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Re: impara a programmare in 10 anni

Von: riccardo (riccardo.odraccir@gmail.com) [Profil]
Datum: 05.07.2009 13:44
Message-ID: <8cfb2409-31e4-4d7e-8f36-4cf77033c8f0@c1g2000yqi.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.informatica
On Jul 4, 2:01 pm, gh <g...@nospam.gmail.com> wrote:

> Io, al contrario, adoro il fatto che un grandissimo come lui
> sottolinei che la differenza la fa il singolo prima di tutto e che
> l'esperienza diretta è sempre la primo posto.

sul fatto che l'esperienza sia preziosa non ci sono dubbi, ma io credo
che avrebbe dovuto dare piu' peso all'istruzione, perche' senza
istruzione spesso si rimane limitati.

> Norvig sa bene che la maggioranza delle persone, laureate o meno, non
> riesce poi a esprimere in capacità pratiche e produttività quello che
> studia fondamentalmente perchè il "learning by doing" non viene
> considerato come dovrebbe.

si' pero' la maggior parte delle persone ha difficolta' a studiare da
sola , specialmente se non ha avuto un training adeguato

> "Learn at least a half dozen programming languages",
sacrosanto, ma quanti programmatori che si buttano sul lavoro subito
hanno tempo, voglia e ispirazione per farlo?


> "Program",
sacrosanto


> "Be the best programmer on some projects; be the worst on some others"
sacrosanto

> "Remember that there is a "computer" in "computer
science",
sacrosanto, ma io ricorderei anche che c'e' la parola "science"...


> mancano alla stragrande maggioranza dei programmatori, laureati e non.
> E' questo che conta alla fine.

certo ma per arrivarci aver avuto un ' istruzione decente e' un grande
aiuto.

> Mi meraviglia che tu non colga la "full picture" ma ti soffermi solo
> sul particolare. :/

no no io la vedo la "full picture" eccome.. sono d'accordo sulla
maggior parte delle cose che dice Norvig, solo darei piu' peso a una
buona istruzione. Anche solo perche' e' un processo che ti abitua a
studiare e a migliorarti.


> Però forse stai facendo confusione. L'articolo tratta l'imparare a
> programmare, non l'imparare a fare il computer scientist, di cui lui
> tra l'altro rappresenta oggi uno dei massimi esponenti.
>
> Tradotto ti dice: per programmare e bene fare il collegge non è
> necessario e/o discriminante.

giusto che non sia necessario o discriminante ma e' sicuramente
utilissimo.

> Molti nomi (Bruce Eckel, Alex Martelli, etc.) tra i grandi esperti del
> C++ la pensano così. Lo stesso Stroustrup non nasconde l'ardua
> difficoltà dell'impresa inhttp://www.research.att.com/~bs/bs_faq.html
> A me pare difficile associare quello che lui stesso (2 anni in media
> per impararlo, necessità di mentoring altrimenti ci si perde nella sua
> complessità) e altri grandi esperti asseriscono con l'idea che sia
> indolore come punto di partenza per imparare a programmare.

Stroustrup ha appena scritto un libro con cui si ripropone di
insegnare a programmare utilizzando il C++ e pensi che ritenga il C++
una scelta sbagliata come primo linguaggio? :)
Continui a far confusione tra imparare un linguaggio da cima a fondo e
imparare a programmare.

> Non lo è by design, come il C. E' stato creato come evoluzione del C,
> quindi per il programmatore esperto come target e la cosa è evidente.
> Discussioni come questahttp://www.artima.com/intv/goldilocks.html
> confermano il fatto che "perdersi" nel C++ è facile, ed infatti
ben
> venga finalmente questo suo nuovo libro (anche se a dire il vero
> diverse perle erano già presenti da una vita: Lippman, Koening,...) in
> aiuto, se è proprio necessario che un qualche neofita di
> programmazione lo impari per primo.

no, non se e' "necessario", C++ va benissimo per imparare  a
programmare.

> Ma tutti i libri del mondo non renderanno un linguaggio di basso
> livello meglio digeribile o più produttivo di un vhll.
>
> L'esperienza ci ha insegnato che non è produttivo usare il C++ come
> primo approccio alla programmazione; fortunatamente per noi, con il
> passare del tempo questa idea si è ben consolidata.
>
> Al solito, tutto si riconduce sempre allo stesso, grande errore di
> fondo: non usare lo strumento giusto al momento giusto :)

odio l' "ipse dixit", ma in questo caso credo sia appropriato:
Dall' introduzione di "programming, principles and practice using c++"
"why c++? c++ directly supports the key concepts and techniques used
in real-world software.
... Quality and/or free implementations are found on every kind of
computer...Most of the programming concepts you will learn using c++
can be used directly in other languages such as C, C#, Fortran and
Java.
... We teach programming first and treat our chosen programming
language as secondary, as a tool. Our general approach can be used
with any general purpose programming language. ....
At the end of this book, will you be an expert at programming and at C+
+? Of course not! When done well, programming is a subtle, deep, and
highly skilled art building on a variety of technical skills. You
should no more expect to be an expert at programming in four months
than you should expect to be an expert in biology, math, in a natural
language,or at playing the violin in four months, or in half an year,
or a year. What you should hope for and what you can expect if you
approach this book seriously, is to have a really good start that
allows you to write relatively simple useful programs, to be able to
read more complex programs and to have a good conceptual and practical
background for further work.".
Credo che questo chiuda la discussione.




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