T.U. e altro: considerazioni di un auditor 18001
Von: F.B. (fb@ghjtyu.fr) [Profil]
Datum: 06.03.2008 15:59
Message-ID: <dFTzj.261261$%k.387583@twister2.libero.it>
Newsgroup: it.lavoro.prevenzione
Datum: 06.03.2008 15:59
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Newsgroup: it.lavoro.prevenzione
Già in passato, poco dopo il fattaccio TYSSEN avevo espresso alcune considerazioni derivanti dalla mia esperienza professionale. Oltre a svolgere come consulente l'attività di RSPP (cosa che non mi piace assolutamente e che sto pensando di abbandonare) mi occupo andell'implementazione di sistemi di gestione e svolgo per alcuni primari enti di certificazione l'attività di auditor OHSAS18001, attività queste molto più gratificanti se non altro dal punto di vista culturale. Ho riscontrato un aspetto fondamentale: quando l'imprenditore, vuoi per ragioni di opportunità, vuoi per convinzione, vuoi per fulminazione sulla via di Damasco, decide l'applicazione di un sistema volontario i risultati sono positivi perchè si riesce, in genere, a coinvolgere in una piccola rivoluzione culturale tutte le componenti aziendali; quando, come è accaduto finora, "si fa la 626 perchè si è costretti" i risultati sono assolutamente nulli, anche perchè, e le dichiarazioni di questi giorni sono emblematiche, si stanno affrontando le questioni con la logica della scontro tra padroni e lavoratori, non nella logica per la quale siamo tutti sulla stessa nave, cerchiamo di remare nella stessa direzione. Certo, esistono gestioni della 626 con i controfiocchi, ma nella gran parte delle aziende, anche grandi, la cosa è vista come un mero adempimento legislativo. Posso concordare con il fatto che una micro azienda non può implementare un sistema di gestione, ma può sempre, se adeguatamente motivata e "acculturata" adottare un approccio "proattivo". Le responsabilità sono di tutti, ma in particolare mi sento di stigmatizzare quelle degli enti di controllo, che, da sempre, si sono "chiamati fuori" da ogni proposta di confronto e collaborazione nell'ottica di una crescita culturale, privilegiando la funzione di inquisitori alla Torquemada e di poliziotti (sanzionare sempre e comunque è meglio che effettare una azione comune per prevenire, è il ribaltamento dell'assunto che sia megnio prevenire che curare). Adesso pare che il Datore di Lavoro che non esegue il DVR venga punito con l'arresto non estinguibile con le procedure di cui al 758; se fosse così sarebbe un'assurdità, ancora una volta si insite sugli aspetti formali, trascurando quelli sostanziali. Dobbiamo capire tutti che non è con lo stato di polizia che si fa prevenzione. A questo proposito mi piacerebbe confrontare il ricepimento della direttiva (che, lo ricordo, è una di rettiva di "nuovo approccio", quindi tendente a creare organizzazione, responsabilizzazione e cultura della sicurezza, ma non basata sul vetusto principio del "command and control" che altro non porta se non ad una deresponsabilizzazione e all'eterno contrasto tra arma - la sanzione - e scudo - gli escamotages per fare il meno possibile) nei vari stati europei, qualcuno mi può dare indicazioni? Quanto poi al nuovo TU ritengo che le leggi ci siano già, basta applicarle. F.B.[ Auf dieses Posting antworten ]
