Stress, che cosa è il controllo?
Von: SaluteTheta (salutetheta@gmail.com) [Profil]
Datum: 13.10.2009 11:49
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Newsgroup: it.lavoro.prevenzione
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Tutta la tecnologia del mondo funziona solo con ottima comunicazione e controllo. Nota importante: Leggendo queste pagine assicuratevi di non oltrepassare mai una parola che non avete perfettamente capito. «L'UNICO MOTIVO PER CUI UNA PERSONA/STUDENTE ABBANDONA UNO STUDIO, SI CONFONDE, SI ADDORMENTA, SI ANNOIA, O NON RIESCE AD APPRENDERE È CHE HA OLTREPASSATO UNA PAROLA CHE NON ERA STATA COMPRESA». Stress, che cosa è il controllo? Se una persona gestisce una macchina dalle dimensioni di una berlina o piccola come un computer o una semplice penna a biro, uno si trova ad affrontare i problemi di controllo. Un qualsiasi oggetto non serve a nessuno se non può essere controllato. Proprio come una danzatrice del ventre deve essere in grado di controllare pienamente il suo corpo, per cui anche un in ufficio o in fabbrica é indispensabile capire il controllo, come le macchine affidate al suo lavoro e in una certa misura anche l'ambiente che lo circonda. La principale differenza tra "il lavoratore" in un ufficio o operaio di fabbrica e un dirigente, è che il dirigente controlla le menti dei operai, gli organici e parti dell'impresa e il posizionamento delle comunicazioni, delle materie prime e i prodotti finali, i controlli fatti al lavoratore nel suo immediato sono strumenti principali. Entrambe le due categorie di lavoro devono essere in grado di controllare l'ambiente nella immediata circonferenza. La più evidente differenza tra un dirigente e il "lavoratore" è che il dirigente controlla maggiormente l'ambiente ad un livello più alto rispetto al "lavoratore". A questo livello, quindi, il dirigente deve essere più capace che il "lavoratore" o l'impianto o attività è destinata a difficoltà, se non il fallimento (di regola anche il dirigente ha svolto il titolo di lavoratore). Che cosa è un buon operaio? Colui che può positivamente controllare utensili apparecchiature di commercio o che possa controllare le linee di comunicazione con la quale egli è intimamente collegato dal suo titolo. La dove il controllo figura malfatto le persone automaticamente si mettono in testa che il controllo é negativo, e necessitano prima di una porzione di buon controllo per un determinato tempo per assicurarsi che questo sia positivo. All'interno del mondo di lavoro dove il controllo figura malfatto o assente risiede un antipatia quasi perenne, i singoli impiegati solo di raro mostrano un sorriso (interesse o entusiasmo non é all'ordine del giorno), si allarga collera antagonismo non esiste il lavoro di gruppo (Team-Work) ogni persona sopravvive per la sua strada dentro una torre d'avorio, e il menefreghismo spiana la strada. Ovvio che in questo caso il cattivo lavoratore o dirigente è colui che non controlla in modo adeguato il suo ambiente o le sue apparecchiature o comunicazioni circostanti, disordine e debiti sono cosa normale. In questo caso, loro stessi sono effetti di controllo derivato dall'ambiente circostante, clienti o superiori, e lo stress inizia il suo percorso, in quanto la persona non è più causa di controllo ma bensì effetto di controllo, nella stessa misura di effetto l'interesse di ogni membro o impiegato scende nella stessa misura. Causa o Effetto In altre parole, uno o controlla il suo ambiente di lavoro o ne subisce effetti. Se non abbiamo sviluppato un termine appropriato come “incompetenza di controllo”. O meglio in “buon controllo”, siamo ca usa e fuori controllo siamo solo un effetto, e con l'effetto di subire inizia lo stress come una soppressione eterna a noi non famigliare ma presente. “La spirale della vita in discesa” si mette in moto, e noi stessi siamo effetto di qualcosa la quale chiamiamo stress, ma automaticamente l'ignoranza [unknowingness] si disperde portando via con sé la causa. E passando in questo stadio le emozioni dell'operaio o dirigente scendono nella stessa misura di quanto effetto possano subire. Le persone che dicono che il controllo è male o stanno cercando di dire che gli incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro sono da promuovere. La sapienza dei nostri cicli operativi dipende fortemente dal denominatore comune del controllo. Oppure dopo attenta indagine il controllo superiore al suo titolo é veramente malfatto, di caso rarissimo. Il ciclo, l'anatomia di controllo