Centro di Documentazione e Lotta 03-08/05/06
Von: cen_doc_lotta@yahoo.it [Profil]
Datum: 09.05.2006 10:37
Message-ID: <1147163872.925176.9050@j33g2000cwa.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.sindacato
Datum: 09.05.2006 10:37
Message-ID: <1147163872.925176.9050@j33g2000cwa.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.sindacato
****************************************************************** * Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 03-08/05/06 * * http:\\it.geocities.com\verbano\archivi\lc05_06.htm * ****************************************************************** ************************************************************* * Aggiornamenti su http:\\it.geocities.com\cen_doc_lotta * * Visita il sito di Memoria di Classe * * http:\\it.geocities.com\memoriadiclasse * ************************************************************* SOMMARIO: Upim, Telegate, Fiat, Ferrari, Getronics, Ferrovie, Km, Alcatel, Valeo ****************************************************************** 03 maggio 2006 UPIM: LICENZIERA' 445 DIPENDENTI http://www.ecodelchisone.it/ L'Upim, la storica catena di grandi magazzini, nel 2006 licenzierà 445 dipendenti. Il provvedimento interessa buona parte dei punti vendita della società presenti in numerose città italiane. La decisione è stata comunicata ai sindacati attraverso una lettera del 7 aprile scorso. Il gruppo passato nel 2005, per 888 milioni, dai gruppi Ifil e Auchan sotto il controllo della Temerice Srl (sede a Milano), società facente capo alla cordata formata da Investitori associati Sgr Spa, Db Real estate global opportunities Ib L.P., Pirelli Re Spa ed alla famiglia Borletti, si trova in una situazione di difficoltà che, secondo quanto asserito nella missiva inviata ai sindacati dal responsabile Risorse umane della Upim, Marco Bressan, perdura dal 2004 con una progressiva diminuzione reale del volume di vendite. Da qui la necessità, secondo la proprietà, di un rilancio dell'azienda anche attraverso la riorganizzazione del personale per superare "l'incidenza del costo del lavoro e la rigidità organizzativa". Da qui la decisione di passare alla chiusura di 15 punti vendita sul territorio nazionale e la riduzione del personale in numerose altre sedi. Per quanto riguarda la tutela dei lavoratori licenziati la società ha assunto un atteggiamento di totale chiusura. "Per quanto riguarda le eccedenze non è possibile far ricorso a qualsivoglia strumento alternativo per il loro riassorbimento - afferma l'azienda - e, considerata la situazione esposta allo stato attuale, non si è in grado di individuare misure atte a fronteggiare le conseguenze sul piano sociale del programma di mobilità". Sul piano pratico tutto questo significa che centinaia di dipendenti a tempo indeterminato, molti dei quali all'Upim ormai da decine d'anni e di grande esperienza, rimarranno senza lavoro a cinquant'anni. A sostituirli, come avviene ormai in tutte queste realtà, arriverà un esercito di precari disposti a lavorare 38 ore settimanali per 300 euro, se non addirittura gratis nel caso delle stagiste, senza nessuna speranza di essere assunte in modo permanente. Vicende del genere purtroppo sono diventate una prassi normale, tant'è che il licenziamento dei 445 dipendenti della Upim per ora non ha ancora avuto alcuna eco sui giornali, né forti contestazioni da parte dei sindacati di categoria, anche se per discutere delle vicende sono previsti delle prossime settimane incontri con l'azienda. 04 maggio 2006 TELEGATE http://www.ilmanifesto.it La battaglia contro le politiche aziendali del call center Telegate di Guasticce (Livorno), comincia a dare i primi frutti. Determinante la fermezza e il coraggio dei diretti interessati, nello specifico una lavoratrice con contratto a progetto di tre mesi alla quale non è stato rinnovato il contratto. Anziché arrendersi si è rivolta all'avvocato livornese Marco Guercio, legale nazionale dei Cobas, e ha chiesto di essere riassunta come lavoratrice dipendente in quanto illegittimamente licenziata. L'azienda, evidentemente preoccupata che il caso in questione potesse rappresentare un pericoloso precedente (sulla falsariga di quanto accaduto a Torino, nell'altro call center Telegate), ha deciso di trattare. All'avvocato è stato quindi recapitato un documento firmato dai 48 avvocati che compongono l'ufficio legale di Telegate Italia contenente un'offerta a dir poco vantaggiosa per la propria assistita: 3 anni di contratto da apprendista più una clausola, da tener segreta, che prevede una successiva assunzione