nntp2http.com
Posting
Suche
Optionen
Hilfe & Kontakt

Re: Limitazione correnti prese bivalenti e norme CEI 64 8

Von: ambro (am@virgilio.it) [Profil]
Datum: 04.05.2008 18:26
Message-ID: <481de346$0$40213$4fafbaef@reader5.news.tin.it>
Newsgroup: it.industria.elettrotecnica.normative
RLDeboni wrote:

> Premessa: io sostengo che a monte delle prese bivalenti 10A/16A si deve
> porre un magnetotermico da 10A.
>
Non condivido. L'errore di fondo che fai è quella di identificare quel tipo
di prese di tipo 10/16 A, ma la dicitura esatta dei quelle prese, come
fanno alcuni costruttori, è " presa 2P+T 16 A bivalente, standard italiano
tipo P17/11". Questo significa che quella presa sia per un  passo che per
l'altro è da 16 A.
Quindi usare un MT da 16 A per proteggere quelle prese è, a mio parere,
corretto.

> La presa non e' nuova (ha
> sei-sette anni di vita: l'installatore deve tenere conto che l'impianto
> va garantito per 10 anni e quindi tutto deve funzionare anche quando non
> e' nuovo) ed e' utilizzata regolarmente e quindi la "forza" di
> compressione sui poli della spina non e' massima, e questo non aiuta la
> conduzione. Risultato, dopo ore (o giorni ?) si arriva al punto che
> l'energia joule accumulata e' tale da alzare la temperatura all'interno
> della presa fino al punto di non sopportazione dell'isolamento dei
> cavetti.
Il fenomeno si manifesta anche con meno di 10 A, questo per il fatto che una
presa quando non è più in grado di garantire la resistenza di contatto con
cui è stata progetta si scalda, ed il riscaldamento ossida i contatti, con
ulteriore aumento della resistenza e calore, il processo continua fino alla
distruzione della presa e relativi collegamenti. Ti posso garantire che ho
riscontrato questo fenomeno con combinazione presa/spina 16 A e MT da 16 A
e con presa/spina 10A protetti da un MT da 10 A.

> Osservazione sul punto b) mi pare di capire che gli impiantisti del:
> "mgt 16A = bivalente 16A/10A" si focalizzano sulla sezione del cavo che
> alimenta la presa. Ma allora secondo questa logica, perche' potrei
> sostenere la tesi che se alimento una presa da 16A con un cavetti da 4
> mm2, posso utilizzare impunentemente un magnetotermico da 25A.
NO la presa è progettata per 16 A.

> Osservazione sul punto a) lo spreco nell'utilizzo di cavetti da 2,5 mm2
> qualora si abbia a monte un magnetotermico da 10A si risolve banalmente
> ... utilizzando cavetti da 1,5 mm2. E' cosi difficile ? :-)
Il problema è che ci sono anche apparecchi che assorbono più di 10 A e
quindi sarebbe necessario costruire due circuiti, uno da 10 A ed uno da 16A

> In altre parole, la sezione dei cavetti di alimentazione si coordinano
> con la portata del magnetotermico a monte (a protezione), e NON con la
> portata massima ipotetica della presa a valle. Questo almeno spero che
> sia condiviso.
No, è necessario coordinare con entrambi, a mio parere.


>Al contrario sono invece, a mio parere, perfettamente leciti gli
> adattatori "spina 10A - presa 16A", perche' in un impianto elettrico a
> norma, le prese da 10A sono protette da un magnetermico da 10A, percio'
> l'utilizzo di un'adattatore "spina 10A - presa 16A" non fara' MAI
> surriscaldare i cavetti (presumibilmente da 1,5 m2) che alimentano la
> presa da 10A.
Ma sarebbero poco utili. Se l'apparecchio assorbe più di 10 A non lo puoi
usare.

> Personalmente, in base alla informazioni che ho ora, nell'ipotesi che mi
> trovassi a fare una CTU su un danni conseguenti da fenomeno elettrico
> riferiti ad una bivalente "fusa", andrei a scrivere nella perizia:
>
> "Un magnetotermico da 16A a monte di una presa abile a ricevere
> direttamente una spina da 10A di portata, crea, in caso di guasto lato
> utilizzatore, una situazione potenziale di sovraccarico "non protetto",
> che va a posizionarsi sul ricettacolo della spina, che nella parte che
> accoglie la spina da 10A ha una superficie avvolgente compatibile solo
> con correnti massime di 10A. Percio', in caso di guasto la presa (che,
> si badi bene, e' stata posata dall'impiantista) si surriscalda,
> presentando il rischio di un principio di incendio, tralasciando gli
> effetti economici della interruzione di servizio causato dai guasti.
> Percio', a mio parere, si configura direttamente una responsabilita'
> dell'impiantista, qualora disponga un magnetotermico da 16A a protezione
> di prese bivalenti ad incasso."
>
> Come (se possibile) si difenderebbe l'impiantista ? Appellandosi a quale
> possibile norma CEI [se mi si indicasse i precisi estremi, sarebbe cosa
> gradita ... :-)]

Ripeto quanto detto all'inzio, nella tua relazione consideri che la presa è
da 10 A, e questo non è vero, perchè il costruttore la dichiara presa
bivalente da 16 A tipo P17/11, e quindi è adeguatamente protetta da un MT
da 16 A.

Ambro

[ Auf dieses Posting antworten ]

Antworten