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Re: sicurezza sul lavoro

Von: ee (darnic@libero.it) [Profil]
Datum: 06.03.2008 21:43
Message-ID: <7IYzj.29892$FR.143172@twister1.libero.it>
Newsgroup: it.lavoro.prevenzione
Per la sicurezza sul lavoro non c'è bisogno di nuove leggi e nemmeno di
assunzioni, ma solo di qualità dell'ispezione. Se si effettua una lettura
attenta delle statistiche Ministeriali si rileva che il 99,9% delle
violazioni riscontrate riguardano i vecchi DPR 303/56, 164/56 e 547/55, non
è mai stata contestata una violazione in Italia riguardante l'incapacità del
RSPP, del medico competente ecc.. Solo lo 0,1% delle violazioni riguardano
il D.Lgs.626/94, ed il D.Lgs.494/96, nonostante siano passati 13 anni
dall'entrata in vigore degli stessi. Infatti solo lo 0,1% delle violazioni
riscontrate sono relative al documento di valutazione dei rischi (art.4
D.Lgs.626/94), al POS ed al documento unico di valutazione dei rischi
relativo alle imprese appaltatrici (art.7 D.Lgs.626/94 s.m.i.). L'operazione
10000 cantieri e l'esempio di una strategia Ministeriale tendente a
privilegiare la quantità delle pratiche a scapito della qualità,  che
portano ad un peggioramento delle condizioni di sicurezza. Un ispezione
effettuata con il minimo di decenza ad una qualsiasi attività
imprenditoriale, comporta una durata del sopralluogo di un minimo di 10
giorni, se si vogliono analizzare il documento di valutazione dei rischi
(centinaia di pagine), la normativa sulla direttiva macchine, quella sulla
bassa tensione, quella sulla compatibilità elettromagnetica, quella sulle
apparecchiature a pressione (la cui vigilanza è di competenza degli
Ispettori del lavoro e non di quelli delle ASL), se si vogliono analizzare i
documenti sul rischio rumore ed eseguire analisi strumentali riguardanti le
condizioni microclimatiche e di aerazione, per il rilievo delle
concentrazioni degli inquinanti chimici, per  le sorgenti radiogene
ionizzanti e non, l'ispezione richiede notevoli tempi tecnici ,nonchè
conoscenze chimiche e fisiche approfondite. Se l'ispezione è effettuata per
riscontrare le solite violazioni  (mantovana, scarponi, casco) allora la
stessa può essere eseguita anche da vigili urbani e carabinieri, ma non è un
efficace attività di vigilanza. In tal modo, la visita ispettiva, così come
avviene, si risolve in poco tempo, con l'irrogazione di una sanzione di
700-900 euro, che l'imprenditore mette in conto e non curandosi poi di
applicare concretamente la sicurezza, "tanto sono passati gli ispettori". In
tale contesto e con tale metodica le visite ispettive recano danno alla
sicurezza sul lavoro, sarebbe più proficuo non eseguirle, se non altro ci
sarebbe il timore psicologico da parte dell'imprenditore della possibilità
di avere un ispezione da parte degli organi di vigilanza. L'attuale
personale ispettivo per il 99% è costituito da persone diventato ispettore
"sic et sempliciter" senza un effettivo concorso pubblico (L.285, passaggio
degli ex collocatori di 50 anni divenuti improvvisamente ispettori) di nome
e per qualifica, ma non de facto.  Alle radiazioni ionizzanti di qualche
DPL, sono adibiti ispettori (ex collocotori)  ragionieri o teologi, che
ovviamente non sanno nemmeno cosa sia un elettrone, infatti le loro
ispezioni non rilevano mai violazioni, capi linea e capiarea effettuati con
la sola logica sindacale, senza alcun riferimento al merito, alle capacità
ed all'impegno di lavoro, tanto al Dirigente interessa la quantità della
pratica, di cui il loro Fondo unico di amministrazione è funzione, guai se
si parla di qualità dell'ispezione, in quanto diminuendo il numero di
pratiche diminuisce l'importo FUA a loro attribuito. Ho ripreso l'attività
ispettiva dopo 15 anni d'inattività operativa e sono sbalordito, tutti i
documenti di valutazione dei rischi e POS e PSC esaminati, non sono tali e
per tale cosa ho contestato e contesto le violazioni riscontrate, gli stessi
sono una massa di carte che rappresentano una vera e propria presa in giro,
senza alcun riferimento al reale stato dei luoghi dell'azienda (documenti
validi per tutte le occasioni), il che stà a significare  che vi è un
omissione quotidiana e costante in materia da parte di tutti gli organi di
vigilaza. Sono convinto di essere uno dei pochi in Italia (senza alcuna
presunzione) ad aver contestato, la mancanza di capacità da parte del
responsabile per la sicurezza dei lavoratori, il più delle volte messo là
dal datore di lavoro solo come parafulmine. Se non si interviene sui
documenti di valutazione dei rischi che nella generalità dei casi sono
cartacce (adempimento formale ma non sostanziale, sulle figure dei RSPP che
dovrebbero costituire il cuore portante della sicurezza aziendale, se non si
rilevano le costanti violazioni commesse dai medici competenti ed
autorizzati che eseguono la sorveglianza medica, il più delle volte, con
superficialità estrema, allora le stragi continueranno a prolifelare. Nella
realtà in cui opero, da 20 anni non sono contestate violazioni agli esperti
qualificati in materia di radiazioni ionizzanti,(tanto le morti per tumore
avverranno dopo anni di esposizione e non saranno nemmeno attribuite all'esposizone
sul lavoro a tali sorgenti, infatti, su 20 ispezioni eseguite ho rilevato l'errore
nella valutazione delle dosi assorbite dai lavoratori. Sono 4 mesi che ho
intrapreso tale tipo di attività e a carico di tutti gli esperti qualificati
che ho incontrato sono state riscontrate violazioni, alcuni esperti
qualificati, grazie all'omissione perpetua e continuata di tutti gli organi
di vigilanza in materia (ARPA, ASL, DPL, VF), redigono delle relazioni che
non sono di radioprotezione e molti di tali esperti non capiscono cosa hanno
scritto (uso improprio del copia-incolla). Fatto più grave la relazione di
radiprotezione fatta dagli stessi non corrispnde allo spirito ed alla ratio
della normativa di cui al D.Lgs.230/95, ma alla vecchia relazione redatta
secondo la previgente normativa.  Le relazioni di radiprotezione così come i
documenti di valutazione dei rischi, i POS ecc., nella quasi totalità dei
casi sono sbagliati e non individuano l'effettivo grado di rischio. La
scorsa settimana ho litigato con i membri di una commissione prov., in
quanto ho rilevato che tutte le autorizzazioni emesse in materia di
radioisotopi non rispondono ai principi elementari della legge, e li ho
accusati d'incapacità o peggio ancora di omissione. Risultato finale non
vado più in commissione. Nell'ultima settimana ho lavorato circa 14-15-ore
giornaliere per redigere verbali d'ispezione di 50 pagine, in cui oltre a
contestare la violazione, nello spirito del D.Lgs.758/94 indico  linee guida
da applicare alla specifica fattispecie per eliminare la violazione
riscontrata, anche con riferimento alla necessità d'intervenire sull'organizzazione
del lavoro. E' ovvio che non percepisco compensi per lavoro straordinario,
in quanto lo straordinario con il beneplacito del Dirigente va a
sindacalisti sfaticati ed incapaci, non lo si fa per lo stipendio che è di
circa 1.500 euro mensili, lo si fa unicamente per una questione di dignità
(anche se è una parola obsoleta e vuota ai nostri giorni) e per cercare di
tutelare effettivamente la salute dei lavoratori, non  a mezzo di
sceneggiate tipo "blitz" "operazione Y" ecc..  Tali blitz sono
eseguiti il
più delle volte da personale tecnicamente inidoneo e poco motivato anche sul
piano economico, il fine degli stessi non è la sicurezza, bensì fornire una
mera immagine virtuale di efficienza ed impegno da parte dello Stato.
Impiegati iscritti al sindacato ed assunti "ope legis", che non hanno nulla
da fare sono muniti di computer per giocare a "solitario", mentre l'Ispettore
dopo una notte di lavoro a casa deve chiedere il favore a questi impiegati
per scrivere al pc una relazione da trasmettere urgentemente in Procura. Il
processo è irreversibile, si paga lo scotto delle assunzioni senza concorso
volute fortemente dai sindacati negli ultimi 30 e perseguite incessantemente
dalla politica clientelare (vedasi il DPCM 1-10-07 del Ministro Nicolais e
la legge Finanziaria 2008), che hanno immesso nei ruoli precari assunti da
liste partitiche-sindacali, sottraendo posti da mettere a concorso a giovani
meritevoli e capaci. Stamattina ho appreso che in ufficio vi sono diversi
strumenti di misura di cui gli Ispettori non sanno della loro esistenza,
tenuti chiusi negli armadi, forse perché il 95% degli Ispettori non è in
grado di utilizzarli. Il risultato è l'inefficienza, con dirigenti incapaci
posti ai vertici non per le loro capacità e meriti, ma quale risultato di
una politica  ed un sindacalismo avido e becero, principali colpevoli delle
quotidiane stragi sul lavoro.