a tempo indeterminato. "Attraverso quest'atto - è il commento del Collettivo Precari Autorganizzati di Livorno - l'azienda ha implicitamente ammesso la piena illegittimità delle proprie politiche nei confronti del personale Telegate. E' un'ulteriore dimostrazione che dietro ai 360 contratti a progetto che regolano la vita di altrettanti lavoratori Telegate non c'è altro che un normale rapporto di lavoro subordinato". La lavoratrice in questione ha però rifiutato l'offerta: "Il tipo di trattamento che mi hanno proposto - ha commentato - non può e non deve essere un privilegio personale ma un diritto per tutti". FIAT: RSU APPROVANO LA PIATTAFORMA http://www.ilmanifesto.it/ Sul volantino, distribuito ieri al presidio della Fiom davanti alla sede dove si è svolta l'assemblea degli azionisti del Gruppo, c'è scritto che visto che aumentano i titoli Fiat in Borsa, i lavoratori chiedono che il loro determinante contributo al successo di questo ultimo periodo, venga riconosciuto dall'azienda in maniera adeguata. Infatti il contratto aziendale nel gruppo Fiat è scaduto nel 1996, cioè dieci anni fa. Martedì la Rsu più grande d'Italia, quella di Mirafiori, ha evidenziato come i benefici prodotti dai sacrifici dei lavoratori finiscono esclusivamente nelle tasche degli azionisti e dei manager, dei quadri e dei capi ai quali recentemente sono stati riconosciuti lauti aumenti. I lavoratori Fiat chiedono che una parte dei profitti venga distribuita anche a loro. Fim, Fiom, Uilm e Fismic stanno facendo assemblee in tutte le fabbriche del gruppo Fiat: presentano e chiedono ai lavoratori di approvare la piattaforma decisa nell'attivo dei delegati nazionali la settimana scorsa. Gli aspetti più importanti di questa piattaforma sono la rivendicazione di aumenti salariali uguali per tutti e l'importanza del processo referendario sia in entrata che in uscita perché a decidere, dicono unanimi i lavoratori, devono sempre essere i lavoratori. I sindacati chiedono un 'premio' di 1300 euro a regime nelle buste paga entro il 2008. Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, ha ribadito ieri che la Fiom resta contraria allo scorporo del settore auto. Il 2006 - dice - sarà cruciale per la definizione dell'assetto societario del gruppo, e noi rimaniamo contrari allo scorporo del settore auto. 06 maggio 2006 FERRARI: SCIOPERO DI 6 ORE http://www.ilmanifesto.it/ Anche in Ferrari si sciopera. E si sciopera di sabato. La prima notizia non è uno scoop, perché i lavoratori della "rossa" sono da sempre metalmeccanici tra i più combattivi. La seconda sta a testimoniare che, lungi dall'essere dei "privilegiati", anche i ferraristi in tuta fanno i turni di sabato, come tanti altri di imprese meno famose. In particolare, quello di oggi è uno sciopero contro il sabato comandato, quello deciso dalla sola azienda. Le motivazioni sono abbastanza semplici: da un po' di tempo l'azienda sembra voler imporre un metodo "autoritario", prendendo di mira soprattutto la Fiom Cgil e i suoi delegati. In fabbrica ci sono problemi ambientali riguardanti la qualità della vita dei lavoratori, gli infortuni, la nocività; e problemi di organizzazione del lavoro, con relativi carichi. Ma quello che sembra indispettire di più è che i delegati Fiom pongano criticamente il problema della "qualità del prodotto", che è tra l'altro strettamente legato alla struttura dei premi di risultato. In pratica, la Ferrari sta sperimentando nuovi metodi di lavoro (il Kaisen giapponese) nell'intento di ridurre i costi e anche i posti. Molta produttività in più, come da molte altre parti. Ma ciò, oltre a creare parecchi disagi a chi lavora, produce un abbassamento della qualità dei pezzi, specie in parti di motore o di telaio. E questo, su una Ferrari, è un difetto inaccettabile (visto il prezzo!). La Fiom è andata a spulciare nei bilanci e ha notato - e fatto notare - che un terzo netto dei guadagni annuali se ne sono andati in fumo a causa dei "richiami" di molte autovetture. L'azienda non ha gradito. Invece di mantenere un confronto sempre molto aspro e conflittuale, ha iniziato una escalation fatta di discriminazioni e ripicche (l'episodio dei quattro richiami per aver ordinato da fuori delle pizze in orario notturno è solo un esempio), dietro cui si indovina però un lucido tentativo di spazzare le rsu interne. Perché o ci si riduce a essere un sindacato che "dice sempre sì" - e certo non ne mancano - oppure le aziende dichiarano guerra. Anche in Ferrari. GETRONICS: SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it Tutti fermi gli impianti