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Re: Continuous Integration: chi era costui?

Von: Alessandro Riolo (alessandro.riolo@gmail.com) [Profil]
Datum: 02.07.2008 14:01
Message-ID: <5afa8c30-3802-439c-9083-c475fa60db68@k37g2000hsf.googlegroups.com>
Newsgroup: it.lavoro.informatica
On 1 Jul, 11:42, Giulio Petrucci <sis...@nonono.boh> wrote:
> Se ogni sviluppatore deve far girare *almeno* gli unit-test, questo
> significa che il codice deve compilare. Quindi, mi domando: come fa uno
> sviluppatore a rompere la build?

Perche' magari compilava in locale, ma senza le modifiche nel
frattempo apportate altrove da altri colleghi?

> > Se descrivevi un sistema a controllo aperto, e' una pazzia pura.
>
> Cosa intendi per "cotrollo aperto"? E perché sarebbe pazzia?

Controllo ad anello aperto, controllo non retroazionato, senza
feedback. Nello specifico, i programmatori programmano per giorni o
settimane, fanno gli unit test della loro copia locale, tutto fila
liscio, fanno il commit dopo diciamo 1 mese, le possibilita' che nel
caso generale tutto integri perfettamente sono talmente basse da
potersi considerare inesistenti. Stabilizzare il tutto probabilmente
costera' piu' tempo che lo sviluppo in se'.

> > Se descrivevi CI fatto in casa senza un tool apposito, e' ok
>
> L'idea iniziale era questa. ;-)

IMVHO e' sbagliata. CCNet e' un tool talmente semplice ed elastico,
che e' un peccato non usarlo. Possibilmente altri tool pure.
Probabilmente e' perche' ho iniziato a fare CI ormai da anni, ma al
giorno d'oggi non saprei come fare senza, e sinceramente non
immaginavo ci fosse chi facesse senza al giorno d'oggi.

--
ale
http://ale.riolo.co.uk

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