Re: Limitazione correnti prese bivalenti e norme CEI 64 8
Von: RLDeboni (robertodeboni@deboni.name) [Profil]
Datum: 06.05.2008 17:40
Message-ID: <4dOdnYWjUrWGFL3VRVn_vwA@giganews.com>
Newsgroup: it.industria.elettrotecnica.normative
Datum: 06.05.2008 17:40
Message-ID: <4dOdnYWjUrWGFL3VRVn_vwA@giganews.com>
Newsgroup: it.industria.elettrotecnica.normative
Mike wrote: > On 6 Mag, 11:55, RLDeboni <robertodeb...@deboni.name> wrote: > >> Perche' non quota la parte del mio scritto a cui si dovrebbe applicare >> questa osservazione ? Infatti non mi pare di avere sostenuto che la >> protezione della spina spetti all'impiantista. > > L'osservazione si applicava a questa affermazione: > >> Oppure predisponendo delle prese munite con fusibile, come si fa per i >> rasoi negli alberghi. > > Qui si scaricherebbe il problema all'installatore o progettista, > quando è il costruttore dell'apparecchiatura che dovrebbe preoccuparsi > della protezione dei suoi componenti, spina compresa. Oggi mi e' arrivata anche una risposta di un tecnico con cui ho argomentato sulla faccenda e che mi porge un trafiletto di TuttoNormEl che conclude con la stessa osservazione: "Non spetta all'impiantista proteggere quanto e' a valle della presa." Senza entrare nel merito di questa battuta (che in generale trovo valida), pronostico una situazione di scarica-barile :-) Mi presento dal costruttore con una spina da 10A collegato con tanto di cavetto 3x1,5 mm2. Spina e cavetto sono parzialmente fusi o danneggiati dal calore. Gli chiedo la riparazione in garanzia. Lui mi chiede come e' successo ed io gli rispondo: spina e cavetti sono stati sottoposti ad una corrente di quasi 16A per svariati ore/giorni. Il costruttore mi replica: "Sta scherzando ? Il cavetto e la spina che ho fornito sono garantiti al massimo per 10A a servizio continuativo. Si rivolga al cliente che abbia usato un riduttore per collegare spina/cavetto ad una presa da 16A." Replica mia: "Il cliente non ha usato riduttori, ha inserito la spina direttamente nella presa che pero' era protetta con un MGT da 16A". Il costruttore: "Allora si rivolga all'impiantista, che doveva mettere un MGT da 10A". Replica mia: "Ma si trattava di una presa bipasso e gli impiantisti sostengono in coro che e' -lecito- proteggere tale presa con un MGT da 16A". Il costruttore: "Sara' lecito, ma il danno e' stato causato dalla loro scelta, percio' pagano l'installatore." In altre parole, la tesi del costruttore e' che ha costruito l'apparecchio nella presunzione che a monte esiste un circuito d'intervento da 10A e che percio' non risponde di ogni conseguenza qualora cosi' non sia. Chi ha ragione ? (Cliente a parte che ovviamente deve pero' sapere a chi rivolgersi ?). Il processo ipotetico si sta complicando, anche se, allo stato dell'arte, come CTU, propenderei a scaricare la responsabilita' sull'installatore, l'unico che ha in mano la situazione, con le norme come sono oggi. > Infatti mi trovo daccordo su questa: > >> oppure inserendo un fusibile nella spina, come fanno gli inglesi. Anch'io sarei d'accordo su questa, come la norma inglese BS1263. La prassi e' quella di scegliere il fusibile di valore piu' piccolo compatibile con il funzionamento dell'apparecchio. Notare che gli apparecchi italiani sono muniti spesso di un fusibile con questa funzione, la differenza sta nella posizione. Negli apparecchi italiani il fusibile si trova a VALLE del cordone di alimentazione, lasciando il cavetto senza protezione (e nel caso che capiti una malaugurata presa bipasso, anche la spina e' senza protezione, qualora il danno trovi origine nel cavetto ovvero prima del fusibile). Negli apparecchi inglesi invece abbiamo un fusibile direttamente nella spina. Questo rende completamente sicuri