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Storie di ordinario precariato

Von: Giuseppe Silvestri (giuseppesilvestri81@gmail.com) [Profil]
Datum: 06.11.2009 10:21
Message-ID: <afc8734d-16a0-4a4c-9c10-99a6e5b0c5da@j4g2000yqe.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.informatica
Leggte questo fra tanti post su Repubblica che direi riassume
perfettamente la situazione di tanti lavoratori in ambito informatico

Laureato in comunicazione a roma nel 2005 dopo corso posta laurea in
marketing e stage di 3 mesi in un azienda multinazionale decido di
trasferirmi a dublino , per un esperienza di vita all'estero e per l
inglese. Nella capitale irlandese alla fine rimarrò 2 anni. Lavoro
pagato bene anche se non particolarmente qualificato qualità della
vita buona ma so che non potrà essere il posto della mia vita. Decido
licenziandomi di giocare le mie carte in Italia e dopo un paio di mesi
nel 2008 trovo lavoro in un azienda informatica nella mia zona di
nascita; dopo 6 mesi di tirocinio a 750 euro mi viene fatto un
contratto di apprendistato (a quasi 30anni!! ) di 54 mesi a poco più
di mille euro con buone garanzie di assunzione a tempo indeterminato.
Pur non essendo soddisfatto appieno del tipo di lavoro non attinente
con i miei studi e dello stipendio sto cercando di ritagliarmi uno
spazio in azienda consapevole del periodo difficile e delle gravi
mancanze strutturali dell intero sistema lavorativo italiano. Ma si
può vivere tutta la vita come emigrante?

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