Re: impara a programmare in 10 anni
Von: gh (gh@nospam.gmail.com) [Profil]
Datum: 08.07.2009 03:12
Message-ID: <01h755l1h43fvb497upo6rnqgrh1nnch0e@4ax.com>
Newsgroup: it.lavoro.informatica
Datum: 08.07.2009 03:12
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On Sun, 5 Jul 2009 05:25:04 -0700 (PDT), Wolferin <wolferine_71@yahoo.com> wrote: >On 4 Lug, 14:01, gh <g...@nospam.gmail.com> wrote: >[CUT] >> Ma tutti i libri del mondo non renderanno un linguaggio di basso >> livello meglio digeribile o più produttivo di un vhll. >> >> L'esperienza ci ha insegnato che non è produttivo usare il C++ come >> primo approccio alla programmazione; fortunatamente per noi, con il >> passare del tempo questa idea si è ben consolidata. >> >> Al solito, tutto si riconduce sempre allo stesso, grande errore di >> fondo: non usare lo strumento giusto al momento giusto :)- > >Io invece pongo la questione in un'altra visuale. >Premesso che sono d'accordo che, come dice Norvig, spesso si usa >"caprescamente" il C++ come il C, o peggio come il BASIC. Occhio che esprime un concetto piuttosto universale, non è una critica diretta a chi scrive in C++ non idiomatico; si riferisce all'ipotetico principiate che vorrebbe imparare un linguaggio in pochissimo tempo, e che potrebbe finire con lo scrivere codice che del nuovo linguaggio ha solo la sintassi e non gli idiomi caratteristici. Il fatto che qualcuno con esperienza *di proposito* scriva in C++ come fosse C è un altro paio di maniche. >Esistono molti miei post però, dove una piccola lezione che ho >imparato all'università (e qui Norvig non me ne voglia ma dissento >completamente da lui...) è che non è tanto importante un linguaggio, >ma il metodo di risoluzione del problema. Il vero informatico si deve >astrarre dal linguaggio, e mi spiego con un esempio. > >Io nasco come programmatore C su Amiga a 14 anni (non voglio fare a >gara con Luc...), oggi da PM sistemista il massimo che uso è lo script >shell. Questo non toglie che, dovendo correggere molti cgi-bin o >script che trattano dati fatti in Perl abbia avuto a che fare con >questo linguaggio. Io non conosco il Perl però ti posso assicurare >che, guardando vari esempi di sintassi su Internet, sono in grado di >CORREGGERE alcuni errori concettuali o di funzionamento. Bene. Ma questo cosa dovrebbe dimostrare? :) >Morale: un vero informatico quando deve lavorare con dei sorgenti si >procura il manuale della sintassi del linguaggio. Se gli piace lo >impara, se non gli piace (come è il mio caso col Perl, linguaggio che >per molti aspetti non gradisco) è comunque in grado di metterci le >mani. Scusa ma questa è una visione talmente restrittiva e ottimistica che mi fa pensare (non molto a dire il vero, visto che lo ammetti tu stesso poco sopra) tu sia lontano dallo sviluppare/manutenere codice che non sia davvero banale (e di sicuro non scritto in linguaggi complessi come il C++, di cui si parlava). >Se CI DEVE LAVORARE PER FORZA, beh magari a malincuore, lo impara >uguale: è stato così per me per l'Oracle Pro*C 10 anni fa... > >Vedo ancora una volta che si fanno guerre di religione sui vari >linguaggi (per carità pure io ho le mie preferenze) Io invece noto che l'argomento guerre di religione viene sempre tirato in ballo da chi non è interessato a sostenere discussioni tecniche di livello superiore alla chiacchiera. E' un modo facile per chiudere la questione e poco più. >senza capire che >sono lo strumento per la realizzazione di un algoritmo. Poi ne >esistono di più o meno validi ma l'abilità è capire la metodologia di >codifica e NON il linguaggio in sè: è questo secondo me che Norvig >vuole trasmetterci. Sbagli ancora peccando d'inesperienza. Il linguaggio è importante tanto quanto il resto. Non saperlo padroneggiare a dovere equivale a scrivere software mediocre.[ Auf dieses Posting antworten ]