anche gli apparecchi, come radioline, cordonati con un magro 3x0,5 mm2. I valori normati di questi fusibili sono 3A, 5A e 13A. Uno dei vantaggi di questo sistema e' che l'utilizzatore puo' utilizzare qualsiasi spina. Ad esempio, se abbiamo l'apparecchio da 3A, l'utilizzatore piu' tranquillamente usare prese protetta che sia da un MGT da 5A, 13A o 20A. Ovvero l'utilizzatore puo' essere completamente a digiuno di nozioni "elettriche", ma non sbaglia mai. E se per caso inserisce un'apparecchio con spina da 13A, per fare un'esempio, ove c'e' un MGT da 5A, l'unica cosa che succede e' che salta il MGT, senza alcun danno. La casalinga italiana, invece, quando utilizza spine e prese e' spesso costretta a subire una sequela di istruzioni (non sempre coerenti) su cosa fare o non fare. In altre parole ha la liberta' di sbagliare e di questa liberta' ne' fa anche uso ... ;-) A proposito, sapevate che la spina/presa inglese ha una portata di 20A ? E questo mi porta ad una considerazione. Il rapporto 13/20 pari a 0,65 non e' lontano da quello 10/16 pari a 0,63. Il comitato elettrico inglese ha ritenuto che un tale rapporto sia tale da meritare una relativa normazione di sicurezza (l'inserimento del fusibile). Il comitato elettrico italiano invece tace ... forse pensando ai margini dei fattori di sicurezza ? Aggiungo una mia considerazione, il metodo dei fusibili ha permesso agli inglesi di fare una cosa molto interessante. Eliminare la necessita' di una selva di addattatori e riduttori, un magazzino di prese e spine di vario tipo, e nel contempo fornire un'ampia variabilita' di portate (3A, 5A, 13A, 20A) ed il tutto in piena sicurezza. L'esigenza di spine da 20A non e' peregrina, non per nulla esistono sul mercato spine (vedi Vimar) con spinotti da 6mm che assomigliano alle spine da 16A (che hanno spinotti da 5mm). Infatti in alternativa, i forni elettrici, anche domestici, si e' costretto a collegarli in sicurezza con morsetti od usare le enormi spine industriali (IEC). Finito di sognare (ma nulla vieta a casa propria di farsi tutto l'impianto "britannico" :-), pero' allo stato attuale delle norme italiane, non potendo imporre ai costruttori l'inserimento del fusibile, e stante che la norma CEI si guarda bene dal "benedire" questa rischiosa prassi del MGT 16A/bipresa, ritengo che l'installatore/impiantista violi la regola d'arte (oltretutto senza il supporto normativo). Invito a ripensarci bene. Redattori di articoli come quelli di TuttoNormEl o altre riviste specializzate possono scrivere quello che vogliono, ma alla fine chi viene citato in giudizio e' l'installatore/impiantista, mica il giornalista del Sole 24 Ore (per fare un'altro esempio). Insisto: ancora nessuno mi ha portato (sia virtualmente su internet, sia nel mondo reale "brevi manu" :-) un riferimento normativo "chiaro" che permetta all'installatore/impiantista di provare che la scelta del MGT da 16A rispetta la "regola d'arte", come la legge richiede. Saltando di palo in frasca, volendo progettare una spina/presa ideale, io penserei ad una spina di tipo inglese (con il fusibile), ma ad inserimento come quella tedesca (che fornisce una protezione contro il contatto delle dite ed una stabilita' e protezione dagli urti laterali). E mi sono fermato su una considerazione: spinotti rotondi o spinotti rettangolari ? Infatti le vecchie spine inglesi (ormai possiamo dirlo: del secolo scorso :-) avevano gli spinotti rotondi ma quelle nuove hanno gli spinotti rettangolari. Che vantaggi possono avere con gli spinotti rettangolari ? Maggiore facilita' costruttiva ? Maggiore stabilita' ? O sono sempre meglio gli spinotti rotondi ? Idee ? Ipotesi ? Esperienze ? R.L.Deboni[ Auf dieses Posting antworten ]
Antworten
- Mike (09.05.2008 18:32)
