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Re: Da dove partire per redigere il DVR

Von: Frank G (indirizzonospam@vodafone.it) [Profil]
Datum: 09.06.2009 20:35
Message-ID: <8YxXl.19235$1s6.895@twister2.libero.it>
Newsgroup: it.lavoro.prevenzione
Quello che ti posso fare è di riassumere i criteri in base al quale vengono
valutati i vari rischi (grosso modo il riferimento è la suddivisione secondo
le linee guida ISPESL). Ovviamente parlo di quello che interessa la maggior
parte delle attività produttive. Sta all'abilità del consulente capire
quando occorre una valutazione più approfondita o diversa


1) Stuttura / Locali
L'analisi di questo rischio viene fatta sulla base del confronto con la
normativa vigente che include (a seconda dei casi) Testo Unico, Linee guida
regionali per le attività produttive, regolamenti edilizi, normativa
inerente l'abbattimento delle barriere architettoniche (che  è un bel
casino). Ovviamente anche se si tratta di un semplice confronto presuppone
la conoscenza di tutte queste norme che non è una cosa banale (cosa si
intende per scalini realizzati a regola d'arte, idonei rapporti
aeroilluminanti in funzione dei vari casi, ecc.)  Nell'analisi sono incluse
le interferenze fra muletti e pedoni (che in linea generale dovrebbero
essere separati ma non sempre è possibile)

2) Rischi meccanici da macchine ed attrezzature. La base di partenza è
ovviamente la valutazione dei rischi fatta dal costruttore e riportata sui
libretti. Ovviamente è a carico tuo valutare gli ulteriori rischi
(interferenze, macchine che ricadono nei casi particolari previsti dall'art.
71, comma 7, ecc.) che non sono valutati dal costruttore. Per valutare
correttamente più che astratti modelli matematici occorre conoscere la
prassi lavorative corrette di lavorazioni. Sostituire la mancata conoscenza
delle prassi lavorative con modelli matematici serve solo a farti perdere
tempo ed impedire al datore di lavoro di capire. Ovviamente occorre una
conoscenza delle specifiche realtà produttive che non si acquista in poco
tempo.

3) Rischio elettrico: ove siano presenti persone "comuni" è sufficiente
il
pieno rispetto della normativa intesa come corretta installazione e
manutenzione da accertarsi attraverso idonea documentazione. Si tratta solo
di documenti ma anche muoversi nei casi più semplici a volte non è banale
(dichiarazione di conformità, progetto pre e post DM 37/08, omologazione /
denuncia di messa a terra, ecc. ecc.)

4) Prevenzione incendi: se hai fatto pratiche di prevenzione incendi posso
dirti che è sufficiente redigere i documenti descrivendo ciò che prevede la
normativa. Se non hai mai fatto pratiche di prevenzione incendi di solito la
valutazione del rischio incendio è una bella insalata di cose poco utili
perchè non si riesce a dare un peso alle varie misure di sicurezza e
sopratutto non si prendono mai i considerazione le normative cogenti in
attività non soggette ai VVF (cucine o centrali termiche con potenza
compresa fra 35 e 116 kW, scuola o locali di pubblico spettacolo con meno di
100 posti, ecc. ecc.)

5) Esplosione: per la valutazioe puoi fare rifimento o al programma della
CEI o a quello di TNE. Non ha senso usare altri programmi. Per usarli
occorre però tempo e competenza che nessuno è disponibile a pagarti. Per i
casi più frequenti (es. ricarica muletti) conviene farsi uno schema tipo
cautelativo da utilizzare ogni volta che il datore di lavoro non è
disponibile a pagarti lo studio specifico

6) Rumore / Vibrazioni: devi seguire norma e linee guida

7) Chimico: la cosa che serve è quella di conoscere le buone prassi
lavorative. Ai modelli matematici (Movarisch) puoi fare dire quello che vuoi
quindi prima decidi cosa fargi dire al programma (e per questo punto occorre
conoscere anche quello che il punto di vista della tua ASL) e poi gli si fa
dire (es. in certe zone la ASL dice che la visita medica per i parrucchieri
per donna è obbligatoria, ovvio che non puoi metterti in contrasto con
quello che dice la ASL)

8) Richio biologico: occorre conoscere le buone prassi lavorative del
settore

ecc. ecc.




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