Un buon controllo si lascia sezionare o analizzare in tre parti ben distinte parti:. START (partenza) CHANGE (cambiamento, modificare) STOP (arresto e conclusione) Qualsiasi controllo ben fatto contiene questi tre componenti START , CHANGE , STOP dai quali possiamo anche definirlo un “ciclo completo”. START Questo momento di partenza del ciclo, parte il controllo, dove noi mentalmente ci prefissiamo di fare partire positivamente il lavoro rispettivamente il controllo. CHANGE Durante il cambiamento la nostra attenzione é rivolta ad altri piccoli cicli all'interno del controllo, la vita stessa dell'individuo può essere rivolta a questa frazione del ciclo. STOP Fermare il cambiamento e comprende anche un ciclo di azione completo e un risultato è visibile. Il ciclo di intervento è visto in una semplice rotazione della ruota. La ruota inizia quindi su un determinato posto si muove di posizione e quindi la ruota si ferma. Non importa quanto tempo la ruota è in movimento, è ancora segue questo ciclo di azione. Un uomo a piedi, a breve distanza inizia, cambia la posizione del suo corpo e il suo corpo si ferma. Egli ha, se non presente, ha completato un ciclo di azione. In un più lungo ciclo inizia una società, e continua a qualche giorno, presto o tardi, cessa di esistere. In cambio si ottiene il cambiamento di posizione nello spazio o il cambiamento di esistenza nel tempo. In avvio abbiamo semplicemente l'inizio e l'arresto abbiamo semplicemente smesso. La Cosa può iniziare lentamente o rapidamente, e possono fermarsi rapidamente o lentamente, le cose cambiano molto rapidamente, mentre si sta andando. Pertanto, il tasso di iniziare, il tasso di cambio e il tasso di smettere hanno poco che fare con il fatto che un ciclo di azione consiste di iniziare, modificare e fermare. Un ciclo di azione è iniziare, modificare e fermarsi. Questo parallelismo di un altro ciclo di azione che è quello della vita stessa. La base del ciclo d'azione è iniziare, modificare e fermarsi. Semplice a priva vista. Ma attenzione all'interno del ciclo stesso possono sorgere altri sotto-cicli, questo parallelismo di un altro ciclo di azione che è quello della vita o controllo stesso. Il ciclo di vita di azione è la creazione, la sopravvivenza e DISTRUZIONE. Sopravvivenza potrebbe dire di essere in cambiamento, sia in termini di dimensioni o di età o in posizione nello spazio. L'essenza di sopravvivenza è il cambiamento. Creazione di partenza è ovviamente, la distruzione è ovviamente l'arresto. Avvio, arresto e cambiamento implica le condizioni di un essere o un oggetto. Crea, sopravvivere, distruggere implica l'intenzione di vita verso gli oggetti. Quindi il controllo è costituito interamente di partenza, la modifica e l'arresto. Non ci sono altri fattori nel controllo positivo. Se qualcosa si può iniziare, modificare la sua posizione nello spazio o nel tempo o nell'esistenza e fermarlo, il tutto a volontà, si può affermare che il controllo qualunque azione essa sia siamo noi a causarla e ci sentiamo bene. Se si può a malapena avere la gestione per iniziare qualcosa, e solo con difficoltà possiamo continuare il suo cambiamento di posizione o l'esistenza nel tempo, e se si può fermare solo con pregiudizi o dubbio di qualcosa, possiamo dire di non controllare bene il ciclo rispettivamente il titolo del lavoro. Pertanto tanti cicli d'azione , formano un controllo. Un buon controllo si compone di positività e un alto livello di saper fare. Una segretaria che può avviare una macchina da scrivere, continua con i battiti in movimento e quindi ferma la macchina si potrebbe dire di essere in controllo con la macchina da scrivere ed é capace ad esserne la sorgente di causa verso la macchina, e figura una buona stenografa, in quanto lei stessa é pienamente causa verso la macchina, e non il contrario Se lei avesse fatto fatica a partire, e continuando la sua azione le vengono dei dubbi e non riesce a fermare la macchina, questa per scontato non é una stenografa. Dove regna "cattivo controllo", si immette incompetenza, incidenti, difficoltà, inefficienza e, non ultimo, un notevole miseria di infelicità. Come si definisce cattivo controllo come non-controllo, o come un inconsapevole tentativo di controllare senza effettuare il controllo, va detto che i risultati saranno un gran numero di problemi decorati di incompetenza. Anche i guasti meccanici sono attribuibili ad una mancanza di controllo. Alla ricerca del guasto si trova un individuo che non può facilmente controllare il suo titolo o ambiente. Il