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Re: Da dove partire per redigere il DVR

Von: bruno (p0...@libero.it) [Profil]
Datum: 12.06.2009 11:10
Message-ID: <87Z28Z113Z91Y1244798026X13358@usenet.libero.it>
Followup-to: it.lavoro.prevenzione
Newsgroup: it.lavoro.prevenzione
Il 12 Giu 2009, 09:23, "Frank G" <indirizzonospam@vodafone.it> ha scritto:
> Un discorso è lavorare in locali chiusi, senza aspirazione o nel
sottoscala
> un discorso è la visita medica.
>
> Considerando la tipologia di sostanze utilizzate ove tutti i requisiti
> igienico sanitari siano rispettati (incluso l'uso di guanti) non vedo
perchè
> occorra imporre di principio la visita medica visto che con le precedenti
> precauzioni dovrebbero garantire l'assenza di contatto cutaneo e livelli
di
> concentrazione nell'aria ben minori di 1/10 del TLV.
>
> Se poi si ragiona che nel più ci sta il meno è un altro discorso!


lasciando perdere i discorsi per professionisti (fine a se stesse), io
ragiono così

1) spesso i locali per acconciatura non sono ventilati; d'estate sono
tappati per climatizzare i locali, e quindi il ricambio d'aria è molto
basso, e quindi le sostanze volatili restano dove sono

2) i prodotti chimici (di questo si tratta, e non prodotti "cosmetici") sono
in continua evoluzione, e hanno una vita molto breve; sono testati per brevi
periodi su animali (cosa spesso inutile, perchè capita spesso ma non
volentieri che alcuni prodotti siano innocui per i ratti, e pericolosi per
gli uomini; e viceversa); avendo un vita molto breve, non si sa di preciso
che effetti avranno sull'uomo (forse è meglio dire sulle donne, visto che le
tinte le usano praticamente solo loro e le preparano le acconciatrici)

3) il settore dell'acconciatura è ai primi posti come malattie professionali
come categoria

4) l'uso dei DPI (non solo guanti, ma anche maschere) è evitato, sia per
abitudine delle lavoratrici, sia perchè una cliente non va a farsi una messa
in piega se la lavoratrice ha una mascherina; e quindi la maschera non viene
usata

5) le esposte ai prodotti chimici sono donne, e con il nuovo testo unico
(art. 28 comma 1) si ricorda una valutazione specifica per le donne in
gravidanza; c'era già, ma lo ricordano per bene


detto questo, visto anche

http://www.asl.bergamo.it/web/arentsll.nsf/c12563070055842e85255d44006f001e/8adc4fafaea420
70c1256f2a00531cfd/$FILE/LineeGuida%20parrucchieri.pdf

http://www.inail.it/cms/pubblicazionieriviste/tuttititoli/prevenzione/acconciatura/Rischio
Parrucchieri.pdf

http://www.inail.it/cms/pubblicazionieriviste/tuttititoli/rischio/napoli2004/Articolo54.pd
f


senza SE e senza MA
i lavoratori adibiti a mansioni di acconciatura
DEVONO essere TUTTI sottoposti a visita medica (con periodicità definita dal
medico)


ho avuto anche parecchie litigate con medici competenti, i quali asserivano
che il rischio chimico non sussiste, e che io dovevo dichiarare che il
rischio è moderato (ora irrilevante per la salute), e che quindi le visite
non sono necessarie
con la solita precisazione che era il consulente della sicurezza a
dichiarare che non servono le visite mediche, non il medico competente; il
medico legge, e ne prende atto (... poi gli fa le visite per la postura, ma
per il rischio chimico non serve ...)


la mia era solo una precisazione per le acconciatrici, perchè da come era
scritta potrebbe sembrare che le acconciatrici, per impostazioni, sono
esonerate dalla sorvegliaza sanitaria

a mio modesto avviso, invece, le acconciatrici sono tutto soggette a
sorveglianza sanitaria, fatti salvi eventuali posti di lavoro dove le misure
di tutela (nello specifico, dispositivi di protezione collettivi
aspirazioni ed ambienti compartimentati) garantiscono una modesta
esposizione al rischio (10% del TLV va bene, ma spesso i prodotti venduti
sono privi del TLV perchè non si sa neppure di cosa siano costituiti - le
schede di sicurezza praticamente non esistono)

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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