italiani della società ITC minacciati dalla vendita. L'astensione dal lavoro è stata attuata per quattro ore nelle sedi di Roma e di Firenze e per otto ore in quelle di Cosenza, Napoli, Cagliari, Bologna, Genova, Milano e nelle tre sedi della provincia di Torino (Ivrea, Volpiano e Torino città). La forte e diffusa partecipazione dei lavoratori alla giornata nazionale di mobilitazione deve portare il gruppo dirigente italiano dell'azienda e la stessa corporate olandese a rivedere le proprie scelte. La lotta non si ferma qui. Martedì 23 maggio i dipendenti di Getronics Italia daranno vita a una manifestazione che si terrà a Amsterdam. Altre iniziative avranno luogo in Italia la settimana prossima. 08 maggio 2006 FERROVIE: SCIOPERO http://gazzettino.quinordest.it/ Lo sciopero di 24 ore sulla sicurezza ferroviaria ha registrato forti adesioni fra i ferrovieri con medie che hanno superato il 60% del personale. Nel Nord-Est secondo i sindacati sono rimasti fermi oltre il 90 per cento dei convogli. I ferrovieri hanno scioperato perchè la strisciante malsicurezza che sta avvolgendo il trasporto ferroviario in Italia venga bloccata alla radice con scelte più oculate da parte del nuovo Governo, perchè il ministero dei Trasporti e quello del Tesoro impongano al Gruppo Fs scelte più mirate agli interessi della cittadinanza. KM: BLOCCO DEGLI STRAORDINARI http://www.laprovinciadicremona.it/ Gli autisti della Km che fanno capo al SinCobas manterranno il blocco degli straordinari, del quale giovedì scorso i rappresentanti sindacali avevano deciso la revoca (favorevoli i confederali, contrari gli autonomi): la decisione è stata presa durante l'assemblea dei conducenti che si è tenuta verdi sera. Ora però il SinCobas, attraverso Yuri Brocchieri, replica alle affermazioni del segretario generale Lombardia sud-est della Cisl, Claudio Lonati, ricordando che quello del giusto compenso è una richiesta che non va disattesa. Per qaunto tiguarda i disagi a chi usa il servizio, per Brocchieri le colpe sono soprattutto dell'azienda che si dimostra sempre più sorda alle richieste dei lavoratori. Per l'accordo, ancora Brocchieri sostiene che deve essere firmato da tutti, Rsu comprese. ALCATEL: SCIOPERO http://www.ilmessaggero.it Stop in fabbrica per otto ore, partenza da Rieti alle 7 per essere puntuali alle 11 sotto le finestre del Ministero delle Attività Produttive: ancora una giornata di lotta per i 450 lavoratori Alcatel. Al confronto decisivo stavolta ci saranno anche i sindacati, con Alcatel, Finmeccanica, parte tecnica del Governo, Regione e istituzioni locali che dovrebbero aver definito il piano per lo stabilimento del Nucleo. Delle due l'una: o istituzioni e parti sociali riescono a guadagnare ancora tempo per agganciare la vertenza reatina al carro del nuovo Governo così da riaprire la partita con Alcatel oppure l'azienda aprirà la procedura di vendita dello stabilimento, nel qual caso si prospetterebbe lo scenario abbozzato nell'ultimo incontro, con Finmeccanica interessata al Laboratorio di Ricerca e Sviluppo e con il settore della produzione pronto per essere rilevato da una cordata di imprese private in cui anche il pubblico cercherebbe spazi a garanzia dell'operazione. VALEO: PRESIDIO DAVANTI AI CANCELLI http://ilmattino.caltanet.it/ In catene i lavoratori che rischiano il posto, davanti ai cancelli della Valeo, la fabbrica simbolo del dramma occupazione in provincia di Avellino. Il neo deputato di RC Caruso si è incatenato con gli operai: "bisogna concentrare l'attenzione sui veri problemi del Paese, sui drammi che vivono i padri di famiglia che rischiano il posto e i giovani che non riescono a trovare occupazione". La Valeo di Pianodardine è un'azienda fornitrice del gruppo Fiat che produce materiali elettrici nel nucleo industriale di Avellino: sono 160 i lavoratori che rischiano il posto per la scelta aziendale di trasferire una parte consistente della produzione in Tunisia e Polonia. Ieri mattina davanti ai cancelli della fabbrica c'era anche don Vitaliano Della Sala, il sacerdote no global sollevato tre anni fa dal vescovo di Montevergine dalla parrocchia di S. Angelo. +---------------------------------------------------+ | VOGLIAMO DOCUMENTARE L'ATTUALITA' | | DELLA LOTTA DI CLASSE, STANDO AL SUO INTERNO | +---------------------------------------------------+ /--\/--\/--\ | | | |/-\ /-------\| | | | _____/| |__/| | |- --- --- | | \_ |/ \ | | / | | Web page: http://it.geocities.com/cen_doc_lotta/ E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it[ Auf dieses Posting antworten ]
