto da Vespa. "Signora, la frase è un po'
troppo sopra le righe. Mi permette di tagliarla?". "Direttore, ho i miei

buoni motivi per averla scritta. Comunque, si regoli come meglio crede.
L'importanza è che la sostanza di quel che penso esca immutata".

Vespa non rivela quale fosse la frase tagliata e Gramaglia, sentito da
Repubblica ieri sera, dice: "Ritengo sia sbagliato e ingiusto parlare di

censura. Abbiamo fatto il nostro mestiere. Quell'espressione era troppo
forte, passibile di querela anche nei nostri confronti. Decisi di
toglierla solo dopo aver parlato con la signora e avere avuto il suo
sì". Ma perché prima avvisò Berlusconi? "Giudicai la
situazione
delicata, forte e importante anche sul piano politico. Mi sembrò giusto

avvertire il presidente del Consiglio".
© Riproduzione riservata(6 novembre 2009)Tutti gli articoli di politica


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