ciclo di azione di questo universo è start, change e stop. Questo è anche l'anatomia di controllo. Quasi tutto l'oggetto di controllo si riassume nella capacità di avviare, modificare e fermare la propria attività, il corpo e uno in materia di ambiente. Se si tiene d'occhio questo ciclo si forma la competenza con il tempo o il numero di cicli effettuati. Se la si perde si entrano nelle grandi masse di STRESS. La perdita di capacità di cambiare, inevitabilmente subentra anche la capacità di fermare. E col tempo ci troviamo con immense quantità di cicli i quali ricevono solo lo START e nient'altro, la nostra mente si disperde e con essa la positività e la voglia di modificare, le statistiche scendono. E' necessario tenerci questo dato stabile altrimenti la confusione di particelle prende il sopravento e infine noi stessi siamo vittima del nostro stesso controllo. L'incompetenza, l'inefficienza e gli altri fattori in un posto di lavoro sono tutti riconducibili alla incapacità di avviare, fermare e cambiare le cose. Diversi uffici, le imprese, le fabbriche, navi giaganti e perfino il governo sono vittime in particolare da persone che non sono in grado di fermare le cose. Non importa come e quante unità possono essere in movimento o quanti dirigenti vi si trovano, di continuo vengono rilasciati ordini simpatici o no del tipo: “fermatevi qualunque cosa stiate facendo!”. E' abbastanza per queste persone, per scoprire che qualcosa sta per provocare l'arresto. E un dirigente impone il suo prossimo ordine, e tutti ripartono con un nuovo START, e nella mente dei impiegati o personale si accumulano dei controlli interminati, i quali affondano a sua volta la capacità di controllare loro stessi. Così possiamo vedere che ci sono persone che abusano del ciclo di azione di iniziare, modificare e fermarsi e che sono a loro volta fissati su uno o più fattori del ciclo d'azione, o che non sono in grado di sopportare qualsiasi fattore in essa, il che significa, naturalmente, che si trovano in una continua e faticosa confusione e il personale si sente abusato, stressato e non da ultimo infelice. Quale produzione potrà mai esserci, efficienza? Ognuno di noi è in grado di valutare i lavoratori attorno a lui per l'importo di confusione in cui essi sono coinvolti. Un dirigente pieno di confusione con montagne di carte e dossier e come se dicesse, non sono in grado di controllare. Confusione non é nient'altro che un livello di incapacità a controllare le cose. L'incapacità di controllare le cose non possono essere interamente colpa del lavoratore. Ci sono due cose che possono essere psicotiche: uno è l'ambiente e l'altro è la persona. Un uomo sano di mente ha difficoltà in ambiente o dintorni folli. Un uomo folle ha difficoltà anche in ambienti o gruppi di persone ordinate e sane. Così ci sono due fattori coinvolti in ogni operazione: la persona e l'ambiente che lo circonda. Si potrebbe anche dire che ci sono due fattori in ogni azienda: l'ambiente del lavoro stesso e il mondo dei dirigenti della stessa azienda. In un modo o nell'altro l'incapacità del pazzi per avviare, fermare e cambiare le cose e di infettare il business con la sua relativa efficienza. Così non è sufficiente che un individuo si è in grado di controllare il suo lavoro. Egli deve inoltre essere in grado di tollerare la confusione di chi gli sta intorno che non può controllare i loro posti di lavoro, o deve essere in grado di tollerare un buon controllo dal suo ambiente di lavoro. La pazzia è contagiosa. La confusione è contagiosa. Avete mai parlato con una persona confusa, alla fine della conversazione, vi sentite anche voi un pò confusi con il vostro relativo lavoro. Se si sta lavorando con un gran numero di persone incompetenti, si comincia, a riempire la propria mente con una incompetenza progressiva. Non è possibile vivere da soli, o lavorare soli. Realizzando questo si capisce che la capacità di controllare l'immediato ambiente circostante di macchine utensili o di lavoro con il quale si é confrontati o coinvolti, anche la capacità di aiutare gli altri nelle sue vicinanze di controllo fa parte di un buon proprio controllo, se necessario. In un corso di Management svoltosi negli Stati, si raccomanda di usare 3 cestini di comunicazione a raraccogliere i messaggi cartacei: 1.Comunicazione in entrata IN 2.Pendente in elaborazione 3.Comunicazione in uscita OUT Denominato anche “Comm Basket” cestino delle comunicazioni, la dove vengono assegnanti nuovi lavori rispettivamente cicli da svolgere. Molte