Oggi ho saltato il pasto, sono stato in una clinica ed ho redatto un verbale
d'ispezione di 55 pagine (igiene. sicurezza e radioprotezione), i documenti
avevano solo il nome di valutazione dei rischi, per l'art.7 hanno fatto un
documento congiunto dei rischi (committente ed appaltatore ) che era mera
carta straccia. Oltre a saltare il pasto, bere caffè e fumare sigarette, non
avere un euro di straordinario, ho rimesso io la benzina perchè il
Ministero, in città non autorizza il mezzo proprio. Indipendentemente dalla
preparazione professionale richiesta in un settore che abbraccia tutti i
campi scientifici e tecnologici (illuminamento, rumore, microclima,
inquinanti chimici, impiantistica elettromeccanica, c.e.m., radiazioni
ionizzanti, apparecchiature a pressione, direttiva macchine, ecc.), non
credo che tutti siano disposti a tali sacrifici. Oggi ho contestato anche
gli estintori che in tutt'Italia non sono a norma, compresi quelli nelle
Procure e Tribunali. Non ho mai visto un estintore con il cartellino dei
controlli ed il libretto "uso e istruzioni" con le esatte fasi di
manutenzione, così come richiesto dalla normativa UNI/CNVF 9994,
indispensabili in quanto indicanti a quale fase si riferisce la data di
verifica (controllo, revisione o collaudo????). E' da chiedersi come siano
stati omologati dal Ministero dell'Interno. In data odierna ho constatato
che tale Ministero ha emesso un decreto di omologazione in contrasto con la
Direttiva "PED" ed oltretutto sprovvisto di data?. Le Leggi esistenti sono
più che abbondanti, il fatto e che vi è un omissione costante e quotidiana
da parte di tutti gli organi di controllo (ASL, ex Ispettorati, ARPA). Chi
effettua il controllo di mercato in Italia (Direttiva macchine, dir.bassa
tensione ecc.)? La risposta è semplice, ovvero, NESSUNO. Constato
quotidianamente che le apparecchiature elettromedicali nuove quali TAC, RNM
ecc. hanno generalmente i dati di targa sotto la carcassa ed illeggibili,
chiedo come sia stato possibile immetterle sul mercato, possibile che
nessuno del Ministero della Sanità e delle attività produttive, controlla
che il marchio CE apposto è illegittimo? Tale è un esempio banale.

