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Re: impara a programmare in 10 anni

Von: riccardo (riccardo.odraccir@gmail.com) [Profil]
Datum: 04.07.2009 12:15
Message-ID: <12eecaa0-7775-48af-a056-3b08f3a74cc1@b9g2000yqm.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.informatica
On Jul 4, 1:51 am, gh <g...@nospam.gmail.com> wrote:

> >Sono meno d'accordo sul fatto che i libri tipo "teach yourself xxx.."
> >siano tutti inutili. Certo se ne abusa, ma ne ho visti anche di fatti
> >in maniera decente e possono avere una loro utilita' come introduzione
> >"dolce" per chi magari ha un po' troppo timore reverenziale per un
> >soggetto, o non e' ancora sicuro se gli interessa veramente.
>
> Non mi pare li critichi in quanto a qualità. Se ci fai caso, insiste
> sul significato che il titolo di questi libri vuole comunicare: "basta
> poco, che ce vò!" (cit.). So anch'io che ce ne sono diversi di quelle
> collane davvero ben fatti (ricordo titoli su C++, statistica,
> Python...), lui punta piuttosto all'errato messaggio che lanciano.

Fa sicuramente bene a criticare il messaggio che lanciano, ma credo
che a scanso di equivoci dovrebbe anche menzionare il fatto che dei
libri facili hanno una loro utilita'. Inoltre non mi sono piaciuti
passaggi come:
"If you want, put in four years at a college (or more at a graduate
school). This will give you access to some jobs that require
credentials, and it will give you a deeper understanding of the field,
but if you don't enjoy school, you can (with some dedication) get
similar experience on the job."
Questa e' un'affermazione estremamente "diminishing" di quello che ti
puo' dare, dal punto di vista umano, mentale e professionale
l'esperienza universitaria (specialmente in un buon college americano,
e parlo per esperienza personale). Ha ragione sul fatto che il college
non sia indispensabile, ma dovrebbe sottinearne l'importanza.

Trovo discutibile anche questa affermazione:
"With all that in mind, its questionable how far you can get just by
book learning. Before my first child was born, I read all the How To
books, and still felt like a clueless novice. 30 Months later, when my
second child was due, did I go back to the books for a refresher? No.
Instead, I relied on my personal experience, which turned out to be
far more useful and reassuring to me than the thousands of pages
written by experts. "

In primis, l'educazione che puo' aver ottenuto leggendo qualche libro
su come gestire i neonati non e' certo comparabile a quella che si
ottiene studiando programmazione e computer science per anni.
Inoltre, prendersi cura di un neonato e' un' attivita' leggermente
meno teorica della programmazione...
Di nuovo, non ha torto in generale, l'esperienza ha il suo peso
eccome, ma il modo in cui pone la frase e' "diminishing" verso il
"book learning" , che certo e' solo una parte della cultura di un
'informatico, ma una parte estremamente importante.


> >Penso anche che dica una stupidaggine quando indica C++ e Java come
> >troppo complessi per chi vuol imparare a programmare. Io penso siano
> >perfetti. Certo, C++ ha molti "lati oscuri", ma nessuno ti obbliga ad
> >esplorarli finche' sei un niubbo...
>
> Io una volta mi ero fatto una idea sul linguaggio con cui iniziare.
> Più vado avanti, più questa idea cambia continuamente ;)
>
> Cmq, sono daccordo con Peter Norvig, almeno sul C++: è un linguaggio a
> cui approdare, pieno zeppo di complessità, difficile dire che sia
> l'ideale per un neofita.

Credi? Prova a dare uno sguardo a questo libro:
http://www.amazon.com/Programming-Principles-Practice-Using-C/dp/0321543726
E' una perla assoluta per l'insegnamento della programmazione.  E'
vero, il C++ ha parti difficili,
ma un libro che insegna la programmazione deve insegnare i principi
generali,lo stile, il modo di pensare.. non deve farti diventare un
"language lawyer". ( E Stroustrup fa molta attenzione in questo libro
a distinguere i due concetti e a sconsigliare all'aspirante
programmatore di concentrarsi sul diventare un "language lawyer").
In sostanza la scelta del linguaggio e' molto libera, quello che conta
e' che sia un linguaggio ragionevolmente "in uso" e che abbia uno
spettro abbastanza ampio da poter illustrare diverse tecniche di
programmazione.  C++, Java, Python, Ruby, C#.. vanno tutti benissimo.

> Cmq Norvig è proprio un mostro, basta vedere gli articoli sulla sua
> home page per capire di che geniaccio parliamo.

ah che il tipo sia in gambe e' fuori discussione, e l'articolo e'
sicuramente molto interessante, a partire dal titolo!


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