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"Ci avete traditi, restituiteci la vita"

Von: theDRaKKaR (thedrakkar@gmail.com) [Profil]
Datum: 31.10.2009 00:03
Message-ID: <c4805037-d216-4ece-8386-f5e645b7c16f@a32g2000yqm.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.informatica
su Repubblica ci sono testimonianze agghiaccianti: a leggerle mi
chiedo per quale cazzo di motivo sto ancora in questo paese..

qualche esempio (vi avverto: è una galleria degli orrori, astenersi
impressionabili, specie se precari o disoccupati)

Sono Matteo Vignaroli, un ragazzo di 28 anni figlio del popolo (papà
artigiano, mamma casalinga).Dopo essermi laureato (Scienze della
comunicazione alla Sapienza, vecchio ordinamento, voto 105/110 e in
corso) sono entrato in quel vero e proprio tritacarne che è l'attuale
mercato del lavoro. Pseudo-collaboratore indipendente prima
(assicurazioni generali, 700€ mensili con ritenuta d'acconto ergo a
fine mese nulla), lavoratore in nero poi (almeno retribuito...), in
prova (neanche retribuito ho dovuto fare vertenza e ringrazio ancora
la CGIL), con contratto determinato (Aeroporti di Roma, giusto il
tempo di coprire il maggior traffico aereo estivo) non rinnovato,
infine come co.co.pro. in un call center (chissà cosa avrebbe oggi da
dire Marx in merito all'alienzaione dei lavoratori...almeno quelli
erano uniti e non lobotomizzati) e attualmente (da marzo)
disoccupato...Non ho una lira da parte, mi aiuta la mia famiglia, mia
nonna, cerco di ricavare qualcosa scommettendo sul campionato, ancora
invio una media di 2/3 curricula al giorno percheè purtroppo non so
rubare, spacciare, truffare, prostituirmi....

-

Finita l'università mi sono lanciata in un periodo a Bruxelles,
pensavo fare un master internazionale di 2-3 anni e poi tornare
arricchita culturalemente in Italia per far valere i miei studi
esteri. Mi dicevo, guadagnero bene... i 2-3 anni passano e non vedo
ancora come poter tornare in un italia sempre più povera sulla piazza
del lavoro...bon mi sono detta, nel frattempo allora faccio un DESS in
Francia (in totale 7 anni di università alla fine) ...in italia niente
da fare , tutti i miei amici rimasti li, sono rimasti proprio
FRAGATI ! tanti anni di studi...per alla fine avere un pezzo di carta
che vale come la carta igenica...che vergogna permettere all'italia di
perdere i propri cervelli! per informazione ormai sono quasi 10 anni
che vivo e mi appago à Bruxelles, ci sono arrivata il 22 Dicembre
2000, il 4 Gennaio 2001 ho trovato il mio primo lavoro, contratto
indeterminato, buoni pasto, rimborso spese di trasporto... perché in
italia non funziona cosi??? Cosa è che fa dell'italia un Paese con
"fradicio" ???

-

Bisognerebbe raccontare una vita di precariato e una vita di
precarietà psicologica senza essere banale. Un po' difficile, visto
che oggi desiderare un lavoro per vivere decentemente, sembra
desiderare un palazzo reale da dove poter gettare farina quando
abbiamo voglia di neve. Banale è il mio percorso, come tanti altri.
Laurea in Storia contemporanea, con 110 e lode come tanti altri.
Master in Biblioteconomia, bibliotecaria precaria per quattro anni a
480 euro mensili e dopo anni di vuoto e frustrazioni la fuga. Fughe
obbligate per salvaguardare un pizzico di decenza, alla quale si paga
il prezzo ogni giorno. Perché essere decente, non idealista (magari lo
fossi!!), significa vedersi passare davanti il tuo compagno di classe
al quale per anni hai passato i compiti. Vivo in Francia, arrivata
alla stazione senza neanche saper dire bonjour!, sono precaria e devo
correre dietro una speranza ogni giorno che scendo dal mio letto. Ma
nonostante le difficoltà, mi sento decente ed esserlo fuori dalla
nostra amata Italia non ti sottopone all'ironia dello stesso compagno
di banco, che con la sua crevatta rosa ti chiede gentilmente di fargli
le fotocopie. Lasciare le proprie radici procura dolore, a se stessi,
alle persone che ti amano, ma purtroppo sono nata in una nazione che
marchia l'anima fin dalla nascita. Un marchio indelebile, un marchio
che permette agli altri di vedere che non sei come loro, che non hai i
piedi nel fango come i maiali. L'Italia è il mio paese di vacanze!!

