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Re: impara a programmare in 10 anni

Von: Wolferin (wolferine_71@yahoo.com) [Profil]
Datum: 05.07.2009 14:25
Message-ID: <363a43f6-fc8e-4de4-af61-7709262d002c@p29g2000yqh.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.informatica
On 4 Lug, 14:01, gh <g...@nospam.gmail.com> wrote:
[CUT]
> Ma tutti i libri del mondo non renderanno un linguaggio di basso
> livello meglio digeribile o più produttivo di un vhll.
>
> L'esperienza ci ha insegnato che non è produttivo usare il C++ come
> primo approccio alla programmazione; fortunatamente per noi, con il
> passare del tempo questa idea si è ben consolidata.
>
> Al solito, tutto si riconduce sempre allo stesso, grande errore di
> fondo: non usare lo strumento giusto al momento giusto :)-

Io invece pongo la questione in un'altra visuale.
Premesso che sono d'accordo che, come dice Norvig, spesso si usa
"caprescamente" il C++ come il C, o peggio come il BASIC.
Esistono molti miei post però, dove una piccola lezione che ho
imparato all'università (e qui Norvig non me ne voglia ma dissento
completamente da lui...) è che non è tanto importante un linguaggio,
ma il metodo di risoluzione del problema. Il vero informatico si deve
astrarre dal linguaggio, e mi spiego con un esempio.

Io nasco come programmatore C su Amiga a 14 anni (non voglio fare a
gara con Luc...), oggi da PM sistemista il massimo che uso è lo script
shell. Questo non toglie che, dovendo correggere molti cgi-bin o
script che trattano dati fatti in Perl abbia avuto a che fare con
questo linguaggio. Io non conosco il Perl però ti posso assicurare
che, guardando vari esempi di sintassi su Internet, sono in grado di
CORREGGERE alcuni errori concettuali o di funzionamento.
Morale: un vero informatico quando deve lavorare con dei sorgenti si
procura il manuale della sintassi del linguaggio. Se gli piace lo
impara, se non gli piace (come è il mio caso col Perl, linguaggio che
per molti aspetti non gradisco) è comunque in grado di metterci le
mani.
Se CI DEVE LAVORARE PER FORZA, beh magari a malincuore, lo impara
uguale: è stato così per me per l'Oracle Pro*C 10 anni fa...

Vedo ancora una volta che si fanno guerre di religione sui vari
linguaggi (per carità pure io ho le mie preferenze) senza capire che
sono lo strumento per la realizzazione di un algoritmo. Poi ne
esistono di più o meno validi ma l'abilità è capire la metodologia di
codifica e  NON il linguaggio in sè: è questo secondo me che Norvig
vuole trasmetterci.

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