In conclusione è innegabile che i morti sul lavoro sono dovuti al fatto che
l'ispezione manca di qualità, ovvero degli ispettori circa il 90%  è
divenuto tale senza essere mai stato  sottoposto come detto in precedenza,
ad un concorso pubblico, grazie al sindacato (che oggi ipocritamente fa
manifestazioni per i morti sul lavoro) gli ex collocatori assunti per giunta
senza concorso sono divenuti Ispettori. Nella DPL in cui lavoro, due  di
questi, su un organico di 5 ispettori tecnici, dovrebbero fare vigilanza
sulle radiazioni ionizzanti, non sanno nemmeno cosa sia un elettrone, uno  è
laureato in teologia e l'altro ha un diploma magistrale.  Due Direttori
delle DPL, nella Regione in cui opero,  provengono dalla vecchia legge
giovanile (senza concorso), chi invece ha fatto un concorso pubblico oltre
ad essere andato a 1000 Km da casa per lavorare, non aderendo ad alcuna
sigla sindacale ed a nessun partito è rimasto Ispettore, anche se  ha
professionalità notevole. Il Dirigente divenuto tale grazie all'appoggio
sindacale, è obbligato a nominare capilinea e capiarea il personale imposto
dal sindacato, i quali poi non sono capaci di fornire alcuna direttiva e non
in grado di insegnare e formare i nuovi ispettori, con le conseguenze che
gli infortuni mortali sono in costante aumento. Perché, non si nomina
Dirigente a mezzo di una forte selezione, ed un capo area in base alla
qualità del  prodotto fornito? Perché per nominare costoro non  si espleta
una selezione concorsuale a mezzo soluzione di problematiche specifiche e
non si scelga sul campo il migliore, perché non si guarda alla tipologia di
lavoro ed alla qualità del lavoro espletato dal personale da nominare?

I morti sul lavoro non diminuiscono aumentando il numero delle ispezioni e
neanche il numero degli Ispettori, ma solo con ispezioni di qualità, con
Funzionari in possesso di cognizioni chimico fisiche che sono fondamentali
per l'espletamento della vigilanza in materia di prevenzione infortuni e d'igiene
del lavoro.

Altro che Monarchia assoluta, negli ultimi trent'anni  la Repubblica ha
nominato ai vertici persone incapaci e poi a parole si persegue
apparentemente l'efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa.

Mi scuso per lo sfogo se non altro allevia la rabbia interiore.



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