nntp2http.com
Posting
Suche
Optionen
Hilfe & Kontakt

(pompi)Mare: ma non è che centri anche la Gelmini

Von: GiuseppeDini (vvene@libero.it) [Profil]
Datum: 06.07.2008 16:22
Message-ID: <6eae9b49-24e7-4c67-a8dd-79726eb5e001@e53g2000hsa.googlegroups.com>
Newsgroup: it.media.tv
Vi riporto questo articolo sull'Unità.
Sembrerebbe che la (pompi)Mara parli con la Gelmini.

"se due ministri (femmina) si consultano sulla lotta all’impotenza
coeundi di un loro caro ed influentissimo amico, invece di pensare
all’istruzione degli adulti di domani o alle politiche da mettere in
atto per combattere ogni atteggiamnto dscriminatorio nei confronti
della forza lavoro femminile (compreso il celebre: dammela, se no la
carriera te la scordi), questo è un fatto grave."

L'Unità - 6 luglio 2008

Veronica, licenzialo

Lidia Ravera

Nel generale chiacchiericcio sui rapporti fra Silvio Berlusconi (72
anni, 5 figli e svariate professioni) e le belle ragazze, che tanto
appassiona l’Italia, colpisce il silenzio di Veronica (52 anni, tre
figli, di professione moglie, almeno dal 1990). Ci si chiede: tutti
vogliamo ascoltare gli ipotetici dialoghi fra le signorine ministro
sui problemi sessuali del presidente del Consiglio, meno lei, che è
sua moglie? Come mai? È più nobile? È meno pettegola? È
più
imbarazzata? Oppure, più semplicemente, conosce il suo pollo.

Anche lei, è stata un bella ragazza, dal seno prosperoso e dai lunghi
capelli. Attrice, soubrette, poco cambia. Anche lei ha ricevuto vagoni
di rose in camerino. Anche lei si è lasciata sedurre dal colore dei
soldi, dal sapore del potere. In cambio, però, come tante altre belle
donne prima di lei, ha ricevuto una proposta di matrimonio, non un
ministero. Del resto, nel gennaio del 2007, il povero Silvio l’ha
detto che la Mara Carfagna l’avrebbe sposata volentieri, se non l’ha
fatto è perché il posto era già occupato.

Quindi, i casi sono due: o si concede agli italiani di spicco la
poligamia (almeno alle più alte cariche dello Stato?), o si accetta
che le amanti dei potenti diventino potenti a loro volta. In altri
tempi, alla bella ragazza il “cumenda” apriva una boutique, magari di
biancheria intima. Erano anni più ordinati. Al potere c’erano i
democristiani che si piegavano, eventualmente, all’esercizio
dell’ipocrisia, ma non sbattevano i loro vizi in faccia agli italiani,
con l’orgoglio di chi esibisce gli effetti collaterali del danaro. E
poi non c’erano i cellulari, croce e delizia della modernità. Tutto
era un po’ più clandestino.

Le belle ragazze sfiorivano vendendo negligè coi pizzi e le mogli
ricevevano tranquille nei salotti, al riparo dalla malignità del
mondo. Non è così per Veronica, costretta a subire i contraccolpi
dell’esuberanza crescente di un marito ossessionato dalle giovani
femmine e costretto, dall’allargarsi del gap fra la sua età e la loro,
ad aumentare il peso delle regalie. Quando una miss Italia o miss
Gambe o miss Poppa Smisurata riuscirà là dove ha fallito Hillary
Clinton e noi ci ritroveremo “sul Colle” una pin up in tailleur
pantalone, sapremo che la potenza sessuale del povero Berlusconi è
definitivamente tramontata.

È logico che su tutta questa attività di scambio, Veronica taccia. È
probabilmente offesa, sicuramente annoiata. Quello che è meno logico e
che tacciano i cittadini italiani, è illogico che sorridano complici,
che ammicchino, che si scambino battutine nei bar. Dovrebbero, anche
loro, essere offesi. Perché il Parlamento, il Governo, non sono un
club esclusivo frequentato da vip pazzerelloni che possono permettersi
di vivere al di fuori delle regole.
Sono il luogo dove i cittadini vengono rappresentati, dove si devono
discutere e risolvere i problemi del Paese. Se questo luogo, che
dovrebbe essere sacro, è inquinato da personaggi di dubbia moralità
che si scambiano femmine e favori, se due ministri (femmina) si
consultano sulla lotta all’impotenza coeundi di un loro caro ed
influentissimo amico, invece di pensare all’istruzione degli adulti di
domani o alle politiche da mettere in atto per combattere ogni
atteggiamnto dscriminatorio nei confronti della forza lavoro femminile
(compreso il celebre: dammela, se no la carriera te la scordi), questo
è un fatto grave.

Gravissimo. Su cui, forse, prendendo esempio da Veronica, bisogna
tacere, ma certamente, come forse deciderà di fare anche lei, prendere
provvedimenti. Per esempio divorziare. Cioè: licenziare.
Licenziarli tutti, quelli che abusano dei nostri soldi, della nostra
delega e della nostra pazienza, per farsi i fatti loro.
Spudoratamente.

Giuseppe



[ Auf dieses Posting antworten ]

Antworten