-

Sono biochimica. Avendone la possibilita decisi di studiare all'estero
(in Germania), dove grazie al numero chiuso eravamo in 30. L'idea era
di tornare. Dopo 2 stage di laboratorio in Italia e molte discussioni
scoraggianti con ricercatori italiani, sono rimasta all'estero per gli
studi (con una borsa per gli ultimi 2 anni), laurea (retribuita),
dottorato (borsa di studio) e postdottorato (retribuito). Intanto in
Italia persone almeno altrettanto capaci vengono retribuite in maniera
simbolica per insegnare un intero anno accademico. Costretti ad
accettare lo sfruttamento per ragioni "di curriculum". Ma i prof che
fanno questi contratti non si vergognano? Che impegno si aspettano da
un assistente sottopagato? Non mi pento di essere rimasta fuori, anche
se ovviamente dopo tanto tempo mi sento sradicata e sarei felice poter
tornare. Ma a patto di rimanere ad un livello di ricerca paragonabile
a quello di altri paesi europei e di non essere sottopagata.
Impossibile, mi dicono in molti.

-

Sono laureata in Scienze della Comunicazione vecchio ordinamento. Dopo
la laurea ero piena di speranze e di entusiasmo. Questi sentimenti
erano alimentati anche dalla vincita del premio di laurea "Paola
Bianchi" (istituito dal Comune di Roma), un riconoscimento che ha
contribuito nell'illusione che per me sarebbe stato tutto diverso e
che sarei uscita dal tunnel del lavoro nero. In realtà è cominciato un
incubo e ho continuato a lavorare in nero come ho sempre fatto durante
gli studi, senza prospettive. Così ho deciso di partire per l'Irlanda
dove sono rimasta qualche mese, ho studiato e ho preso la
certificazione Cambridge ESOL e sono tornata a Roma decisa a ritentare
con questo nuovo pezzo di carta. Ho trovato uno stage in una ONG: 3
mesi, 8 ore al giorno, tutti i giorni, senza neanche un piccolo
rimborso spese. Le organizzazioni ormai vivono di stagisti non pagati!
Vedevo un continuo ricambio di ragazzi sfruttati come me...ma non
avevamo scelta nella speranza di un contratto. Finito lo stage tutto è
tornato come prima, al posto mio ci sono altre stagiste che lavorano
gratis, senza un minimo di rispetto per il lavoro che svolgono. Non mi
resta che andarmene, qui mi sembra di non avere futuro...eppure invece
di essere contenta di una eventuale rinascita all'estero mi sento male
all'idea di dover lasciare tutte le persone a me care, tutto quello
che ho costruito nella mia vita fino ad oggi. E' come scontare una
pena per un reato che non ho commesso io..ma non c'è alternativa.

-

Complimenti per l'iniziativa. Io sono una completa fallita, perché con
una laurea in lettere 110 e lode, corso di perfezionamento
universitario, master di I livello, corsi di lingua e stage sono
disoccupata. Dal 2005 sono riuscita a lavorare con continuità cercando
freneticamente di passare da un lavoro all'altro: redattrice, addetto
stampa, giornalista, editor, consulente letterario, supplente al
liceo, corettr. di bozze. Ora la crisi ha frenato il mercato e io non
ce la faccio più a trovare la motivazione per continuare a mandare CV
ogni giorno, tutto il giorno navigando su Internet. Da 2 anni guadagno
4 mila netti l'anno. Anche se ti impegni non puoi fidarti. C'è chi ti
promette di riconfermarti il co.co.pro. e ti tartassa di lavoro per
alleggerire gli assunti, chi non ti versa i contributi e non puoi
chiedere l'indennizzo di disoccupazione, c'è chi ti mette le mani
addosso perché sa che cerchi disperatamente un lavoro, chi dice di non
avere i soldi per pagarti il lavoro consegnato ma ti minaccia se
simuli uno sciopero, chi stacca un assegno di 125 Euro per sei mesi di
articoli. Sto cercando di trovare un posto da commessa, da segretaria
o da receptionist ma mi sento tradita, perché i mini contratti a tempo
che si sono inventati hanno tolto a chi lavoro ogni diritto, ogni
speranza, ogni lealtà. E voglia di fare. Ero una secchiona, mi
impegnavo. Ora non ho voglia di fare niente, tanto è inutile. Scusate
lo sfogo, a volte pensi di essere l'unico a stare così, la vostra
inchiesta consola.

