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Re: Lavorare in posti malati

Von: giorgio (angelo.angoscini@sapeonline.it) [Profil]
Datum: 08.06.2009 08:49
Message-ID: <rw2Xl.18658$9f6.15382@twister1.libero.it>
Newsgroup: it.lavoro.prevenzione
VDG ha scritto:
>
> "carmine" <picdp@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
> news:9110534.ezvoQjnfHE@a.b.c...
>> ne soffrono, per motivi differenti; un esempio per tutti, mai sentito
>> parlare di strozzini e di racket?
>> secondo te non generano malattie?
>>
>
> E mo' quale attinenza ha l'illecito relativo allo strozzinaggio con i
> comportamenti legali, anche se forieri di stress psicologici?
> Ehm, non è che stai andando un attimo fuori tema per la foga di
> difendere la categoria?
>
>>> Eppure, a confronto, gli autonomi lavorano molte più ore al giorno
>>> (almeno
>>> io lavoro dalle 9 del mattino sino alle 20 di sera) e, monetariamente,
>>> quanto richiesto in fattura deve poi essere ridotto dell'IVA, delle
>>> tasse
>>> e, naturalmente, della cassa previdenziale.
>>
>> si, ma lavorano per loro stessi.
>>
>
> Ah perchè il dipendente non lavora per portare i soldi a casa ... o sei
> ancora ancorato al vecchio steorotipo propagandistico del proletario che
> lavora solo per ingrassare il padrone?
> E se pure fosse come tu insinui, chi lo obbliga a non esercire
> un'attività autonoma visto che, pare, hanno tanto una posizion invidiabile?
> La verità è che se l'autonomo ha un attimo più di
possibilità (eccezion
> fatta per pochi eletti che hanno un giro di affari veramente sopra le
> righe) è solo perchè lavora 12/14 ore al giorno, spesso festivi
> compresi, sacrificando il riposo personale e la famiglia.
>
>>> E se si ammalano, fatti loro (mica possono mettersi in malattia...)!
>>
>> il nostro stipendio è calcolato anche in base alle malattie considerate
>> statisticamente.
>> è una specie di assicurazione (come effetti)
>> il libero professionista si assicura e non è costretto a lavorare malato
>>
>
> Ci facciamo un po' di conti please?
> Lo stipendiato, oltre alla paga in busta, percepisce in addizione tutti
> i (dovuti!) contributi per la malattia, l'invalidità, la pensione.
> L'autonomo (Professionista o artigiano che sia) all'importo della
> fattura deve sottrarre l'IVA e la cassa previdenziale (che, ovviamente,
> non copre assolutamente i giorni di non lavoro dovuti a malattie). In
> caso l'autonomo volesse tutelarsi per la malattia, dovrebbe
> sottoscrivere un'assicurazione privata che costa non meno di un paio di
> migliaia di euro l'anno.
> Per non parlare della pensione, di livello del tutto indegno (parliamo
> di 4-500 euro / mese) a meno di non sottoscrivere un'ulteriore
> assicurazione privata.
> E i costi per esercire la propria attività chi li copre?
> Naturalmente, sempre l'autonomo di tasca propria!
>
>>> Non è che una volta arrivati ad avere il "posto fisso"
l'essere umano è
>>> portato a "tirare i remi in barca"?
>>
>> brutta cosa il pregiudizio
>>
>
> Scusami, ma questo vale per te!
> Lo hai dimostrato pienamente, visto che ho solo posto un quesito del
> perchè tali "mali" sembrano affliggere solo i lavoratori
dipendenti.
> Sarebbe stato sufficiente smentirmi, ovviamente con dati alla mano,
> piuttosto che buttarla in politica da marciapiede.
>
>
diciamo che il dipendente ha una grossa opportunità, criticabile e
immorale ma c'è ed è largamente usata: se è stressato si fa dare una
settimana di malattia (che nessun medico di base osa negare)
e se lo scoprono che va a spasso durante la reperibilità è
"perchè fa
parte della terapia"
anzi, ne parlerò sui rimedi alle situazioni di stress riscontrate

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