ditte usano questo sistema anche per i comuni operai, e coloro che dispongono più materiale presso IN che OUT, vengono mandati ai seminari di verifica del controllo del ciclo. Vale a dire ogni ciclo di qui l'operaio é responsabile viene esercitato al punto da diventare un professionista, onde disporre di un controllo ben fatto. Si può dire che l'unica cosa cattiva è che il lavoro è molto spesso associato all'incapacità di controllo. Quando questo é il caso il lavoro sembra faticoso, arduo e privo di interesse, e invece di terminare quel preciso lavoro per istinto si ha il desiderio di far partire un nuovo lavoro o ciclo d'azione. Ci sono molte soluzioni a questo dilemma. Primo di tutto é necessario riconquistare il controllo degli oggetti o funzioni di cui uno è intimamente collegato con la maggior parte nel fare del suo lavoro e famigliarizzare con l'ambiente circostante al lavoro. Tuttavia, il controllo di per sé non è una risposta all'insieme, perché, se si trattasse del motivo sarebbe in grado di controllare tutto, non solo sul suo lavoro o ambiente, ma anche il pianeta o la galassia, prima che lui possa essere felice. Scopriamo insieme l'esame del controllo (la professionalità) e i limiti di controllo solo in tutta la sua sfera di funzionamento effettivo. Quando un individuo tenta di estendere il controllo al di là della sua attività di interesse per un posto di lavoro o nella vita si incontra difficoltà (si sopravaluta). Così vi è un limite per la "zona di controllo" che, se violato, viola molte cose. Non vi è quasi una massima che, se una persona cerca costantemente di operare al di fuori proprio dipartimento egli non può prendersi cura del proprio reparto e dei sui cicli a pieno titolo. Questo fattore è la “volontà di controllo” ed é tanto importante come il controllo stesso. Sapere distinguere la “volontà di controllo” e il controllo stesso é il principio di un lavoro eseguito professionalmente, quando arriva il momento giusto di alzare il gradino del nostro controllo, in quel momento ogni gruppo di cicli svolti ci pare un gioco (é nato un vero professionista) semplice ma non aspettate che diventi noioso altrimenti ricadete in controllo mal fatto. In quel momento ogni nostro lavoro dispone di piena comprensione, composta di volere fare quel lavoro (Affinità) , disponiamo il sapere dei componenti oggetti di quel lavoro o ambiente (Realtà), siamo costantemente in comunicazione (comunicazione verbale, scritta, visiva o altro ) con ogni ciclo del nostro lavoro, vale a dire una piena comprensione, a questo punto sarebbe opportuno descrivere per iscritto i nostri cicli e processi di mansione o lavoro svolto (come un piano di battaglia e cronologico tipo Business-Plan) , onde facilitare il prossimo operaio (che subentra in quella postazione o dirigente) e pure a voi stessi ad avere la piena comprensione di quel titolo (HAT). Qualora un dirigente o titolo superiore riceve copia di un simile cronologico del titolo Business-Plan ben fatto, quest'ultimo se competente alla prossima opportunità vi promuove ad un titolo superiore, solo in questo modo si alza di gradino la vostra “volontà di controllo”. E il dirigente ha in mano il piano di battaglia (perfetto e il sapere nuovo del vostro titolo) per il prossimo lavoratore il quale prende il vostro ultimo titolo, senza un tale piano il dirigente stesso dovrà spiegare a squarciagola o scrivere lui stesso il lavoro, cosa che i dirigenti non trovano tempo ne voglia di fare. Inseguito ci procuriamo e studiamo libri in merito onde poterci ambientare maggiormente al nostro “futuro controllo” (lavoro,titolo o mansione), se il predecessore ha descritto per lettera come sopra citato, leggiamo bene ogni ciclo e mansione di quel posto, se non esistono questi appunti rompete l'anima al dirigente il quale deve conoscere assolutamente bene anche lui quella mansione e scrivete o vi fate scrivere il cronologico del titolo Business-Plan di quel titolo (HAT). Ogni impresa dovrebbe disporre di un quaderno “Cronologico del titolo Business-Plan” di ogni posto lavoro occupato, se non lo fanno, la confusione é inevitabile ai cambiamenti di nuovi posti lavoro o nuovi titoli. Rispettare questo gradiente di controllo porta inevocabilmente alla professionalità e competenza sia da parte del dirigente come l'operaio che alza .la sua “volontà di controllo” chiamato anche cariera. Ispirazione CD "I Problemi del Lavoro" http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-problemi-del-lavoro-3cd.php[ Auf dieses Posting antworten ]