-

Roma città aperta così la definiva Rossellini consagrandola a quel
neorealismo crudo, traduttore simultaneo di storie di vita. Oggi una
Roma aperta al gioco o giogo della crisi, sul tavolo verde lei conta
le sue carte, studia gli avversari e capisce che in quella mano deve
bluffare. Seduti all'altra parte del tavolo, loro, giovani leve che
per guadagnarsi il proprio posto nel jet leg economico decidono di
sfidarla a viso aperto, forti di una fiducia nella meritocrazia e in
un sistema fair-playistico. Ecco che il centro si colora con le prime
fiches, ognuno ha puntato, la partita comincia e con lei l'abilità
bluff(arda) di Roma..Sembri favorito, ti chiedi se sia per l'aiuto
degli astri in qualche strano allineamento, o se davvero hai imparato
a giocare, fatto sta che cominci a sentirti gratificato degli sforzi/
rinuncie che hai fatto per sederti a quel tavolo e quasi ti illudi che
qualcuno abbia voluto riconoscerti le tue capacità messe a punto in
ANNI di studio. Improvvisamente lei spezza il filo dei tuoi pensieri e
con voce debole intona un poker di "Q" quando in mano tu hai Colore e
capisci quanto ancora sia Regina nel decidere del futuro altrui. Roma
onni-imput e multi-chances ma é troppo facile trovarsi vittime
dell'arbitrarietà e dello sfruttamento. Io, laureanda in Innovazione e
Sviluppo, laurea specialistica, caduta nelle maglie dei "surrogati"
dell'assunzione, dopo varissimi lavori approdo per la seconda volta al
call center, metto su le cuffie e non sento piu!

-

Sono laureato con lode in Scienze Umanistiche - dipartimento di studi
antropologici (laureandomi con un docente documentarista). Dopo la
laurea ho trascorso due anni a Milano per specializzarmi in ripresa
cinematografica presso un' accademia riconosciuta dallo stato
(selezione per solo 10 allievi all'anno). Il mio obbiettivo era quello
di lavorare come documentarista, ma le opportunità della vita mi hanno
avvicinato al mondo cinematografico delle fiction italiane (ai più
sconosciuto) come volontario per il primo anno. E' un settore nel
quale per l'80% dei casi lavorano maestranze che da generazioni si
tramandano il mestiere (come se fosse una corporazione impenetrabile),
per il restante 20% ci sono una flotta di persone che sputano sangue
dall'alba alla sera per quattro soldi con duplici mansioni (ovvero
svolgono anche il lavoro che dovrebbe essere affidato ad un'altra
persona) oppure come eterni "volontari", e badate che non vengono
chiamati "stagisti" che avrebbe tutt'altra connotazione giuridica.
Parlare di curriculum è un concetto totalmente alieno a questo
settore, anzi ti ridono in faccia quando parli delle tue esperienze
formative. All'estero, come al solito, invece fanno molta attenzione
al percorso formativo. In riferimento all'intervento n°940 che critica
le professioni "non materiali" faccio presente che l'Italia butta al
vento un patrimonio culturale, artistico, archeologico che potrebbe
diventare una delle prime voci del pil di questo paese.

eccetera eccetera eccetera





MA COME CAZZO È CHE ANCORA NON ABBIAMO FATTO UNA RIVOLUZIONE!?

prendiamoci questo cazzo di paese prima che lo finiscono di
distruggere questi maledetti gerontocratici

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